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Due chierichetti di San Nicola : Villella Ernesto
Questa foto è il matrimonio di Vincenzo Serianni e Linda Coltellaro del 1958 celebrato nella chiesa di San Nicola in Conflenti. Ora abbiamo sfatato il fatto che a Conflenti non c'erano fotografi.
E' il più importante edificio sacro in Conflenti
Ciao Egidio, Modesto Caruso ha commentato .
Modesto ha scritto: "Apprezzo la tua battaglia. Ma per
sistemare la Chiesa di San Nicola, prima ancora dei soldi,
ci sarebbe bisogno di riscoprire le proprie radici. Il
passato, la cultura delle origini, le tradizioni locali,
oramai non toccano più il cuore dei conflentesi, se non
superficialmente e solo nel periodo estivo. Una
mega-struttura come il centro artigianale avrebbe potuto
ospitare, fra le altre cose, un museo della civiltà
contadina. Fotografie, attrezzi agricoli, telai, abiti
d'epoca, documenti d'archivio ed altro, ci avrebbero dato
uno spaccato di Conflenti attraverso i secoli. Non sarebbe
neanche stato difficile reperire tutto il materiale. Ma è
l'input che manca e prima ancora, l'amore per la propria
terra. Purtroppo, qualsiasi iniziativa viene portata avanti
solo se è lautamente finanziata. L'amore per le tradizioni
dei propri padri, fine a se se stesso, è utopia. Figurati
poi a chi interessa la Chiesa di San Nicola...!Il dio denaro
è riuscito a rovinare l'essere umano nella sua stessa
essenza; e questo flagello è trasversale a tutte le classi
sociali."
Chierichetti davanti il portone centrale della chiesa di San Nicola parroco don Riccardo Stranges foto Giovanni Paola Villella attualmente in Spagna ma sempre nel cuore Conflenti.
Già sono evidenti in questa foto segnali dello smottamento ala sinistra
Gente e luoghi conflentesi clicca
Il futuro e l’eterno non esiste: lo dimostra questo abbandono della chiesa cattolica romana
In Conflenti mancano i fedeli di chiese ve ne sono tante. |
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Ogni volta che vado a Conflenti, mi piange il cuore nel vedere la chiesa di san Nicola in tale stato di abbandono. Profre Antonio Coltellaro clicca
Anonimo ha detto... e' uno schifo ! una chiesa così bella ridotta , a tana per gli animali . E' la prima volta che la vedo al suo interno e , devo dire con mia immensa meraviglia che non mi sarei mai aspettato che i conflentesi la lasciassero in questo stato di abbandono, prego il signore affinchè illumini la mente , e... il portafoglio di qualcuno , affinchè la si riporti all' antico splendore . Fonte: |
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Relazione allegata al progetto N° 4380 INDIVIDUAZIONE DEI PIÙ URGENTI INTERVENTIPER In seguito ai gravi eventi alluvionali del 1959 la chiesa parrocchiale di
San Nicola sita nella zona più depressa dell’abitato di
Conflenti Superiore, subì notevoli danni strutturali
conseguenti alle notevoli erosioni verificatesi al piede del
versante sinistro del sottostante fiume Sasso. In quella circostanza furono comunque effettuati i più urgenti lavori di
ripristino strutturale, prevalentemente costituiti da
riparazioni del tetto, del campanile, rifacimento degli
intonaci ed altri; il sottostante fiume Sasso, invece, non fu
oggetto di interventi di difesa idraulica, per cui il
successivo ampliamento delle lesioni consigliò lo sgombero
del sacro edificio ed il suo conseguente abbandono. L’originario reticolo fessurativo delle strutture, dopo una fase di
assestamento protrattasi per tutti gli anni “60,
successivamente si stabilizzò, sia perché nel frattempo
furono costruite alcune briglie e difese spondali nel Sasso e
sia perché fu migliorata la rete idrica e fognante di quel
centro urbano. Gli attuali dissesti sono prevalentemente determinati dall’assoluta
inefficienza del tetto che è crollato in più parti e
dall’azione delle acque che, pertanto, anche dall’interno
riescono a raggiungere le fondazioni attraverso le stanze
funerarie esistenti sotto il pavimento. I muri portanti, pur costellati di lesioni appariscenti di cui alcune
localizzate alle chiavi degli archi, non presentano condizioni
di strapiombo nè segni di imminente collasso, ma
esclusivamente effetti di traslazione di qualche centimetro
verso il fiume, sicuramente dovuto allo scorrimento
determinato nel tempo dalle acque infiltratesi nella coltre di
terreno compresa fra il piano di fondazione e la sottostante
roccia. Gli interventi che al momento appaiono indifferibili devono
necessariamente orientarsi verso il consolidamento strutturale
e la messa in sicurezza generale dell’edificio, sia per
scongiurare pericoli per la pubblica incolumità per possibili
crolli parziali e sia per la presenza delle grandi camere
funerarie interrate. A titolo cognitivo si precisa che il contenuto di queste ultime non può
determinare problemi di carattere sanitario in quanto i resti
organici umani che contengono sono sicuramente ben
mineralizzati e biologicamente inerti, dal momento che le
ultime salme vi sarebbero state collocate ne 1875, anno in cui
fu dato inizio ai lavori di costruzione del cimitero comunale.
Al contrario, invece, la loro eventuale messa in luce come
conseguenza di dissesti strutturali determinerebbe sicuramente
episodi di intolleranza estetica oltre che una imperdonabile
mancanza di cristiana pietà per quei resti.
