La voce di Nocera Terinese

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Fernanda Gigliotti 24 giugno alle ore 15.56
Adriano Musi è il commissario che invochiamo da mesi. Lavoreremo insieme alla costruzione del PD e imparerà a riconoscere subito coloro che ci hanno succhiato l'anima e che fino a ieri ci hanno combattuti e derisi perchè invocavamo il suo arrivo. Auspico il buon tempo per i calabresi per bene e tempi duri per i burocrati a vita di partito senza talento, ma esperti logorroici della

 

Martedì 17 Marzo 2009 10:31
Il sindaco di Nocera Terinese, Luigi Ferlaino, nell'ambito di una inchiesta della Dda di Catanzaro che stamani ha portato al sequestro di un fabbricato in corso di costruzione destinato a residenza per anziani. Nell'inchiesta, condotta dalla guardia di finanza di Lamezia Terme, sono indagate anche altre persone tra cui il direttore dei lavori e la legale rappresentante dell'azienda. A tutti sono contestati i reati di abuso d'ufficio, corruzione e truffa aggravati dall'essere stati perpetrati per agevolare una cosca mafiosa lametina. La societa' appaltatrice dei lavori, infatti, e' l'Ade costruzioni Srl, gia' sequestrata nel novembre 2007 dalla stessa Guardia di finanza perche' riconducibile ad alcuni componenti della cosca Giampa' di Lamezia Terme. Nell'inchiesta compare tra gli indagati anche Antonio De Vito, attualmente detenuto per l'estorsione nei confronti dell'imprenditore lametino Rocco Mangiardi nel corso del cui processo si sono costituiti parte civile il Comune di Lamezia Terme insieme all'Associazione nazionale antiracket, presieduta da Tano Grasso, ed all'Associazione lametina antiracket. (ANSA).

Al Consiglio Regionale, scrivi Ciconte. Far vincere le energie migliori adesso è possibile: dipende da te !

La Calabria ha,  urgente bisogno di una magistratura indipendente e senza padrini politici, libera di indagare in ogni direzione, onde garantire le sue alte funzioni istituzionali di controllo della legalità, conferitegli dalla Costituzione, e il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Il mahatma Gandhi affermava che "il livello di civiltà di un paese si misura dalla considerazione in cui viene tenuta la giustizia". Il problema è, quindi, quello di seguire le orme di Falcone e Borsellino e di non lasciare soli quei magistrati come la Forleo e De Magistris che si adoperano per fare il loro dovere fino in fondo, senza guardare in faccia nessuno, assicurando al Paese una giustizia efficiente e uguale per tutti. Pietro Palau Giovannetti (sociologo)

Massoneria e Partito democratico, sono duecento i liberi muratori iscritti
L'opinione del Gran Maestro Aggiunto del Goi, Ettore Loizzo, che nell'82 abbandonò il Pc a causa delle pressioni della segreteria politica

Francesco Montemurro
Massoneria e Pd. Binomio inaccettabile? La decisione di Luigi Berlinguer, a capo della Commissione Garanzia del Pd, di ritenere incompatibile le due appartenenze ha fatto scoppiare l'ennesimo polverone in casa del più importante partito della sinistra.
La polemica s'è infuocata nella giornata di ieri quando Gustavo Raffi, Gran Maestro del Goi (la maggiore Obbedienza massonica d'Italia) ha dichiarato: «scoprono ora che la sinistra è anche figlia della massoneria». Sempre secondo il numero uno del Goi nel Pd ci sarebbero 4 mila massoni, il 50 per cento dei quali concentrati in Toscana, Calabria, Piemonte, sicilia e Lazio». In città, dunque, sarebbero non meno di duecento i massoni iscritti al partito democratico. Alcuni con cariche importanti all'interno del partito. Ne abbiamo parlato col "libero muratore" più importante della città. Il carismatico "grande vecchio" della massoneria bruzia che arrivò, negli anni scorsi, ai vertici del Grande Oriente d'Italia. Parliamo di Ettore Loizzo e che nei primi anni '80 fu costretto ad abbandonare il Partito Comunista proprio per la sua appartenenza massonica. «Ricordo quel momento - spiega - con grande dolore. Sono sempre stato un comunista convinto anche se non mi riconosco- spiega Loizzo - nel finto riformismo di questo Pd. Nell'82 fui costretto a fare una scelta a causa delle continue, pressanti, richieste dell'allora segretario provinciale Italo Garraffa. Una vera tortura. Naturalmente scelsi la Massoneria cui ho dedicato la vita, ma fu una scelta dolorosa perchè, nonostante avessi una origine politica Repubblicana, solo nel partito comunista riconoscevo i geni di un antifascismo concreto e non salottiero. In ogni caso fui determinato a prendere quella strada e costituì al comune (Loizzo a quel tempo era consigliere comunale n.d.c.) un gruppo autonomo».
Ricordo che proprio Pietro Ingrao ad un convegno ad Arezzo commento, dopo aver sentito tutta la vicenda: «Speriamo che sia l'ultima cazzata del mio partito». Ma oggi, su scala nazionale, il problema dell'appartenenza massonica si ripropone. «Per Loizzo tutto si risolverà in una bolla di sapone perchè, oltre a non esserci reale incompatibilità, sono tanti, troppi, i massoni in qualche modo vicini al Pd.
«Il partito deve pensare ad altro - conclude -. A livello locale bisogna proporre modelli di sviluppo efficaci che ancora mancano, a livello nazionale fare opposizione costruttiva diventando alternativa vera al pessimo Governo di Berlusconi».

fonte Gazzetta del sud 16.2.2011

DICHIARAZIONE DI PASQUALE MOTTA – EX SINDACO DI NOCERA T.

