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Eventi ludico sportivi

 

Bisogna ripristinare le regole del dialogo ed evitare le lotte “tribali”, evitare di considerare l’altro – un nemico – poichè questo è il fallimento della democrazia. Le maggioranze e le minoranze devono nascere con la prospettiva di risolvere i problemi, perché l’interesse non è quello di una parte ma quello della società nella sua generalitàA Nocera fin quando esisterà l'ottusità di tanti di destra e di sinistra, non c'è niente, fin quanto ad amministrare si penserà solo per la propria saccoccia, non ci sarà niente.  

Paolo conquista il Palio

 

 

Il fantino Paolo Votta e il suo cavallo con i colori giallorossi della contrada Villaggio hanno vinto ieri sera il Palio delle Contrade a Sant'Eufemia. Numeroso il pubblico presente per l'occasione, tanto che gli spalti dello stadio Riga erano pieni di persone d'ogni età che hanno seguito con trepidazione il susseguirsi degli eventi.
Dopo la sfilata del corteo storico da piazza Italia allo stadio, e l'ingresso della corte rappresentata da Roberto il Guiscardo, le contesse Emburga e Giuditta d'Evreux, e Ruggero d'Altavilla, sono state presentate singolarmente le contrade: Pitizzanni, Villaggio, Zuccherificio, San Pietro Vetere, Via del Mare. Ognuna rappresentata dal cavaliere, dal cavallo e dal proprio scudiero. Dopo aver ricevuto la bandiera, emblema della contrada, ogni concorrente ha effettuato il giro d'onore a cavallo. Caratteristici i colori delle bandiere e delle gualdrappe dei cavalli delle singole contrade: blu e rossa la contrada Pitizzanni, rosso-giallo per Villaggio, Zuccherificio bianco e nero, arancione-verde per San Pietro e gialloverde per Via del Mare.
La corsa è stata avvincente. Sono stati effettuati cinque giri di campo, durante i quali si sono verificati alcuni colpi di scena che hanno reso ancora più accattivante la gara. In particolare, al quarto giro quando sembrava che la contrada Pitizzanni risultasse ormai vincitrice, il cavallo in questione è stato invece deviato e superato dal cavaliere Paolo Votta della contrada Villaggio che è risultato il vincitore. Votta ha prestato poi giuramento alla contessa Emburga, subentrando quindi al cavaliere della contrada Via del Mare, vincitore dell'anno scorso. Il trionfatore ha ricevuto la spada e lo scudo che custodirà fino alla prossima edizione.

Fonte: Gazzerradelsud 3.9.07

 

 

 

Sellia Marina. Presentato il volume di don Andrea Bruno che ha realizzato anche il museo della due ruote

Il mito della Lambretta rivive in un libro

Da sinistra: don Andrea Bruno, monsignore Antonio Ciliberti, Giuseppe Amelio, Pietro Donato  Ippolito,  Francesco Graceffa, Peppino Taverna e Vittorio De Seta

SELLIA MARINA – La Lambretta compie 60 anni. Ma come le piccole e grandi opere non li dimostra, soprattutto se qualcuno si è preso la “briga” di collezionarle, di rimetterle in funzione e di mostrarle ai visitatori come ha fatto don Andrea Bruno, parroco di Soveria Simeri, che ha messo in piedi un vero e proprio “Museo della Lambretta” e che ha ricordato storia e memoria delle due ruote italiano in un libro. Il volume è stato presentato nella sala consiliare del Comune di Sellia Marina. Erano presenti l’autore, l’arcivescovo della diocesi di Catanzaro Squillace Antonio Ciliberti, il regista Vittorio De Seta, il presidente di Cineteca Calabria Eugenio Attanasio, e il sindaco Giuseppe Amelio. Molti i relatori, Franco Graceffa, che ha presentato il libro, Pietro Donato Ippolito, che ha moderato l’incontro, e Gianni Scarpino, Rosina Donatella Cosco e Rita e Peppino Taverna che hanno considerato ricordi, riflettuto sul significato culturale e sociale di quello è stato uno “strumento di democrazia”, è stato detto, «perché in quegli anni non tutti si potevano permettere la macchina e poi perché ha rotto anche la barriera fra i due sessi, favorendo l’emancipazione delle donne». Tra il pubblico anche il sindaco di Soveria Simeri Amedeo Mormile. Dopo i saluti di rito il primo cittadino di Sellia Marina ha parlato di un “museo unico” in Italia, e di un «viaggio storico bellissimo durante gli anni del boom economico e non solo». Franco Graceffa ha detto che «don Andrea ha saputo unire l’antico e il moderno e che la Lambretta , insieme alla Vespa, sono da considerare realmente gli strumenti dell’abbattimento della società classista. La lambretta – ha continuato – è entrata subito nell’immaginario collettivo diventando un mito per le giovani generazioni ». Gli ha fatto eco Giovanni Scarpino che ha dichiarato: «Grazie alla Lambretta l’uomo si è riscattato socialmente”. Peppino Taverna, invece, elogiando l’intelligenza e la creatività dell’uomo ha esortato i giovani alla prudenza nella guida. Rosina Cosco ha parlato di storia e memoria, di territorio e paesaggio. «Il libro – ha spiegato - è come un album di ricordi». Rita Taverna ha ringraziato don Andrea per aver concesso a Sellia Marina di aver a disposizione questo importante museo. Vittorio De Seta ha elogiato la creatività italiana. Eugenio Attanasio l’ha esplicitamente promossa come “strumento di democrazia e cultura”. Il saluto del vescovo ha evidenziato, infine, l’importanza storica del due ruote per l’Italia tutta e ha augurato ai presenti che il museo possa rilanciare turisticamente e culturalmente tutto il comprensorio.

e.g.

Fonte il quotidiano 8.8.07  

 

 

Visitate il sito : www.museolambretta.it 

MODELLI

Lambretta 125 M
1947
Lambretta 125 B
1949
Lambretta 125 C
1951
Lambretta 125 LC
1950
Lambretta 125 D
1952
Lambretta 125 E
1953
Lambretta 125 LD
1951-56
Lambretta 125 F
1954
Lambretta 150 LD
1954 - 57
Lambretta 150 D
1955
Lambretta 150 '57
1957
Lambretta 150 LI
1958

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Lambretta 175 TV
1958
Lambretta 150 LI II serie
1960

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Golden
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Lambretta Cento
1965
Lambretta J 50 De Luxe
1968
Lambretta 200 SX
1966

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Lambretta LUI 50 cc
1968
Lambretta LUI 75 cc
1968
Lambretta DL 125
1969
Lambretta 48
1958
   

 

 

 

Tale fiammella non brucerà ma  illuminerà !

Ricorda....... non fare del bene, se non hai la forza di sopportare l'ingratitudine.

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