L’edificio in parola, pur non presentando evidenti pregi architettonici,
si ritiene risalente al periodo immediatamente post-normanno
(1200 - 1300), epoca in cui ebbe inizio il massiccio
disboscamento delle falde del Reventino per soddisfare le
enormi richieste del mercato di legno da fuoco e da sega e nel
contempo ampliare le superfici delle terre coltivabili di
pertinenza baronale o vescovile. Questa intensa attività boschiva ed il potenziamento di quella pastorale
determinò in breve tempo la costituzione spontanea del primo
insediamento locale di Conflenti Soprani e la costruzione di
un primo oratorio rurale; questo primo sacro edificio, di
modesta entità e dalla linea architettonica strettamente
spartana, nel corso del ‘300 fu ampliato ed elevato a dignità
di parrocchia della Diocesi di Martirano in quanto già dotato
di sufficienti rendite terriere. Quella chiesa, pertanto, era in origine un oratorio rurale attorno al
quale si è sviluppata una società di boscaioli, di pastori e
di artigiani; il “Regesto Vaticano” dà notizia
dell’assegnazione, nel 1446, di una cospicua decima a favore
del parroco pro-tempore; questo conferma che trattavasi di un
insediamento a prevalente economia rurale. Nella seconda metà del novecento, però,
quaranta anni di abbandono hanno lasciato nelle strutture
vistose tracce di degrado costituite dal crollo parziale del
tetto e dall’allargamento delle lesioni alle arcate delle
tre navate. In tale situazione il primo e più urgente
intervento di messa in sicurezza dell’edificio è
senz’altro il totale rifacimento del tetto mediante
rimozione delle parti esistenti e ricostruzione con nuove
capriate saldamente ancorate ad apposito cordolo di
coronamento. L’intervento prevede, inoltre, al posa di
gronde e grondaie, la sarcitura e riempimento delle più
grosse lesioni, la realizzazione di un cunicolo drenante
all’esterno del muro nord e di quello est ed il
consolidamento del muro della facciata mediante posa di
micropali della lunghezza di m. 10 e Ø 100-130, resi tra loro
solidali e collaboranti per mezzo di apposito cordolo di
testata a sua volta completo di mensole di collegamento alla
fondazione del muro. Ai micropali in parola, più che un compito
portante dei carichi, è attribuita una funzione di ancoraggio
del muro frontale alla sottostante roccia dove si riscontra
scarsa coesione del soprastante terreno per effetto di una
notevole attività di falda freatica; questa, a sua volta, è
alimentata da microcircolazione acquifera profonda, nonché da
perdite nella rete fognante e nella rete idrica. Lo scorrimento degli strati di terreno
soprastanti la roccia dovrebbe progressivamente azzerarsi per
effetto dell’intercettazione delle acque di falda da parte
del cunicolo drenante previsto all’esterni dei muri
perimetrali nord ed est. |
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La nostra
verità è la ricerca
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Riceviamo e con piacere pubblichiamo Egidio Baratta Scrive: Il Sindaco risponde: Egidio Baratta - Risponde Gent.mo Sig. Sindaco, non intendiamo
ingaggiare nessuna polemica gratuita con nessuno, ma ribadiamo
la necessità di difendere una Chiesa abbandonata a se stessa. Grazie
per avermi risposto perchè ha colto lo spirito propositivo e
costruttivo di questo sito che si sforza di portare luce e prove, non sciocchezze,
come tutti possono constatare. Lo stato di completo abbandono della
chiesa di San Nicola si vede. Sono pronto a
versare anche cinquecento euro per l'eventuale contributo alla
riparazione dell'antico organo che era nella chiesa di San Nicola,
sempre che sia stato portato in un luogo sicuro. Ho appreso che il
geom. Giuseppe Raso è disposto a fare
gratis il direttore dei lavori per la messa in sicurezza della Chiesa
di San Nicola. Il Consigliere Provinciale D'Assisi Emilio si sta
prodigando per portare alla luce il contributo per il rifacimento del
tetto i cui lavori furono persino appaltati alla ditta Villella
Roberto. Don Adamo del suo operato
dovrà rispondere come noi al Signore. Non sono io a dover giudicare
ne mai l'ho fatto. Ho due appartamenti in
Conflenti sfitti da molti anni perchè non c'è richiesta La
Chiesa ha problemi ben più importanti di cui occuparsi. Vogliamo
costruire un dialogo fecondo, aperto, ove favorire il confronto, non
l'aggressione reciproca. Come ha ben fatto spero che altri scrivano,
sempre rispettando le opinioni di tutti perchè non c'è il portatore
assoluto della Verità. Sig. Sindaco, non
esiste la mia libertà di pensiero, se non esiste anche la libertà di
pensiero di chi la pensa in modo radicalmente diverso da me. Don Adamo
scrisse una lettera di un sogno per chiedere soldi, cosa che non condivido,
e altri nella medesima scrissero che se uno avesse avuto bisogno loro
erano disposti a dare. Risposi per chiedere, ma
nulla ebbi. Loro vogliono, ma non danno.
Questo è il mio pensiero , il rogo non esiste più!
Se tutti hanno ufficialmente
diritto alla propria opinione, come mai, poi, questo diritto viene
rispettato soltanto a favore di chi si allinea sull’opinione
dominante? Don Adamo non è lo Spirito Santo. Resto in
attesa di ricevere quanto fatto dal 2000 ad oggi per risolvere il
problema della messa in sicurezza per la chiesa di San Nicola. Con perfetta osservanza. Egidio Baratta “La politica non può aspettare sempre la magistratura”. |
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Nuova luce in merito al PROGETTO 4380 del 17 giugno 2002 - Dove sono finiti i soldi deliberati ?.... |
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L’intervento è stato assentito con nota dell’Assessorato ai LL.PP. n°
1827 del 25/05/2002 con la quale veniva anche autorizzata una
spesa complessiva di € 60.000,00 (Euro Sessantamila/00). Il Servizio Regolarmente appaltato alla ditta Villella Roberto da Conflenti.Direttore e progettista dei lavori Geom. Giuseppe Raso.