 A distanza di 10 anni dai fatti e dopo 8 anni di iter giudiziario, la Corte di Appello di Catanzaro mi ha assolto dal reato di corruzione, scaturito da un'indagine, relativamente all'appalto, per l'accertamento dell'evasione fiscale, assegnato dall'impresa PROSEL  dal comune di Nocera Terinese.  Con la sentenza di assoluzione, cala il sipario su di un altro pezzo di mosaico giudiziario che, mi ha inchiodato, ormai da quasi un decennio, presso il Tribunale di Lamezia Terme, per difendere la mia onorabilità da accuse infamanti quanto paradossali. Accuse tutte scaturite, purtroppo, dalla “tenacia persecutoria”, di un ufficiale di polizia giudiziaria che, all'epoca dei fatti, era di stanza a Nocera Terinese. Da “cotanto zelo” e tenacia, ne è venuta fuori, una intricata vicenda giudiziaria, sfociata in più filoni . Questo straordinario “eccesso” di  zelo, scatenò  l'inferno sul sottoscritto che si tramutò, in 5 indagini, che ad oggi (dopo 10 anni) , concluse con  un'archiviazione, 2 assoluzioni e un giudizio pendente in appello. Non credo ai complotti giudiziari, semmai  temo la superficialità di alcuni magistrati, nell'assumere i teoremi pre-confezionati da alcuni zelanti ufficiali  polizia giudiziaria che, non sempre sono neutri alle “stimolazioni”, politiche e sociali del territorio. Per ritornare al tema della sentenza, in sostanza fui accusato di aver favorito l’azienda PROSEL, in cambio di un contributo elettorale alle elezioni regionali del 2000. Il GUP di primo grado, del Tribunale ritenne credibile l'ipotesi d'accusa, condannandomi ad un  anno, pena sospesa e non menzione. Mi sono sempre dichiarato innocente e, per la verità, non so nemmeno, ad oggi, come  sono finito dentro questa indagine, visto che, il sottoscritto non aveva gestito la gara, ne tanto meno,  firmato alcun atto amministrativo, inerente. Infatti, dopo quasi un anno dall'inizio delle indagini, niente e in alcun modo faceva emergere, il benché minimo indizio a mio carico. Evidentemente, debbo ritenere che, senza il mio coinvolgimento sia il PM che l'ufficiale di P.G., ritenevano l'inchiesta poco interessante. Tant'è che, un primo gip chiamato a decidere su di una richiesta di intercettazioni telefoniche a mio carico, respinse  la richiesta, con la motivazione che non c'erano sufficienti indizi, che potessero  giustificare una misura d'indagine di questo tipo. Fine della storia? Macché! Qualche mese dopo, la richiesta fu reiterata da parte del PM, sulla base di una originale “dichiarazione spontanea” di un autista del comune, che dichiarò, di aver assistito ad un incontro tra il sottoscritto e uno dei soci della PROSEL. PM e ufficiale di PG si precipitarono, nuovamente dal GIP ma, anche in questo caso il gip, rispose picche, e respinse la richiesta, sostenendo che il quadro indiziario nei miei confronti non era mutato, neanche dopo la dichiarazione del “proverbiale” dichiarante. Fine della  storia? In un sistema giudiziario normale, certamente! Ma non è il caso dell’ Italia. Nonostante ciò, e senza che, niente fosse mutato dai pronunciamenti del GIP, il PM chiese comunque per il sottoscritto,  il rinvio a giudizio e finalmente un altro GUP, sposò il teorema accusatorio nonostante le “prove inconfutabili” a mio discarico. Mi beccai la condanna. “Giustizia” era fatta! Le motivazioni della sentenza del GUP di Lamezia Terme, furono altrettanto suggestive,  confermò la genuinità delle testimonianze e delle prove a mio discarico ma ritenne più credibili le “deduzioni”, del PM e dell'ufficiale di PG e su quelle, basò la sentenza di colpevolezza.  Quanto riportato da questa nota, è tutto scritto negli atti processuali, leggere per credere. Il paradosso è, che fui condannato per corruzione, senza che, il mio presunto corruttore venisse mai portato in giudizio e, la somma della ipotetica tangente, fu individuata in una somma che io avevo versato sul mio cc, in una data vicina al presunto atto corruttivo (cioè l'incontro descritto dal testimone). Insomma, il quadro sarebbe da denunciare, al Tribunale dei diritti dell'uomo. Nessuna prova e nessun indizio, solo il sospetto. Ma si può condannare sul sospetto? In Italia, evidentemente, si può. In questi anni ho continuato a dichiararmi fiducioso nella magistratura, l'ho fatto per convinzione e formazione culturale. Tuttavia, il sospetto che alcuni magistrati, agiscono più sul filo del pregiudizio che, del diritto, mi attraversa e continua ad attraversarmi costantemente. Su questa vicenda, il “calvario” è finito ma, non si dimentichi che, ci sono voluti 10 anni per scrivere la parola fine.  Nel corso di questi 10 anni, mi sono  ritirato dalla vita istituzionale e, ho pagato un costo enorme, sul piano politico e morale. Ora è il momento però, che altri paghino per alcune incaute e calunniose affermazioni, venute fuori nel corso di questi anni. Ai miei legali ho già dato mandato, affinché procedano in sede civile e penale nei confronti di quel testimone, attuale uomo di fiducia e autista del sindaco in carica (sarà un caso?),  le cui dichiarazioni processuali  e  altre, extra-processuali,  sono state utilizzate affinché venissi trascinato in un processo, dentro il quale non solo, non avrei dovuto esserci ma che, non si sarebbe dovuto mai celebrare.

