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(ANSA) - NOCERA TERINESE (CATANZARO), 17 GEN - I carabinieri del Noe di Catanzaro hanno sequestrato a Nocera Terinese un terreno utilizzato da un'impresa del nord Italia per il deposito di materiale proveniente dalle operazioni di scavo per l'ammodernamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria. Il sequestro è stato eseguito su delega del Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Vitello. Il terreno ha un'estensione di 19 mila metri quadri e si trova a ridosso di un fiume. In passato è stato utilizzato come discarica dal Comune di Nocera Terinese. Il provvedimento di sequestro si è reso necessario in quanto l'eccessivo sovraccarico dei materiali depositati aveva determinato il crollo di un muro posto a sostegno dell'argine del torrente, con fuoriuscita di rifiuti solidi urbani interrati che avevano invaso il letto del fiume, creando problemi d'inquinamento. Sono in corso indagini, secondo quanto riferito dai carabinieri, per accertare eventuali ed ulteriori responsabilità. Allo stato sono stati contestati i reati di danneggiamento e disastro ambientale. (ANSA).

Vedi sequestro

Il geom. Egidio Baratta ha pagato la metà dei soldi delle spese all'avv. Stella ed in base alla scrittura dovrebbe avere anche l'utile proveniente da detto terreno che egli ha avuto consegnato dall'Ufficiale Giudiziario e che mai ha consegnato agli eredi della Marchesa perchè non hanno onorato i loro impegni ritenendo le scritture pezzi di carta. leggi

 

 

Sequestrata discarica abusiva

16 ottobre 2009 di spadaraf

È stata sottoposta a sequestro dai carabinieri della locale stazione, al comando del maresciallo Massimiliano Pezzi e coadiuvati dai militari del Noe di Catanzaro, nell’ambito di specifici servizi per la tutela dell’ambiente e per la lotta al crimine, una vasta area di 2000 mq del comune di Nocera Terinese, posta tra Fosso Martino, Marinella ed il torrente Grande, affluente del fiume Savuto. In particolare è stata posta sotto sequestro una zona adiacente al megadepuratore di Nocera Terinese, che serve il vasto comprensorio tirrenico, e limitrofa al torrente Grande, di cui è rimasta solo una targa segnaletica sulla SS18, a causa della continua estrazione di inerti. Le estrazioni di materiali inerti dal letto del fiume Grande, secondo alcune denunce presentate da cittadini al Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, al prefetto di Catanzaro, alla procura di Lamezia Terme, ai carabinieri di Nocera Terinese ed alla Protezione Civile di Catanzaro, hanno creato nel tempo delle cave che poi sono state ricoperte da rifiuti di ogni genere. E come confermato sul sito la Voce di Nocera, «per ricoprire le cave venivano utilizzate come discariche e successivamente ricoperte con la beffa che passano come livellazioni e trasformazioni agrarie, anche in siti a rischio idrogeologico».

L’area, in gran parte di proprietà demaniale, è adibita a discarica abusiva di rifiuti speciali pericolosi ed è, probabilmente, per questo motivo che è stata sequestrata dai militari dell’arma. L’uso improprio del torrente Grande, che nel tempo ha subito deviazioni dal suo alveo originario ed è anche stato utilizzato per ospitare le vasche di decantazione poste subito dopo l’uscita del depuratore, ha sempre destato allarme tra i cittadini perché il sito in questione è a rischio idrogeologico PAI R4, uno tra i più alti, come riporta il Piano di assetto idrogeologico Pai, approvato dal consiglio regionale della Calabria con deliberazione n. 115-2001.

Una zona molto calda, dunque, e il sequestro da parte dei carabinieri di Nocera Terinese ha destato tanta preoccupazione nei cittadini, perché, dopo la scoperta dei rifiuti inquinanti su tutta la costa tirrenica calabrese e nell’immediato entroterra, riconducibili al sistema illecito dello smaltimento dei rifiuti, ha richiamato le recenti inchieste, condotte dal sostituto procuratore di Paola Francesco Greco, che hanno riguardato il traffico illecito ed il relativo occultamento dei rifiuti nell’area del basso tirreno cosentino, confinante con Nocera Terinese.

Le zone attenzionate, in precedenza, dalle forze dell’ordine sono state oltre che i territori dei comuni di Aiello Calabro e di Serra d’Aiello, in provincia di Cosenza, ed il fiume Olivo, «dove era emerso un massiccio e sistematico occultamento di rifiuti inquinanti da parte di due aziende catanzaresi, con notevoli quantità di rifiuti pericolosi contaminati da metalli pesanti sotterrati lungo il corso del medesimo fiume Oliva, anche quello del comune di Nocera Terinese. Dove, infatti, «per altri tipi di scarti si sarebbe provveduto allo smaltimento attraverso combustione illecita in un sito di Nocera Terinese».

Dopo quanto emerso, i cittadini, sostenendo innanzitutto l’azione di contrasto al crimine delle forze dell’ordine ed i militari della stazione di Nocera Terinese, si stanno chiedendo «cosa possa nascondersi nel sottosuolo dell’area posta sotto sequestro, se ci sia c’è interrata solo spazzatura o altri tipi di materiali eventualmente inquinanti». Raffaele Spada

Il Quotidiano della Calabria 16 Ottobre 2009

Io geom. Egidio Baratta nq di persona autorizzata all'epoca dall'avv. Saverio Zupi alla tutela dei terreni della sua Rappresentata marchesa de Luca Simonetta di Lizzano  posso affermare che so i posti dove hanno tolto il misto e messo spazzatura. 

Questa area doveva essere bonificata a cura del Comune secondo sentenza .

Un esempio dell'illegalità diffusa esistente in Nocera Terinese. Questi terreni sono privati non del Comune.

La nuova Amministrazione visto che non c’era un sito da adibire a discarica, abusivamente, ha fatto mettere vicino al Vecchio depuratore , nel terreno di proprietà de Luca , dei cassoni per la spazzatura. Nocera T. ad oggi non ha un sito per  la discarica ecco il perché  buttano ovunque la spazzatura. Tanto fino ad oggi 13.09.07.  

oggi 14.07.2008 era così

Dal 14. dicembre 1998 che Nocera T. non ha una discarica  

 

 

 

 

  

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