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Non è una sciocchezza ........ i soldi per la sistemazione del tetto ci sono..... |
Catanzaro,
lì 11.10.2005
N° 7609 di prot Allegati: due copie perizia Al
Sindaco del
Comune di 88040
CONFLENTI (CZ) OGGETTO: L. R.
10/11/1975, n° 31. Art. 147 del Reg.to 21/12/1999, n° 554. Lavori
di consolidamento strutturale della chiesa parrocchiale di San
Nicola di Bari sita in Conflenti Superiore. Importo
complessivo €
60.000,00 Per
l’autorizzazione di v/s competenza si trasmettono in
allegato due copie della perizia indicata in oggetto, redatta
da questo Servizio per la messa in sicurezza ed il
consolidamento strutturale della chiesa parrocchiale di San
Nicola di Bari sita in Conflenti Superiore ed approvata dallo
scrivente con determinazione n° 4380 del 17/06/2002 ai sensi
dell’art. 9 della L.R. 10/11/1975, n° 31. La
predetta autorizzazione gode dell’esenzione di diritti e
tributi ai sensi dell’art. 9, lettera f), della legge
28/01/1977, n° 10. Il Funzionario
Fto Il Dirigente del
Servizio
(Dr. ing. Umberto Siriani)
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Regione Calabria Dipartimento Lavori Pubblici ed
Acque -------------- Settore 20 – Servizio 74 CATANZARO L’INGEGNERE
DIRIGENTE DEL SERVIZIO -
VISTA la legge 11/02/1994, n° 109 e successive modifiche ed integrazioni; -
VISTO il regolamento di attuazione di cui al D.P.R. 21/12/1999, n° 554; -
VISTO il D.P.R. 15/01/1972, n° 8; -
VISTA la legge regionale 10/11/1972, n° 31 e successive modif. ed
integrazioni.; -
VISTA la nota dell’Assessorato ai LL.PP. n° 1827 del 25/05/2002 con la
quale veniva messa a disposizione del Servizio, per lavori di
consolidamento strutturale della Chiesa Parrocchiale di San
Nicola in Conflenti, la somma complessiva di € 60.000,00
(Euro Sessantamila/00), -
VISTA la perizia dei lavori redatta entro il limite della somma
complessiva sopra detta, ripartita secondo il seguente quadro
economico: A)
– Somme a base d’appalto: 1 -
Per lavori (soggetti a ribasso) ..............................................
€
52.807,00 2 - Per attuazione misure di
sicurezza.....................................
€
1.004,55
Importo totale dei lavori
€
53.811,55 B)
– Somme a disposizione
dell’Amministrazione: 1 -
Oneri I.V.A. 10% (su lavori e sicurezza) ..............................
€
5.381,16 2 - Fondo ex-art. 18, Legge
109/94 (1,50%) .............................
€
807,29
In uno sono a disposizione
€
6.188,45
Torna l’importo complessivo €
60.000,00 Ai sensi e per gli effetti
dell’articolo 9 della legge regionale 10/11/1975, n° 31, DETERMINA di approvare, come di fatto
approva a tutti gli effetti, la perizia dei lavori sopra
indicati redatta per l’importo complessivo di €
60.000,00 ripartiti come sopra. N° 4380 – Catanzaro, lì 17 giugno 2002
Si ritiene utile evidenziare che detto edificio è stato dismesso al culto ed abbandonato alle intemperie fin dai primi anni “60 per i gravi danni subiti in occasione degli eccezionali eventi alluvionali del 1959. Conseguentemente, a causa delle copiose infiltrazioni d’acqua, il suo stato di precarietà strutturale si aggrava ogni anno di più e per tale motivo sussiste un concreto pericolo per la pubblica incolumità classificata zona a rischio R4 - PAI.
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Sacro e Ragione, Caritas e Veritas |
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Alla luce di mie personali esperienze di questi giorni recatomi a Catanzaro posso affermare quanto dice l'allegato A: Non è stato concesso nessun contributo dalla Regione Calabria.
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Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per il Coordinamento Amministrativo Roma Al Ministero per i beni e le attività culturali Roma Al Ministero dell'economia e delle finanze Roma Alla Corte dei Conti Catanzaro Al Prefetto di Catanzaro Oggetto: Istanza con parere favorevole –
Conservazione di Beni culturali nella cittadina di Conflenti
(Catanzaro) CHIESA DI SAN NICOLA. Il sottoscritto, BARATTA EGIDIO, nato a Conflenti il
9/04/42 e residente in C.da Carrà Cosentino di Lamezia Terme
(provincia di Catanzaro)
poiché nel comune di Conflenti, in provincia di Catanzaro, nella
regione Calabria, Poiché sembra che una comunità greca si fosse stabilita nel luogo, e che si fosse raccolta intorno ad un monastero basiliano, risulta che la chiesa di San Nicola è l’edificio religioso più antico di Conflenti, secondo i documenti ufficiali di Conflenti della fine del XV secolo e si riferiscono ad essa. Si tratta di documenti dell’Archivio Vaticano. (Vedi il bibliotecario del convento dei Passionisti di Laurignano - CS), Poiché intorno alla chiesa è sorto il primo nucleo
abitato del paese, poiché nel lontano 1578 Chiede all’onorevole Presidenza del Consiglio dei
Ministri Di sapere
: se è stata inviata la somma di
1.780.000,00 euro per il consolidamento ed il restauro della Chiesa
di San Nicola in Conflenti;
Egidio Baratta Allegato: Presidenza del Consiglio dei Ministri Procedura 8 per mille - Elenco in ordine numerico Dipartimento per il coordinamento amministrativo ISTANZE CON PARERI FAVOREVOLI Conservazione di beni culturali Elenco F.1
Richiedente COMUNE DI
CONFLENTI Importo complessivamente richiesto per tutte le regioni 622.918.448,00
L'otto per mille destinato allo Stato finisce a parrocchie e monasteri
Monastero di Santa Maria di San Damiano in Conflenti
Dalle
tenebre alla luce : il
recupero della Chiesa di San Nicola, previsto nel piano triennale
delle opere pubbliche ex legge 64, mai concesso. Clamoroso flopp: la
costruzione di un monastero senza nessuna utilità economica per
Conflenti, mentre il costo di tale opera a quanto milioni di euro
ammonta? Necessita di una adeguata strada di collegamento per
tutta la zona ex "Lisca" e"Savucina"!