 Pasquale Motta – ex sindaco di Nocera Terinese

 

Firma petizione sulla certezza della pena

Pd, mozione Bersani al 66,5%  

Nocera Terinese. L’area Marino ottiene il 25% e due rappresentanti. Solo il 7% per la Franceschini

Il congresso del circolo elegge i delegati alla convenzione provinciale

 RAFFAELE SPADA

NOCERA TERINESE – Al congresso Pd di Nocera Terinese vince la mozione Bersani con il 66,50% dei voti con 6 delegati, a Marino sono andati il 25% dei voti e il 7% a  

Franceschini, come scaturito dal congresso di circolo del partito democratico, tenutosi in un noto locale. Dunque la maggioranza del circolo di Nocera appartiene alla mozione di Bersani che ha ottenuto una maggioranza consistente, rispetto alle altre due mozioni concorrenti, rispettivamente quella di Dario Franceschini attuale segretario nazionale del Pd e quella del senatore Ignazio Marino il cardiochirurgo votato alla politica, il cui leader calabrese impegnata per la sua mozione è l'avvocato Fernanda Gigliotti, appunto di Nocera. L'assemblea congressuale ha quindi eletto i delegati che a loro volta parteciperanno alla convenzione provinciale che avrà il compito di eleggere i delegati alla convenzione Nazionale che si svolgerà l'11 ottobre. L'assemblea rispetto anche a tanti altri circoli della zona è stata molto partecipata, con una adesione di 97 iscritti ed una cinquantina di simpatizzanti i quali secondo il regolamento congressuale hanno partecipato solo ai lavori dell'assemblea senza diritto al voto. Per volere della segreteria cittadina l'assemblea congressuale si è tenuta in un locale pubblico e non nella sede del circolo per dare al congresso il massimo di trasparenza possibile. Dei complessivi 97 votanti: 64 hanno scelto Bersani che ha raggiunto una percentuale del 66,50%, 7 hanno scelto Franceschini con una percentuale di circa il 7% e 25 hanno scelto Marino con una percentuale di circa il 25%. Il PD di Nocera dunque va avanti e lo fa molto bene. Un segnale evidente del fatto che a Nocera, anche grazie all'impegno del gruppo dirigente locale, il segretario Antonio Albi ed i consiglieri comunali, che ogni giorno sono impegnati in una battaglia quotidiana contro l'amministrazione di centro-destra che amministra il comune, stanno cercando di costruire un partito vero, fatto di persone che credono con fermezza al progetto polito del PD. I lavori dell'assemblea si sono svolti alla presenza di Bernardo Cirillo, componente della commissione provinciale per il congresso, che ha partecipato in qualità di garante. Mentre alla guida dell'ufficio di presidenza è stato chiamato Armando Motta consigliere comunale, il quale ha condotto i lavori con molto equilibrio. La mozione Bersani è stata presentata ed illustrata da Pasquale Motta già sindaco della cittadina nonché dirigente storico del Pci e del Pds-Ds poi, che con molta passione ha illustrato i punti cardini e le linee programmatiche della mozione. La mozione Franceschini è stata illustrata, invece, dal garante in quanto era assente il proprio rappresentante. La mozione Marino è stata illustrata con altrettanta passione dal professore lamentino Pasquale Porchia. Poichè al circolo di Nocera toccavano otto delegati alla convenzione provinciale, in base ai voti riportati dalle mozioni i delegati sono stati così ripartiti 6 alla mozione Bersani: il segretario di circolo Antonio Albi, la giovane Grandinetti Carmela, Pasquale Motta, Donatella Pulice, Rosario Sauro e Katia Cini, mentre alla mozione Marino sono toccati due delegati: Rocca Giuseppe e Renza Ferlaino.  

Rosa Calipari invita ad andare avanti e continuare a vigilare sulle regole

Gigliotti: «Brogli nel Pd»

