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Causa n. 681 /2010 Tribunale di Lamezia Terme - dr. Giusi Ianni |
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L'operatività del geom. Egidio Baratta era quella della ricerca di chi aveva terreni della de Luca e se li era intestati come nel film di Totò e/o li possedeva sine titulo. La scrittura tra il Baratta e la de Luca tramite il suo procuratore era la struttura portante dell'accordo mentre i dettagli nascevano ogni giorno. Fu fissato il punto essenziale quale il prezzo da pagare il Baratta dopo aver portato a termine l'incarico ricevuto secondo le scritture su tutti i terreni di proprietà de Luca.
Fatto denunzie per costruzione di nuove strade e/o accessi per evitare allagamenti in marina
Il sig. Campisano Pietro si reca al lavoro passando sulla nuova strada. In lontananza la macchina dei Carabinieri
di spalle è il sig. Vaccaro E' ben visibile la mancanza di cunette laterali per la regimazione dell'acqua piovana |
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19.10.2010 ultimo allagamento . Vedi foto sempre viene rimosso il passo carraio del Baratta |
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Danni
provocati dal maltempo e dalla scarsa pulizia dei fiumi
Bisogna
ripristinare il regolare drenaggio delle aree a monte del
paese Giovambattista
Romano falerna Dopo
la colata marrone proveniente dalla retrostante collina,
dove sono in corso i lavori d'ammodernamento
dell'autostrada, nell'abitato di Marina di Nocera Terinese
si lavora alacremente per rimuovere la fanghiglia e l'acqua
ancora presenti a monte del vecchio tracciato della Statale
18, oggi strada provinciale. Vigili del fuoco, protezione
civile, imprese private ieri erano all'opera con idrovore,
camion, pale meccaniche per liberare dal materiale
accumulatosi, a seguito delle piogge persistenti dei giorni
scorsi, la viabilità, gli accessi a proprietà private, le
aree circostanti gli stabili, le attività commerciali. Tra
le quali anche quella di un supermercato. Un
particolare che dovrebbe far riflettere nelle sedi
competenti è il fatto che la zona nocerese particolarmente
colpita dall'evento è quella a monte della strada
principale che collega lo svincolo autostradale falernese
con l'abitato di Marina di Nocera Terinese. Se è vero,
almeno fino a quando non saranno cambiate le leggi della
fisica, che l'acqua e il fango si muovono dall'alto verso il
basso, in questo caso dalla collina che con i suoi
sbancamenti autostradali sovrasta il centro urbano verso la
fascia pianeggiante sottostante, bisognerebbe andare a
verificare come mai acqua e fanghiglia abbiano invaso il
tessuto urbano in concomitanza con i lavori autostradali, se
sia sufficiente e regolare il drenaggio delle zone collinari
da essi modificate e se sia ancora pienamente funzionante
tutta la rete di canali e microcanali che dovrebbero drenare
la parte a monte della strada provinciale. Vale a dire che,
a prescindere dai corsi d'acqua che attraversano l'abitato e
che vengono regolarmente tenuti sotto controllo,
bisognerebbe appurare se ne esistano altri la cui
funzionalità sia stata alterata dall'uomo, quando qualcuno
non sia sparito del tutto, e se tutti insieme siano in grado
ancora di smaltire l'acqua e la fanghiglia provenienti dal
retroterra. In
poche parole occorrerebbe assicurare un sistema di regolare
drenaggio della zona a monte della strada provinciale, dove
ancora si nota la devastazione che ha fatto seguito
all'evento meteorico dei giorni scorsi. Quello del drenaggio
della fascia interna del litorale è un problema che
riguarda anche il territorio falernese e gizzeroto. Un
problema assai serio che, però, non produce costantemente
regolari interventi di ripristino della funzionalità
originaria degli alvei che al di sotto di ponti e ponticelli
attraversano i paralleli rilevati della linea ferroviaria
Battipaglia-Reggio Calabria e della Statale 18. Di tanto in
tanto, generalmente in occasione di qualche allerta meteo o
dopo qualche consistente ondata di maltempo, si notano mezzi
meccanici al lavoro su alcuni corsi d'acqua, mentre gli
altri aspettano che qualche evento particolare porti le
istituzioni a interessarsi anche di loro. Quali
parole più dei fatti che sono sotto gli occhi di tutti
possono servire a evidenziare che alvei litoranei necessari
al drenaggio della zona a monte sono stati modificati
negativamente dall'uomo? Che in qualche caso ne ha
trasformato il letto in proprietà privata addirittura
recintata o ne ha ostruito lo sbocco. Un operatore economico
dell'area dello svincolo autostradale falernese richiama,
per esempio, l'attenzione su un corso d'acqua che in quella
zona l'uomo ha imprigionato in tubi interrati al di sotto di
opere da lui realizzate, riducendone ovviamente la naturale
portata. Ma non è l'unico episodio del genere. Basterebbe
semplicemente una ricognizione per rendersi conto della
situazione odierna della rete idraulica litoranea. Senza
dimenticare che anzitutto gli alvei dei corsi d'acqua che
attraversano le aree abitate dovrebbero ricevere una
costante manutenzione. Tra
questi il torrente Grima al confine tra i comuni limitrofi
di Falerna e Gizzeria e il fosso Noce, che con un tratto
coperto attraversa l'abitato di Falerna Marina. Entrambi
urgentemente dovrebbero essere liberati dall'abbondanza di
materiale trasportato dalle acque per favorire il deflusso
idraulico sulla spiaggia. Una misura di prevenzione che
s'impone in particolare per il fosso Noce, il cui tratto
coperto potrebbe essere ostruito facilmente da ramaglia e da
altro, provocando l'esondazione con tutte le conseguenze per
l'area abitata circostante.
Siamo a Campodorato , sopra l'autostrada, man mano che si scende a marina , non essendo convogliata detta acqua , aumenta fino a portare le conseguenze note nel 19- ott. 2010. Da non dimenticare che il terreno tolto dallo sciabica sono inerti lavati ottimi per la composizione del calcestruzzo e quindi hanno un valore di mercato. Per alcuni è stato un danno per altri fonte di ricchezza che gestisce sempre l'amico di turno. Per aver fatto un solco nel suo terreno il Baratta è intervenuta la Polizia Municipale 18.08.1989
" se non pulisce a monte, a valle si riscontrano i problemi", ci sono canali intasati nella parte più alta del paese e frane che testimoniano il totale abbandono.....................
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