Panorama del paese natio : Conflenti Nella casa dove c'erano le monache del Cottolengo adiacente al Santuario c'è posto per oltre 30 clarisse
Il parroco don Stefano che mi fece entrare in seminario nel 1950 Avendo capito che i superiori volevano solo salvaguardare le strutture secolari di potenza umana e potere spirituale della Chiesa Romana, mantenendo nell'ignoranza della Parola di Dio il popolo, finii con l'abbandonare il seminario dedicandomi alla vendita di biliardini in tutta la Calabria, contrariato, esasperato e deluso,di fronte al loro ruolo antievangelico.
Mons. Vincenzo Rimedio - Vescovo di Nicastro. Mai avrebbe permesso che andasse in rovina la chiesa del santo patrono di Conflenti soprano, San Nicola, perchè è un uomo saggio prima di essere vescovo.
Suore del Cottolengo Piazza Visora n. 5, 88040 Conflenti (CZ) Sono e rimarranno sempre nei nostri cuori . Deo gratias.
Suor Angela. , Suor Elisabetta , la Superiora Madre suor Enrichetta, Suor Francesca e Suor Cottolenga sin dal 1929 hanno dedicato la loro vita , con quotidiana dedizione, alla preghiera ed al lavoro educando i giovani e le ragazze all'onestà, sostituendosi alle mamme ignoranti dell'epoca. Molte ragazze hanno preso i voti , mai nessuno ha detto nulla sul loro conto, se non belle parole. Ricordo che suor Elisabetta, la cuoca, mi faceva portare la legna sopra in cucina regalandomi qualche ostia ..... Ora spendono milioni di euro per un monastero che non porterà nessuna utilità ai giovani conflentesi che non avranno neanche un grembiulino, come avevo in illo tempore. Non fatevi illusioni! I poveri saranno più poveri e i ricchi più ricchi. Grazie alle suore del Cottolengo mandate via per fare posto alle Clarisse e poi richiamate a Conflenti.
Nacqui nel 1942 e da da quando ne ho memoria tutti i soldi che rientrano per la festa della Madonna di Visora vanno puntualmente a Lamezia . Perchè non vengono spesi in e per Conflenti ? Perchè i cattolici credenti nella Madonna devono andare a Fatima e/o altrove quando noi abbiamo un Santuario mariano con la Madonna di Visora e il suo Quadro Divino! Suor Angela, una seconda mamma per tutti noi conflentesi ora è in Tropea. Quanto amore mi ha dato, quanto ne dava a noi poveri sventurati! Perchè Sua Eccellenza non ha pensato che Lamezia e/o a Feroleto erano siti più idonei per un monastero? Proprio a Conflenti è dovuta capitare simile disgrazia! |
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Festa di S. Nicola seconda domenica di Maggio
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La chiesa di S. Nicola, posta a valle dell'abitato, vicino al tabacchino di donna Assunta e della casa di zia Chiara, completamente lesionata, è chiusa al culto. “Non ci resta che piangere!”.

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Mancano
i fondi destinati per la ristrutturazione della chiesa di S. Nicola |
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Il pavimento adesso è tutto verde e dal soffitto scende la pioggia. La chiesa di San Nicola è l'edificio religioso più antico del paese. I più antichi documenti ufficiali risalgono alla fine del XV secolo.
Cosa resta del Confessionale Altare maggiore
MISTERO
A CONFLENTI – SARà
VERO CHE IL
MOVIMENTO DEMOCRATICO PROVINCIALE SCRIVE AL SINDACO Conflenti,
18 luglio 2007. “Si
vo spugliari nu Crucifissu, ppi vistiri nu Santu” è una delle
massime calabresi che ci viene in aiuto per districarci in una vicenda
che ha il sapore del mistero, come evidenziata dal commissario
provinciale del Movimento Democratico, Marialuisa Scillia, che per
saperne di più ha inviato una lettera al sindaco di Conflenti
Francesco Esposito. La
questione riguarda il restauro conservativo della antica chiesa di S.