Ma da Catanzaro arriva la smentita della commissione di garanzia

Gigliotti boccia la proposta di Foti (Pdl), Ci sono le primarie  

Lamezia Terme - La referente regionale della mozione Marino, candidata alla segreteria regionale del Pd, l'avvocato nocerese Fernanda Gigliotti, fa una serie di riflessioni partendo da un'aulica citazione filosofico-politica di Nietzsche: "Dovete avere il caos in voi per partorire una stella danzante". La stella danzante cui fa riferimento può essere un simbolo di completezza, mentre il caos può essere inteso come apertura, come infinità di possibilità.
«Ebbene - dice l'avvocato Gigliotti - se il caos della politica regionale è un titolo di merito, va attribuito indubbiamente alla giunta Loiero e all'assenza di discussione e d'indirizzo del governo regionale da parte del Partito democratico dal suo concepimento fino ad oggi».
«Attribuire a questo "caos" la capacità di partorire una "stella danzante", intesa come una proposta politica di governo per la Calabria e i calabresi - per Gigliotti - non è affatto scontato. E se Minniti e Adamo antepongono alla scelta del candidato presidente la scelte delle alleanze, Guccione & C., sperticarsi in una difesa apodittica del governatore, che non manca di proclamarsi - aggiunge - ancora una volta candidato naturale e unitario, nonostante in molti hanno tentato di spiegargli che i primi a non volerlo sono quelli della mozione Bersani alla quale aderisce, e che non ci sono candidature naturali in un partito, che per Statuto nazionale, prevede le primarie di partito».«Per quel che ci riguarda - afferma Gigliotti - le primarie del Pd sono bastevoli e preventive rispetto alla legge regionale licenziata troppo in fretta dal consiglio (il 6 agosto), e che più che uno strumento di democrazia, appare non solo diretta a legittimare con il voto popolare scelte già compiute, ma solo utile al controllo capillare e criminale del consenso elettorale e dell'orientamento del cittadino». «Un'altra proposta - indica ancora l'avvocato - questa si demagogica e qualunquista, di una grande coalizione trasversale "di salute pubblica" (mai momento fu più infelice per parlare di salute pubblica in Calabria), proveniente dall'esponente del Pdl Nino Foti, quasi a volerla contrapporre alla grande coalizione del "malaffare" pubblico che fino ad oggi ha governato la Regione Calabria ».
«Ed ecco le picconate di Di Pietro che, malgrado tutto, ancora sostiene - osserva Gigliotti - che un'alleanza con il Pd sia possibile e che l'unica condizione è che non sia Loiero il candidato presidente. Un "caos" preordinato non già per far nascere una "stella danzante" - spiega - ma per consentire ai soliti noti di continuare a governare questa regione! E se la classe dirigente regionale, il gotha dell'esperienza politica e di governo continua a cercare il candidato presidente e la coalizione che lo sosterrà come un Cristo risorto in processione, senza chiedere preventivamente il bilancio di un'azione di governo, senza dire cosa ha in mente di fare per la Calabria "violentata" e "derubata" nella sanità, nel territorio, nella gestione dell'ambiente, nel malaffare del trasversalismo politico, noi cosa possiamo fare?».
«Noi che non abbiamo tessere - afferma - che non siamo apparato degli apparati, che non siamo al governo di niente, che non contiamo niente non perché non sappiamo fare, pensare o agire, ma perché come direbbe il gotha del Pd calabrese, a noi non ci ha votato nessuno, ahi noi, non possiamo che interpretare il ruolo del grillo parlante sperando che i calabresi abbiano imparato dalla favola di Pinocchio».
«Questa classe dirigente, che come i "ladri di Pisa" di giorno litiga e di notte conclude affari comuni - ipotizza Fernanda Gigliotti - stia solo combattendo finte battaglie solo per alzare il prezzo, per aggiudicarsi un posizionamento migliore ai posti di partenza, quasi che ognuno stia già indossando la casacca del consigliere, assessore, deputato e senatore. Altro che "stella danzante"! Noi della mozione Marino, che notoriamente siamo solo alla ricerca di "fasci di luce" - conclude l'avvocato Gigliotti - non brillando di luce propria, come abitualmente sanno fare i grandi della politica regionale, pensiamo che il Partito democratico, che verrà dopo il 25 ottobre, non potrà scegliere nessun candidato presidente e nessuna coalizione di governo, senza un bilancio dell'azione di governo della giunta in carica e degli obiettivi raggiunti, che non sono evidentemente la capacità di spesa che ha avuto, ma dove e come i soldi sono stati spesi, controllando la "produzione" di sanità, di servizi, di strade, di cultura».

 

Nel PD calabrese le persone per bene stanno cominciando ad organizzarsi per dare un barlume di speranza a questo partito. Complimenti vivissimi a Fernanda Gigliotti. Leggete calabria ora di oggi.1.9.09

Nemo propheta in patria Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Vai a: Navigazione, cerca Nemo propheta in patria (sua) è una locuzione in lingua latina che significa: "Nessuno è profeta nella [propria] patria". L'espressione vuole indicare la difficoltà delle persone di emergere in ambienti a loro familiari; in ambienti estranei viene generalmente assunto che sia più facile far valere le proprie capacità e qualità. La frase è tratta dai Vangeli: tutti e quattro riportano, direttamente o indirettamente, questa frase di Gesù Cristo (traduzione CEI): Matteo 13,57: E si scandalizzavano per causa sua. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». Marco 6,4: Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». Luca 4,24: Poi aggiunse: «Nessun profeta è bene accetto in patria». Giovanni 4,44: Ma Gesù stesso aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella sua patria. Il contesto dell'affermazione è nei sinottici la visita di Gesù alla sua città di Nazaret, dove partecipa alla liturgia della sinagoga e applica a sé la profezia di Isaia 61,1-2 riguardante il dono dello Spirito Santo al consacrato (messia) del Signore. così è, e così sarà.... hai ragione Armando La reazione dei nazareni è di rifiuto, e lì Gesù pronuncia la frase in questione. Invece in Giovanni l'affermazione appare nel contesto (più vago) di un ritorno a Nazaret di Gesù dopo una festa di Gerusalemme. Ancor oggi simile espressione viene usata da coloro che vedono il proprio operato non apprezzato da chi sta più vicino: familiari, colleghi, amici...

Francesco Lena

Gentile Redazione Le mando questo mio semplice scritto Veda se ritiene utile pubblicarlo, grazie.

Secondo me in Italia non c’è bisogno di nuove gabbie, se mai c’è bisogno di toglierne, perché c’è ne sono già troppe. In Italia c’è bisogno di liberarsi di tante gabbie che esistono nella nostra società, dal sud al centro e al nord, sia strutturali che mentali, altro che gabbie salariali.

C’è bisogno di liberarsi delle cause che provocano infortuni sui posti di lavoro, provocando tanti feriti e moltissimi morti, per riscoprire con l’impegno e responsabilità, la libertà e il diritto alla vita, alla prevenzione e di poter andare a lavorare per guadagnare il pane per mangiare e per vivere.

