Tempi
e danaro non vanno d’accordo a Nocera Terinese. L’opposizione
del Pd denuncia l’ennesima vicenda che metterebbe a repentaglio le
casse comunali per le spese effettuate e la salute dei cittadini a
rischio per una frana che da tempo mette sotto scacco un quartiere
della marina: via Sila e via Sturzo, una area, la particella 33,
appartenente agli eredi della marchesa De Luca di Lizzano. L’opposizione
Pd, finora, ha atteso, invano, che la giunta di Luigi Ferlaino
portasse avanti le pratiche necessarie a mettere in sicurezza
l’area, per salvaguardare la salute dei cittadini, e poi senza
provocare “traumi” al già precario bilancio comunale. Sembra
però che le cose stiano prendendo una piega che al Pd nocerese non
garba proprio, specie davanti alla salute dei cittadini e per le
casse comunali.
In breve. Una frana ha richiesto lo scorso 31 gennaio l’intervento dei vigili del fuoco di Lamezia Terme, i quali hanno suggerito un piano di protezione civile, facendo evacuare i fabbricati limitrofi, che interessano più nuclei familiari. Il Sindaco di Nocera il primo febbraio ha emanato un’ordinanza di sgombero (n.147/09) ed il due successivo un’altra ordinanza (n.14/09) nei confronti della ditta del luogo Se.Co.Ge. srl, affinchè eseguisse dei lavori urgenti per la messa in sicurezza dei luoghi ed il ripristino dell’agibilità.
Il 10 marzo viene emanata un’altra ordinanza (n. 37/2009) con la quale si ordina agli abitanti sgomberati a rientrare nelle proprie abitazioni in quanto recita testualmente l’ordinanza: «i presupposti di pericolo che avevano originato l’emissione della prima ordinanza n.147 non ci sono più e che, pertanto, è possibile procedere alla sua revoca».
Il Pd di Nocera non contesta l’ordinanza di sgombero, ma si trova costretto a «denunciare che a tre mesi dalla prima ordinanza il problema permane e con maggior pericolo, le ruspe stanno continuando a lavorare e la frana non si è arrestata. Non si sa perché non si siano fatte scelte più efficaci e meno onerose per il comune». Il Pd si chiede come mai durante lo sgombero non si sia proceduto ad allertare un ingegnere geotecnico ed un geologo che attraverso la strumentazione geotecnica (estensimetri, fessurimetri, distometri, mire ottiche, tubi inclino metrici) avrebbero valutato l’apertura di fratture e la superficie di scivolamento; o installare dei piccoli pilastri in calcestruzzo con sensori; o utilizzare la radiazione ad infrarossi per valutare il grado di umidità e la situazione idrogeologica; oppure non si sia coinvolta l’impresa Pizzarotti impegnata sull’autostrada con i suoi esperti? In occasione di frane si sconsigliano sbancamenti nella parte inferiore perché ciò eliminerebbe il terreno resistente alla frana.
«Perché invece si è voluto affidare l’incarico ad una ditta di movimento terra, che da tre mesi sta portando fuori materiale senza risolvere il problema e poi stranamente la ditta di movimentazione è sempre la stessa? – attaccano i Pd noceresi – come già accaduto per le fosse di decantazione del fiume Grande. Con quali soldi si pagheranno i lavori? Nuovamente con quelli dei noceresi?» Raffaele Spada
Il Quotidiano della Calabria 10 maggio 2009


così
era oggi 22.11.2010


