Nicola di Bari, uno degli edifici sacri più importanti di Conflenti,
dato che si trovano notizie documentate fin dalla seconda metà del
1400, e per il quale Marialuisa Scilla chiede l’accelerazione della
pratica di restauro. “La
chiesa di S. Nicola di Bari, la cui festa si celebra il 13 maggio, già
oggetto di richieste di consolidamento e restauro fin dagli anni
’50, attualmente è in completo abbandono e così continuando
diventerà un rudere, afferma preoccupata Marialuisa Scillia, dato che
il tetto è diventato un colabrodo”. L’intervento
di sollecitazione alle autorità locali da parte del Movimento
Democratico è dettato dal fatto che, tramite La
pratica, dunque, risulta regolarmente approvata come “consolidamento
e restauro della chiesa di S. Nicola di Bari in Conflenti”. “Inspiegabilemente,
però, non si sa come, osserva ancora Marialuisa Scillia, sembra
risultare, infine, una pratica finalizzata al «restauro e risanamento
conservativo del Monastero delle suore Clarisse» che non è mai
esistito a Conflenti, mentre è pur vero che se ne vuole costruire
uno”. Cosa
sarà accaduto? Da una breve ricerca su internet si può trovare la
stessa pratica, al numero corrispondente 208, però, ad entrambe le
dizioni, ovvero, sia come restauro della chiesa di S. Nicola che come
risanamento conservativo del monastero delle suore Clarisse. Tutto
ciò sembra incomprensibile, ecco perché il Movimento Democratico,
nell’interesse dei beni storici ricadenti nella nostra provincia e
regione ha invitato il primo cittadino di Conflenti ad interessarsi in
modo tale che l’eventuale somma stanziata sia effettivamente
finalizzata al recupero della chiesa di S. Nicola di Bari, con una
lunga storia, nata come romitorio basiliano, secondo lo storico locale
Vincenzo Villella, diventò chiesa matrice e poi ebbe carico il fitto
dei beni e delle rendite di spettanza della Badia dei Santi Quaranta
Martiri sita in Sambiase di Lamezia Terme. Una storia, perciò,
ragguardevole, alla base sicuramente della scelta di assegnare la
somma di 1.780.000 euro per il suo restauro. Ecco
perché il Movimento Democratico ribadisce che “la somma stanziata
sia utilizzata per la chiesa di S. Nicola e non per altre opere, anche
se meritevoli, dato che si suole dire” che «non si spoglia un
Crocefisso per vestire un Santo». Raffaele
Spada
Presidenza del Consiglio dei Ministri Procedura 8 per mille - Elenco in ordine numerico Dipartimento per il coordinamento amministrativo ISTANZE CON PARERI FAVOREVOLI Conservazione di beni culturali Elenco F.1 http://www.governo.it/Presidenza/DICA/ottopermille/aggiornamento/normativa/elencof1_FAV.%20B.C..pdf Viene spontanea una domanda: Può un Vescovo dirottare i soldi stanziati per il restauro di una Chiesa alla costruzione di un monastero ? Cosa ha fatto il Parroco della Chiesa di San Nicola per evitare detto scempio? Di diverso avviso era il parroco di un tempo, don Riccardo Stranges, che provvide a chiedere i contributi per le dovute riparazioni. Ma dopo di lui non si è fatto nulla, eppure don Adamo gode della fiducia e della stima di tutti. |
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Io
ci sono per la costituzione di un comitato per la
ristrutturazione della chiesa di S. Nicola. |
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S. Nicola di Bari: la “festa paesana” 13/14 Maggio Grazie all’opera instancabile di un gruppo di ragazzi costituitisi in comitato, anche quest’anno si è svolta la festa di S. Nicola di Bari. La particolarità che rende unica la celebrazione in onore del “Vescovo Santo” di Conflenti rispetto agli altri luoghi dove pur esiste la festa di S. Nicola è la data. Il calendario cattolico vorrebbe, infatti, come giorno ufficiale dei festeggiamenti l’otto dicembre mentre per i conflentesi la festa coincide con la seconda domenica di maggio per permettere anche a chi lavora di poter rendere omaggio al santo di Bari. Una festa “minore”, se paragonata a quella della Madonna della Quercia, ma particolarmente sentita tra tutti i cittadini. Una ricorrenza che unisce il paese, pochi pellegrini ma veramente tanta tradizione e tanta partecipazione popolare. Si comincia tutti gli anni dalla vigilia con il consueto raduno in Piazza dell’Emigrato dove gli organizzatori offrono ai presenti “pennata” e buon vino conflentese. Quest’anno ad allietare la serata sono state le note anni sessanta di un gruppo musicale locale. La domenica spazio alle celebrazioni religiose. E, allora, ecco la Santa Messa che ormai da qualche anno viene celebrata all’aperto. Subito dopo la processione per le vie del paese. La statua del santo, partendo dalla chiesa della Madonna di Loreto, dove è custodita da quando quella di S. Nicola di Bari è stata abbandonata in seguito al crollo di una parte di essa, è stata portata in “visita” in tutte le chiese del paese. Al termine della funzione religiosa i presenti si sono intrattenuti tra le bancarelle del piccolo mercato che ogni anno viene allestito nella zona di Conflenti Superiore. Una festa paesana, dunque, che non muore mai e che anzi,si va ingrandendo anno dopo anno attirando anche la gente del comprensorio. Mariano Marotta
Il parroco della chiesa dissestata, don Adamo Castagnaro, continua a celebrare la festa di S. Nicola. Fra un sogno e un progetto che differenza c'è ? Nessuna se puoi contare su un gruppo di persone che crede veramente in te, caro! Ora, dicitur essere stata la volontà dei conflentesi a volere le clarisse, "non il vostro sogno"! Come si può pensare di cambiare una tradizione secolare ? La nuova fondazione monastica, fortemente voluta dal vescovo di Lamezia Terme, Monsignor Luigi Cantafora, sarà denominata Santa Maria di San Damiano in Conflenti e sarà costruita in località "Savucina". Lo so, Sua eccellenza ora ha avuto la cittadinanza onoraria, ma non è nato a Conflenti come noi quando c'era la mammana Donato. E' forse solo lui il sognatore? Ho un dubbio: non è venuto per mantenere la nostra fede alla Madonna; ma per dividerci!
Il Signore sia sempre con voi, e faccia che voi siate sempre con Lui, restando noi devoti alla Madonna di Visora : Ad Jesum per Mariam, in aeternum. Ha pensato Sua Eccellenza che in quella zona impervia dove tennero sequestrato un rapito può succedere quanto è successo a Roma ? : La tragedia nel monastero di Santa Chiara |
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Una chiesa storica come quella di San Nicola non può essere
abbandonata in tale modo |
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La statua di San Nicola nella chiesa di Visora perchè la Sua è chiusa al culto essendo fatiscente, inagibile ... ma qualcosa bisogna anche fare. Si fanno le collette per il monastero, allora facciamola anche per la chiesa di San Nicola che certamente non sta a cuore a sua Eccellenza il Vescovo di Lamezia .