C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, delle mafie, della malavita organizzata, siano messe in atto strategie per batterle, per riscoprire il grande valore civile e sociale, della legalità, del rispetto delle leggi, della trasparenza. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie dell’evasione fiscale, mettere in atto piani idonei per superarla, per riscoprire la cultura del rispetto delle regole e la bellezza del valore dell’onestà. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, di monopolio dell’informazione in Italia, va messo in atto un programma, per far si che l’informazione sia in mano a più soggetti e il conflitto di interessi sia superato, per riscoprire l’importanza, culturale, civile e sociale, del pluralismo, dell’obiettività, della libertà di un'informazione a 360 gradi. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, di tante pensioni da fame, per dare a quei pensionati, la libertà e il diritto ad avere una pensione dignitosa, per riuscire ad arrivare a fine mese. C’è bisogno di liberarsi dalle gabbie della disoccupazione, che in questo periodo è molta alta, siano messi in atto programmi e con più impegno per una piena occupazione, per far trovare alle persone, il diritto e la dignità di avere un posto di lavoro. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, dell’egoismo, va portata avanti una cultura, che sappia aggregare, socializzare,  per riscoprire il meraviglioso valore della vera solidarietà , dello stare bene insieme, della collaborazione. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie della fame, della sete, dalle dittature, delle guerre, delle disuguaglianze nel mondo, qui ci vuole l’impegno di tutti i governi dei paesi sviluppati, di tutte le forse politiche e sociali, per superarle e riscoprire il grande valore della vita, dell’aiuto dell’altro, dei diritti universali, dell’uguaglianza dei cittadini del mondo, dei veri valori del bene comune e della pace. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, dell’abuso di droghe e di bevande alcoliche, con l’impegno di tutte le forse politiche sociali e di tutte le istituzioni, con una cultura di prevenzione, il governo e le forze dell’ordine, elaborare un piano, per combattere trafficanti e spacciatori di droghe, per riscoprire il meraviglioso valore della vita, di una vita naturale, della prevenzione di tanti incidenti stradali, che purtroppo in Italia è molto elevato il numero di morti e feriti. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, delle divisioni, delle fantomatiche separazioni o devoluzioni, bisogna portare avanti con grande impegno democratico, l’attuazione a pieno della costituzione italiana, per riscoprire l’altissimo valore dell’UNITA’ d’ITALIA, la libertà dei diritti doveri uguali per tutti i cittadini italiani. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie di slogan negativi, delle falsità, delle volgarità, delle parolacce offensive, che troppe persone usano sia in pubblico che in privato, bisogna impegnarsi costantemente, per elevare la cultura del rispetto, per riscoprire il valore della gentilezza, del dialogo pacato, del rispetto degli altri. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie e barriere architettoniche, per i diversamente abili, anziani e per i più deboli, bisogna investire di più sia economicamente che culturalmente, per abbattere barriere strutturali e mentali, per far trovare la libertà e il diritto di strutture e servizi adeguate ai loro bisogni. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, della sottocultura, della disgregazione. Del qualunquismo, del menefreghismo, dell’indifferenza, vanno combattuti con una cultura di alta civiltà sociale, per riscoprire i valori belli, dell’impegno, della responsabilità, del protagonismo, l’INNO NAZIONALE d’ITALIA, è uno di più belli del mondo, che ha unito, che unisce e che unirà gli italiani, con amor di patria di questo dobbiamo essere orgogliosi. I dialetti esistono in ogni angolo d’Italia, e ogni cittadino è libero di parlarli e praticarli, quando e dove vuole, senza l’obbligo di gabbie imposte da lor signori che stanno al governo, a scuola o in altre sedi, la scuola se mai deve contribuire ad elevare la cultura di tutti i cittadini. Non c’è bisogno di gabbie salariali, al sud d’Italia sono già inferiori del 15% al 20%, aggiungo i salari in Italia  sono i più bassi d’Europa, se mai c’è bisogno per i lavoratori italiani, del sud, del centro, del nord, della libertà e il diritto a salari superiori agli attuali per tutti. C’è bisogno di liberarsi delle gabbie, delle tragedie umane che stanno avvenendo sugli immigrati, al di là delle leggi internazionali, nazionali, vanno salvati e basta, la vita è il valore più alto, quello che sta avvenendo è una grande offesa all’umanità.

Ora un invito a tutti a fare ognuno la propria parte, per contribuire a costruire una società, più giusta, una società che abbia al centro la persona con i suoi bisogni, che risponda ai principi di uguaglianza, di democrazia, di libertà, piena di valori veri, nell’interesse del bene comune, tutti i cittadini del mondo possano viverci un po’  meglio.

Francesco Lena Via Provinciale, 37

24060 Cenate Sopra Bergamo   tel. 035/956434

La candidata alla segreteria regionale del Partito democratico

Fernanda Gigliotti invita Loiero a non delegare i disinformati

«Anch'io come Ignazio Marino sono stata oggetto di un vergognoso attacco personale perché anch'io, come lui, sono una persona e una professionista libera che non risponde a nessun organo di governo e di sottogoverno. Faccio l'avvocato e chi mi ha scelto come professionista lo ha fatto per le mie competenze professionali e per il grado di fiducia che ha inteso riporre nella mia attività difensiva». Dura replica quella di Fernanda Gigliotti, candidata alla segreteria regionale del Partito democratico

Laicismo, difese e aggressioni

(….) interferenze della Conferenza episcopale, delle gerarchie cattoliche, e, nel mondo politico, supina acquiescenza di governo e maggioranza di centrodestra, timidezze penose della minoranza di centrosinistra.

Scrive il costituzionalista Michele Ainis: “ il Vaticano, nei confronti della repubblica italiana, non sta certo con le mani in mano. Le usa entrambe: una mano aperta, a palma larghe, per chiedere quattrini, l’altra a mano svolazzante , per suonare ceffoni alla politica.”

Di fronte a questa ennesima crociata neoguelfa, quel che mortifica la residuale coscienza laica del Paese è l’atteggiamento del Partito democratico. Nel quale i “Teo dem “ , come Paola Binetti, plaudono all’impegno, dichiarato dal ministro Gelmini, di rivolgersi al Consiglio di Stato, contro al sentenza del Tar  del Lazio, e, con altri parlamentari del Pd, ufficializza “cordate” con i colleghi di maggioranza per dare battaglia e presentare ricorso, affiancando Gelmini a destra.

Negare specificità ( e quanto negativa) all’insegnamento in Italia della religione, i cui docenti vengono scelti, gestiti, e controllati per l’intero loro ciclo all’autorità ecclesiastica, residuato dell’infelice Concordato clerico-fascista, è connotato preoccupante della baldanza clericale, che avverte esaurita la stagione degli statisti come De Gasperi ( cattolicissimo, ma con alto e forte senso dello Stato), dei cattolici illuminati, come Arturo Carlo Iemolo, ed alza il tiro delle pretese, dal versamento finanziario a quello culturale ed istituzionale.

Molti laici in Italia hanno avuto  ( ed hanno) verso il nuovo partito democratico remore e perplessità, proprio per l’assenza in esso d’una ferma, chiara, individuabile difesa dell’autonomia dello Stato, della sua indipendenza, della tradizione ghibellina. Ci pensino, al centro ed in periferia, i candidati alla segreteria.

                                                Ernesto d’Ippolito

Fernanda Gigliotti ha affermato di voler un Partito democratico con «regole più coraggiose come la meritocrazia, la moralità e l'etica»

Lunedì 03 Agosto 2009 18:26

"Anche nel Pd calabrese bisogna parlare di laicità, meritocrazia, democrazia, questione morale". Ad affermarlo, nel corso della conferenza stampa di presentazione, Fernanda Gigliotti, candidata alla segreteria regionale del Pd per la mozione Marino."E' giunto il momento - ha detto Gigliotti - che anche il Pd in Calabria ritorni a svolgere un ruolo attivo nella difesa della meritocrazia, nel sollevare le questioni morali, nel pretendere il rispetto di questa terra e del suo capitale umano". "In Calabria - ha aggiunto - la questione morale non sono gli avvisi di garanzia che pubblici amministratori possono ricevere nell'esercizio del loro mandato. La questione morale in Calabria ha altri nomi: sanità, depurazione, raccolta differenziata dei rifiuti, sistema di trasporti, università, autostrada. Tutti noi siamo convinti che, in Calabria più che altrove, la chiave di volta di uno sviluppo economico, serio e compatibile e di una bonifica del tessuto sociale, passa attraverso la laicità, la meritocrazia, la questione morale. Nessuno può pensare di governare questa regione senza fare i conti con tutto ciò e senza partire dal capitale umano e dal territorio e, quindi, da scuola, università, sanità, trasporti, ambiente". "Noi - la Calabria libera di Ignazio Marino - ha concluso - vogliamo concorrere a creare un Pd che assista una Calabria bisognosa di modernità, di sviluppo economico, di vera creazione di posti di lavoro, di creazione di ricchezza facendo impresa, di prestazione di buoni servizi sanitari". In merito alla scelta del candidato alla presidenza della Giunta regionale per la prossima primavera, Gigliotti ritiene "sbagliato introdurre nel congresso questo argomento che deve essere valutato sulla base del giudizio complessivo della Regione ed anche sulla base di altre candidature. Facciamo il congresso - ha detto - e poi la nuova classe dirigente parlerà di primarie, di candidati e di contenuti. Comunque, anche se non inserito nella legge approvata dal Consiglio regionale, come Pd dobbiamo prendere l'impegno di rispettare e far rispettare l'esito delle primarie, candidando chi è stato scelto".  All'incontro con la stampa c'era anche l'ex calciatore Massimo Mauro che, dopo una parentesi parlamentare nell'Ulivo, é consigliere comunale del Pd a Torino. "Nel 2001 - ha detto - ho fatto la mia esperienza politica in Calabria e poi non sono più tornato. Non per mia volontà, ma perché ho incontrato tantissime difficoltà nel partito calabrese. Questo mio ritorno, per lavorare accanto a Fernanda, è la possibilità per cambiare che viene offerta da questa mozione e da queste candidature".(ANSA).

Il PD è vivo ma non gode di ottima salute Di Fernanda Gigliotti

Francesco Lena

Considerazioni e riflessioni, in occasione della fase congressuale del Partito Democratico.

Mi aspetto che sia un congresso che sappia costruire, un progetto politico di alta qualità e un programma di governo del paese concreto, idoneo a risolvere i problemi dell’Italia e di alternativa.

Un progetto politico dinamico, vero, aperto al contributo di personalità esterne, progetto aperto a 360 gradi, per favorire e allargare il consenso, la partecipazione e la crescita. Un progetto politico di allargamento del Partito Democratico e di alta civiltà, con tre obiettivi. 1)A livello nazionale diventare una grande forza politica di riferimento per i cittadini e di governo. 2) A livello europeo contribuire al governo dell’Europa e la costruzione di una costituzione europea, dove stabilisca i diritti e doveri dei cittadine europei. 3) A livello mondiale, battersi per combattere la fame, le malattie e per la pace in tutti i paesi del mondo. Sono certo che nella trasparenza e nella dialettica, verrà scelto un segretario e un gruppo dirigente capaci di dare una vera unità al partito, anche perchè sappiamo che le differenze, devono essere vissute come una ricchezza, poi sia fatta una sintesi dei contenuti e l’unità nelle decisioni, trovi quella forza necessaria per dare una spinta propulsiva al Partito Democratico in tutto il paese.

Deve essere un partito che sappia stare vicino ai cittadini, ai lavoratori, i pensionati,agli ammalati, ai loro bisogni, alle loro richieste, poi c’è la necessità di radicarsi sul territorio, di essere in mezzo alla gente e con la gente. La questione morale, deve essere messa al primo posto nel progetto politico e stabilire un codice etico di comportamento, nella vita pubblica e nella vita privata, da rispettare. Poi che sia un progetto pieno di valori veri, sincerità, onestà, trasparenza, solidarietà, rispetto dell’altro, grande umanità, devono essere la carta d’identità per il Partito Democratico.