Loro conobbero lo splendore della Chiesa di San Nicola |
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La Madonna di Visora
deve fare il miracolo di tramutare le offerte dei devoti in carta
straccia, così il Vescovo capirà che i soldi vanno spesi a
Conflenti. |
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Conflenti, allarme bomba nel santuario
Scattati i controlli dei carabinieri, si cerca il mitomane che
avrebbe telefonato per avvertire dell'ordigno
del Cottolengo, avrebbero ricevuto una chiamata che annunciava la presenza di una bomba all'interno del Santuario, pronta a scoppiare entro un'ora. Immediatamente, l'allarme è stato girato alla locale stazione dei carabinieri, che giunti sul posto hanno evacuato la chiesa gremita di fedeli. Tutta l'area è stata delimitata e, dopo poco, sono iniziate le ricerche all'interno della struttura sacra. Alla fine non è stato individuato alcun ordigno e la situazione è ritornata alla normalità. “E' stata opera di qualche bontempone - ha dichiarato il Capitano Iervolino alla fine dell'ispezione - ma, comunque, tutta la struttura è stata controllata in fondo e niente è stato lasciato al caso”. Le sorelle del Cottolengo hanno chiesto spiegazioni agli uomini dell'Arma i quali le hanno rassicurate circa la sicurezza del chiesa conflentese. Adesso verranno avviate le indagini del caso e sarà inoltrata una denuncia per procurato allarme. Il Capitano Iervolino ha spiegato che saranno acquisiti i tabulati telefonici dell'utenza delle suore del Cottolengo, per individuare il numero dal quale è partita la telefonata. Del fatto è stato informato anche don Adamo Castagnaro, parroco di Conflenti. Non sembrano esserci moventi dietro il gesto anche se, tra la gente, si è diffusa la voce che possa trattarsi di un dispetto di qualche concittadino nei confronti del prossimo viaggio che la statua della Madonna della Quercia, custodita all'interno del Santuario, farà a Lamezia Terme, dove rimarrà esposta nel mese di maggio.
Per i lettori sappiate che un tempo era don Riccardo Stranges , ora è don Adamo il parroco di Conflenti a Presidente dell'organo che gestisce il patrimonio della Curia. I Reggini non vogliono fare andare a Roma i loro Bronzi mentre noi conflentesi dobbiamo mandare ogni anno per un mese la nostra Madonna ai Lametini..... perchè devono prendersi direttamente l'incasso delle offerte..... Bravo, Eccellenza! “L’ALTRO NON È UN NEMICO MA UN FRATELLO”. Mio padre, figlio di mastro" Cicciu", fece nel 1938/1940 una ristrutturazione della chiesa di San Nicola. Fu in quella occasione che iniziò mio padre a mastro, donandogli il suo metro da portare con orgoglio nella tasca dei pantaloni come un maestro d'arte muratoria semper ad aedificandum. In quel tempo era parroco don Arcangelo Cerminara.
CERCO 997…. Cerco 997 persone ciascuna delle quali mi regali cento euro per costruire parte del monastero. Mi rivolgo a parenti, amici, conoscenti, e a tutti coloro che si fidano di me. Sto scrivendo questa lettera-aiuto alle ore 4:12 del mattino dell’11 gennaio 2005… la notte non ci dormo… E’ una scommessa con me stesso e con voi che mi aiutate. Fatevi miei portavoce, passate parola, con umiltà e fiducia si può chiedere. E’ la prima volta che busso alla porta da quando sono sacerdote–parroco. Perché 997 e non 1.000 ? perché 3 le ho già trovate e sono: n. 1000 famiglia def. Fiore Rocca n. 999 n. n. n. 998 sac. Adamo Castagnaro n. 997 ………ne mancano ancora 997 Scommettiamo che insieme ce la facciamo? I mille nomi non verranno esposti da nessuna parte, ma scritti su pergamena e cementati tra le mura della chiesa del nascente monastero per ascoltare le lodi, le preghiere e le musiche che salgono dalla terra al cielo. Grazie a tutti. Sac. Adamo CastagnaroIl quale ha scritto sul giornalino del santuario; Noi stiamo cercando di costruire il monastero per dare a tutti la consolazione e la certezza che qualcuno pregherà per noi e per dare a molti la possibilità di riempirsi di Dio! Per favore, don Adamo, non c'è bisogno di costruire un monastero di milioni di euro perchè preghino tre e/o cinque monachelle. C'è tanta gente che soffre inviatemi qualche cosina non dei vostri soldi ma di quelli che avete dell'otto per mille per fare beneficenza. Nessuno è così povero da non avere niente da dare. Noi accettiamo tutto! Grazie. in Verità vi dico che ho bussato molte volte chiedendo qualche ma mai hanno dato , loro vogliono sempre ma non danno mai. Peccato che non possono mettermi sopra un rogo! Vedete
quanti soldi ogni anno percepiscono dall'8 x mille ?
Il 20 ottobre 2004 il vescovo di Nicastro nomina don Adamo Castagnaro Presidente dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, e poi ancora, il 15 novembre 2004, Vicario Foraneo di Soveria Mannelli. Caro lettore, sappi che don Adamo Castagnaro è anche il parroco della chiesa del patrono di Conflenti Superiore, San Nicola, fatiscente, abbandonata, la cui ristrutturazione non è stata presa a cuore! Sappiate che L'Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero gestisce il patrimonio composto dai beni appartenenti agli ex benefici parrocchiali, da eventuali donazioni o lasciti di beni mobili e immobili.
Le
Sorelle Povere di
Santa Chiara che visse come «piccola
pianta» all'ombra di San Francesco. Una
clarissa è sempre disponibile ad ascoltarti e ad accompagnarti nel
tuo cammino .