Progetto programmatico, di governo del paese, ci devono essere dei pilastri portanti, fondamentali per la difesa e il miglioramento dello stato sociale. Sanità, il diritto alla salute che sia veramente garantito a tutti i cittadini, il Servizio Sanitario Nazionale, mantenga per tutti i suoi principi di uguaglianza di trattamento e universalistici su tutto il territorio nazionale. Scuola, il diritto allo studio, all’istruzione, alla formazione, sia garantito a tutti i cittadini in eguale misura, anche ai meno ambienti, siano fatti maggiori investimenti economici, nell’istruzione e nella ricerca, sia fatto tutto il possibile per elevare la cultura del nostro paese. Previdenza ed assistenza, bisogna garantire una pensione dignitosa a tutti i pensionati, non come avviene ora che tanti non c’è la fanno ad arrivare a fine mese. Il sistema socio assistenziale, deve essere finalmente resa efficiente una rete di servizi sul territorio, per anziani, diversamente abili, bambini. C’è urgentemente bisogno, di eliminare tanta burocrazia, in tutti i settori e tutti i servizi, i cittadini sono severamente messi in difficoltà, chiedono con forza una semplificazione, per facilitare lo svolgimento delle loro pratiche e a loro vita. La questione fiscale, il  novanta per cento delle entrate fiscale lo pagano i lavoratori dipendenti e i pensionati, è ora di mettere mano con forza a questo malcostume italiano, per combattere l’evasione e l’elusione fiscale, per poter pagare meno e pagare tutti. Poi una seria lotta alla corruzione, alla malavita organizzata, alle mafie, con la repressione, rafforzandole forze di controllo e quelle dell’ordine, dare anche più mezzi moderni a loro disposizione. Ma anche con un progetto culturale, educazione alla legalità, rispetto delle regole, coinvolgendo tutti i soggetti organizzati nella società, dalla scuola, alle associazioni di volontariato, alle organizzazioni sindacali, alle parrocchie. Vanno presi di petto i problemi del precariato e della sicurezza. Sul precariato incentivare il superamento, la sicurezza sui posti di lavoro, in casa e fuori, sulle strade, va elaborato un progetto di prevenzione, per poter evitare il più possibile gli infortuni e gli incidenti, per salvare tante vite umane. Il valore della vita va messo al primo posto nella scala dei valori. Un progetto per favorire e garantire la pluralità, la libertà e l’obbiettività d’informazione, il conflitto d’interesse, sia risolto. Lo sviluppo economico sia basato sulla piena occupazione salvaguardando l’ambiente.

Il programma di governo del paese, deve essere impostato nell’interesse del bene comune, ma soprattutto basato sui bisogni veri dei cittadini, con una maggiore attenzione ai più deboli, un programma capace di aiutare a far crescere la coscienza civile e sociale del nostro paese. Il Partito Democratico, deve avere l’obiettivo, di contribuire con la sua forza, alla costruzione di una società più equa. Più giusta, più solidale, migliore, di pace per tutti i cittadini, italiani, europei e del modo.

Francesco Lena Via Provinciale, 37

24060 Cenate Sopra   Bergamo     tel.035956434

Risultati elezioni comunali di Falerna 6-7 giugno 2009  

   

Lista n. 1

Lista n. 2

Lista n. 3

“Rinascita democratica e popolare”

“Falerna liberamente”

“Alternativa falernese”

47,5%

 

18,4%

 

33,8%

 

1.210 voti

 

470 voti

 

861 voti

 

11 consiglieri

2 consiglieri

3 consiglieri

 

 

 

Candidato a sindaco:

Giovanni Costanzo

Candidato a sindaco:

Vittorio Motta

Candidato a sindaco:

Francesco Stella

Menniti Daniele

Bassarelli Domenico

Belsito Michele

Cario Saverio

Capriglione Silvana

Buono Antonio

Barletta Ugo

Cario Federica

Cacciatore Fabio

Bifano Gianluca

Cario Vincenzo

Campisano Raffaele

Celano Michele

Floro Gianluca

Capriglione Pietro

Chieffe Franco

Gagliardi Luigi

Carullo Piera

Cosentino Leonilda

Ienzi Francesco

Crocco Miranda

Ferraro Enzo

Ligato Rosa

Cuda Giuseppe

Floro Giovanni

Macchione Luca

Floro Giacomino

Floro Roberto

Manfredi Marcello

Floro Pietro

Floro Ugo

Mete Gianluca

Grandinetti Domenico

Giovannone Luca

Paonessa Vittorio

Maletta Adolfo Maria

Sassi Luigi

Rotella Tommaso

Maruca Ennio

Spinelli Leopoldo Michelino (detto Michele)