Nessuno ha nulla contro di loro: è che la loro presenza impoverisce un paese già povero e martoriato dai saccheggi di sempre degli oboli della Madonna che non sono mai stati spesi per Conflenti. Forse vogliono avviare la costruzione di una cittadella francescana dedicata a Santa Chiara in sostituzione della devozione della Madonna di Visora ? Quale utilità diretta porterà ai giovani conflentesi, oltre quella che é l'indubbia forza della preghiera? A parlare è un ex salesiano non un ateo che certamente ha avuto una formazione diversa dai venditori di indulgenze e affaristi. Ciò non l'ha capito il protomaestro dell'Opera del Monastero delle clarisse don Adamo Castagnaro che si è prodigato a raccogliere soldi tra i poveri conflentesi che non sanno come sfamare i propri figli. Speriamo che la Chiesa ritorni a svolgere il suo ruolo e che Conflenti pensi ai propri figli e non a quelli della curia lametina . L'ordine dei francescani non è stato mai presente in Conflenti. Lo stesso don Adamo Castagnaro mai ha organizzato nessun " pellegrinaggio" per andare al monastero delle clarisse di Santa Chiara. La nostra unica Santa dei Conflentesi è la Madonna, di cui hanno clonato l'effige in altre zone.
Dipodi di Feroleto Antico. Sito ottimo per poter ospitare tre o cinque povere monachelle oranti, considerando che la chiamata è avvenuta dalla Chiesa lametina, per essere germe di vita contemplativa in questa terra e per questa terra, non in Conflenti e per Conflenti che ha già la sua Madonna di Visora . Il popolo soffre
Questo luogo dove mi sono recato per diversi anni, dove ho visto tanto dolore, era l'unico per poter ospitare le povere monachelle e per pregare e cantare lodi al Signore.
Una Madonna come quella di Visora (la Madonna di Leurdes) traina tutta una popolazione portando ricchezza in tutta la Francia |

Una breve riflessione
Le mie radici delicate cristiane dell'uomo
libero e di buoni costumi. Fratello,
sorella, chiunque tu sia: sappi che Cristo ci ha liberati, che solo la Verità
ti farà libero. E la Verità è solo Gesù Cristo. Cercalo anche tu, e lo
troverai! Ad Jesum per Mariam, lontano da questi rettori commercianti di santini. Si
ribadisce che “la somma stanziata deve
essere utilizzata per la chiesa di S. Nicola e non per altre opere, anche se
meritevoli, dato che si suole dire che «non si spoglia un Crocefisso per
vestire un Santo».
Il saluto del presidente dell'azione cattolica di San Domenico
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Lo
storico Profre Vincenzo Villella nel
suo sito parla di San Nicola |
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La chiesa di S. Nicola di Conflenti Superiore,
che ancora nel 600 risultava essere La festa del Santo, che originariamente era di S. Nicola di Mira, si celebrava il 6 dicembre e non in quella della traslazione delle sue reliquie a Bari l’8 o il 9 maggio. Fin dalla sua origine e per alcuni secoli, la parrocchia di S. Nicola ha avuto la funzione fondamentale nella conservazione specifica identità culturale degli abitanti di Conflenti Soprani, anche molto tempo dopo l’erezione del santuario di Visora a Conflenti Sottani. Essa ha rappresentato, almeno fino alla seconda metà del secolo XIX, l’elemento principale di integrazione comunitaria di Conflenti Soprani saldandosi profondamente con l’ambiente e i suoi abitanti e rispecchiando tutte le vicende del paese. Questa costituisce una nota tipica della sua storia. A S. Nicola, come abbiamo potuto ricavare anni addietro dai libri parrocchiali ora purtroppo irreperibili,si battezzavano e si anagrafano solo ed esclusivamente i nati in quel rione ( chiamato in tutti gli atti notarili rione S. Nicola). Solo in tempi più recenti, dopo il superamento delle diffidenze con Conflenti Sottani e l’unificazione dei due comuni, anche gli abitanti di Conflenti Sottani sono stati coinvolti nelle devozioni, nelle processioni e nelle feste di quella chiesa. La prova più evidente dell’importanza della chiesa di S. Nicola la ritroviamo nel fatto che il parroco di quella parrocchia don Francesco Maria Stranges (del fu Giovanni) nel 1839, come diremo più avanti,risultava essere il procuratore speciale di D. Guglielmo Winspeare di Napoli, abate commendatario dell’abbazia dei Santi Quaranta Martiri del Mitoio, in territorio di Sambiase. Questa abbazia, fondata nel IX e il X secolo come il romitorio brasiliano di S. Nicola di Conflenti su cui poi sorse la omonima chiesa, dopo essere stata sotto la giurisdizione del vescovo di Nicastro, alla metà del XV secolo cadde in commenda, cioè l’uso del suo beneficio, rimasto vacante, fu affidato ad un abate detto commendatario che, pur non diventandone titolare, lo conservava a vita percependone le rendite. Per quanto riguarda gli ultimi abati
commendatari, dai documenti d’archivio risulta che nel 1723 il
beneficio del cardinale Petra, nel 1742 fu conferito a Valerio Riccio,
nel Il 22 luglio 1824, con uno speciale mandato di procura rogato dal notaio Nicola Rienzo d Napoli, l’abate Guglielmo Winspeare nominava procuratore il parroco don Andrea Folino del fu Innocenzo, abitante nel rione Piro di Conflenti , per fittare ai fratelli Nicola e Giovanni Folino del fu Antonio, domiciliati nel rione San Nicola, “tutti i beni e rendite di spettanza della Badia dei Santi Quaranta Martiri, sita in Sambiase della quale ne è commendatario esso sig. Winspeare. Nell’atto notarile di fitto, rogato dal notaio Nicola Baccari in data 29 ottobre 1824, venivano fissate le seguenti condizioni tra le parti: a) tra i beni dell’Abazia dati in fitto ci debbano andare compresi anche i frutti degli alberi di cerro; b) l’abate si riserva il diritto di vendere e tagliare solo gli alberi di cerro riconosciuti come infruttiferie sostituirli con piantoni di castagne, senza dover concedere niuno e scomputo ed indennità di sorte alcuna ai due fittuari; c) i fittuari, nel corso dei tagli, dovevano vegliare che l’abbatimento e caduta degli alberi tagliati non porti nocumento agli altri alberi confinanti, affinché la proprietà della Badia non risenta del danno. Inoltre. Gli stessi fittuari, nel caso avvenga qualche legittimo taglio di cerri,restano tenuti a bollare gli alberi prima dell’applicazione della scure.; d) la durata dell’affitto era fissata in anni
sei dal 1 settembre e) l’estagio dell’affitto era stabilito in 450 ducati annui pagabili in due rate. 250 il 1 gennaio e 250 il 1 settembre; f) i pagamenti dovevano essere effettuati direttamente a Napoli in moneta d’argento effettivo esclusa qualunque carta di banco cedola che denotasse moneta con andare a carico di essi fittuario ogni spesa di cambio o altro per la rimessa del denaro in Napoli e la sicurtà della moneta; g)i fittuari dovevano pagare durante i sei anni la fondiaria gravante sui beni dell’Abazia nonché le due messe la settimana montanti ad annui ducati 12 e grana 40 di peso annuale al quale è soggetta la badia detraendo queste somme dall’estaglio pattuito di 450 ducati annui; f) i fittuari dovevano tenere presso di loro la chiave della cappella affin di vigilare che non si abusi del sagro locale e per aver cura delle suppellettili che gli si appartengono. Il procuratore don Andrea Folino consegnava ai due fittuari lo stato numerato degli alberi attualmente esistenti in detta foresta del Mitoio che sono cioè alberi di castagna tremila settecento diciotto con dichiarazione che dove una pianta di castagna moltiplicasse le sue radici tanti alberi si dovevano contare per quanto hanno prodotto le radici suddette; risceglie di castagna numero centosesanta cola stesa dichiarazione;querce numero trenta; cerri quattrocentotrenta. Non si teneva conto di una cinquantina di alberi che mancavano all’elenco fatto nel 1819 dai due esperti Antonio Vizza (del fu Giovanni) e Nicola Vescio ( del fu Tommaso) perché noto all’abate Winspeare che questa cinquantina in circa alberi di castagna sono stati distrutti da venti impetuosi dai zifoni e da incendi fortuiti o cagionati da coloni limitrofi come costa da informazione o processo fatto dalla Direzione di acqua e foresta. Il 22 luglio 1824, con uno speciale mandato di procura rogato dal notaio Nicola D'Arienzo di Napoli, l'abate Guglielmo Winspeare nominava suo procuratore il parroco don Andrea Folino della chiesa di S. Nicola di Conflenti, per fittare ai fratelli Nicola e Giovanni Folino di Conflenti "tutti i beni e rendite di spettanza della Badia dei Santi Quaranta Martiri sita in Sambiase della quale ne è commendatario esso sig. Winspeare".
L' 8 giugno 1839, con atto del notaio Raffaele Dascoli di Napoli, D. Guglielmo Winspeare nominava suo procuratore speciale il rev. Don Francesco Maria Stranges, parroco della parrocchia di S. Nicola di Conflenti, con l'incarico di fittare i beni dell'abbazia a tre conflentesi che ne avevano fatta richiesta, cioè don Nicola Folino, don Antonio Folino e don Antonio Montoro. L'11 febbraio 1842, con atto rogato dal notaio Giuseppe Lemmo di Napoli, D. Guglielmo Winspeare rinnovava al parroco di Conflenti Soprani la speciale procura per il rinnovo dell'affitto dei beni dell'abbazia ai fittuari precedenti, eccettuato don Nicola Folino che era deceduto. Tutti questi atti sono importanti per conoscere il patrimonio dell'abbazia e, soprattutto, perché da essi si ricava la consistenza della grande foresta del Mitoio, con l'elenco dettagliato dei vari tipi di piante ci consente di avere il quadro della consistenza forestale di quel periodo in quella che era conosciuta come il mondo della pece. Per
saperne di più. Acquistate il volume : La
chiesa di S. Nicola in Conflenti e l'Abbazia dei SS. Quaranta Martiri
di Sambiase,
a. VIII n. 78 (1999), pp. 12-16. Gli studi del prof. Villella, hanno
dimostrato che è stata la più antica struttura religiosa del
comprensorio del Reventino, essendo sorta sui ruderi di un cenobio
basiliano del X secolo.
Trovandoci davanti a notizie parziali, a fatti contraddittori, ad eventi prima affermati e poi negati nelle e fra le istituzioni della Chiesa, non si può che chiedere a Sua Santità il Papa di fare luce immediatamente perchè la Chiesa di San Nicola permetteva all'allora parroco don Arcangelo Cerminara di mantenere ben due perpetue, Raffaela e Caterina . Il successore don Riccardo Stranges aveva una sola perpetua, Ida. L'attuale parroco don Adamo Castagnaro nessuna. LA GESTIONE BENI IMMOBILI della Chiesa
rientra nelle competenze dell'Istituto diocesano per il sostentamento
del clero, di cui è presidente proprio lui , don Adamo
Castagnaro. Lui ha tutti i documenti contabili in entrata e
uscita, quindi egli è un faro che può illuminarci e contestare il mio
dire. |
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Maria SS. della Quercia di Visora aiutaci ancora, e proteggici! Proteggici in particolare dall’infernale serpente che vuole il nostro male terreno, il male delle nostre famiglie, con queste continue richieste di soldi. Aiutaci a mettere in condizione di non nuocere i tuoi stessi servitori terreni, convertendoli a Cristo. Deo gratia. |
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IL Sindaco di Conflenti Nicola Butera col muratore Antonio Baratta ammirano la fontana opera de nu Cujjientaru
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