Scardamaglia Bruno

Mendicino Armando

Stella Napoleone

Schiavone Antonio

Nicastri Lidia

Stranges Palma

Sirianni Giuseppe

Storace Adriana

La pantera e i girotondi: così la sinistra restò senza leader

Sono mancati quei movimenti che diventano forza politica

Per capire la vita politica italiana bisogna ricordare i movimenti collettivi da cui sono nati i suoi partiti. I movimenti esplodono improvvisi quando le élites istituzionali non riescono più a dar voce alle forze sociali ed allora queste, come in un terremoto, rompono la crosta istituzionale, creano mete, valori e si affidano alla guida di leader carismatici. Poi diventano strutture, istituzioni che durano a lungo. In Italia, caduto il fascismo, la nuova classe politica e i nuovi partiti politici sono emersi dai movimenti di liberazione. Tutti i leader di quel periodo avevano statura carismatica, Palmiro Togliatti, Alcide de Gasperi, Pietro Nenni, Giorgio Amendola. Ma non ci sono solo movimenti politici. Alla fine degli anni Sessanta (il cosiddetto ’68) si sono succeduti movimenti tanto politici come di costume. Politici come il movimento studentesco, di costume come gli hippy, l' antipsichiatria, il femminismo , che hanno portato ad una laicizzazione della società e alle leggi sull’aborto, il divorzio ecc. Dal movimento studentesco sono emersi piccoli partiti marxisti, ma l'unica forza che si è veramente rafforzata è stata la coalizione sindacale formata da Cgil, Cisl e Uil. I movimenti sono finiti quando gli eccessi del terrorismo hanno fatto coalizzare i maggiori partiti.
Il nuovo equilibrio si è rotto alla fine degli anni Ottanta con il crollo del muro di Berlino. Molta gente che votava Dc per timore di una dittatura di tipo sovietico si è sentita libera. È nato cosi nel Nord il primo nuovo movimento collettivo, la Lega col suo capo carismatico Bossi. Poi c'e stato il movimento Mani pulite con Di Pietro. Sotto l'urto di queste forze e della sinistra, i partiti di governo, Dc, Psi, Psdi e Pri, sono stati distrutti. Doveva essere il momento del trionfo del rinnovato partito di Occhetto, ma, nel 1994, improvvisamente è esploso il movimento di Forza Italia sotto la guida carismatica di Berlusconi.
Tutti questi movimenti oggi sono diventati istituzioni. Due al governo, il Popolo della Libertà e la Lega , uno all’opposizione, L'Italia dei valori . E per capire la loro forza e stabilità pensiamo che hanno gli stessi leader carismatici di allora: Berlusconi, Bossi e Di Pietro! La sinistra, invece, dopo il ’68, non ha più avuto movimenti, ma solo agitazioni come la pantera, i girotondi, l'onda che non hanno portato alla formazione di nuovi progetti, di nuovi leader. Ed è per questo che oggi si trova indebolita.
www.corriere.it/alberoni
Dissesto per  mafia

 

Pd, all'unanimità Tonino Albi segretario

Un particolare entusiasmo nella sala di Campodorato ha accolto l’assessore regionale Mario Pirillo, che così ha cominciato la sua campagna elettorale per il parlamento europeo proprio dal circolo di Nocera. Un fatto rimarcato dal segretario del circolo Tonino Albi, sottolineando, in un clima di festa e di entusiasmo che a Nocera non si registrava da molti anni, all’assemblea degli iscritti e simpatizzanti PD, che ciò per Nocera è un grande onore.
Era presente, altresì, lo stato maggiore provinciale del PD, dalla segretaria Caterina Corea all’onorevole Piero Amato, che con passione segue le battaglie dei consiglieri comunali, Enzo Bruno capogruppo alla provincia di Catanzaro, Battista Paola dirigente Cgil, Gennaro Trapuzzano dirigente Asl, Fabrizio Muraca presidente ASI, Antonio Chieffallo e Tonino Sorrentino dirigente della regione Calabria.
Tonino Albi ha annunciato che «a Campodorato si apre un capitolo nuovo nella politica della sinistra nocerese, che ha l’obiettivo di superamento di tutte le divisioni, causa delle sconfitte elettorali, il nuovo capitolo è fatto di dialogo e di risposte ai cittadini stanchi di un’amministrazione comunale che ha dimenticato i problemi della gente; un dialogo fitto nel partito, ma fermo, serio e unito all’esterno».
Albi ha poi ringraziato il gruppo consiliare PD, grazie al quale soprattutto si è aperto un dibattito nella comunità nocerese sulle scelte dell’amministrazione comunale di Ferlaino.
Particolare rilievo ha assunto l’intervento del dottore Peppino Adamo presidente dell’Associazione la Svolta che ha rimarcato la componente di sinistra dell’associazione ed ha annunciato l’intenzione di affiancare il segretario Albi, affinchè vengano superate le vecchie diatribe, per costruire una valida alternativa all’amministrazione Ferlaino. Adamo ha ringraziato i consiglieri comunali «promotori di importanti battaglie, anche mettendo a rischio la propria incolumità personale».
Piero Amato, presidente della seconda commissione bilancio, ha riconosciuto l’impegno per le elezioni primarie che hanno portato alla elezione di Albi, caratterizzate dando un esempio trasparenza, correttezza e partecipazione in ambito provinciale.
Caterina Corea, segretaria provinciale PD, ha elogiato l’impegno del gruppo dirigente di Nocera che ha creato l’entusiasmo necessario al cambiamento ed intorno alla figura del segretario di circolo, promettendo di voler ritornare per incontrare gli amici ed i compagni di Nocera.
All’assemblea era presenti il nucleo storico della sinistra nocerese: i consiglieri comunali del PD Armando Motta, Rosario Sauro, Filippo Motta ed Antonio Grandinetti, ma soprattutto molte cittadini che, forse, si avvicinano alla politica per la prima volta e che hanno seguito con attenzione l’intervento di Pasquale Motta, già sindaco di Nocera per due legislature, secondo il quale «coesione ed unità potranno ricreare le condizioni di un avvicendamento politico delle classi dirigenti a Nocera Terinese». Raffaele Spada
Il Quotidiano della Calabria 24 Aprile 2009

  Dal nuovo sito del consigliere Armando Motta: entra

convocazione consiglio comunale

L'INCOMPIUTA

Post n°10 pubblicato il 14 Febbraio 2009 da armando.motta

Non Credo proprio che mai si farà questa casa di riposo, dispiace per i cittadini che in buona fede pensavano di andarci a lavorare , ma le cose sono andate diversamente, con ulteriore beffa tutta la comunità dovrà assorbirsi i costi dell’ennesime scelta scellerata che quest’amministrazione ha compiuto. La struttura avrebbe dovuto ospitare 30 pazienti ed avrebbe dovuto occupare 60 addetti. Vi ricordo che l’opera guarda caso era stata annunciata in pompa magna alla vigilia delle ultime elezioni comunali e da allora i lavori sono fermi e con molta probabilità non verranno più ripresi e dopo spiegherò il perché. Le conseguenze per la cittadinanza tutta sono davvero nefaste  sul piano finanziario in quanto  l’intera comunità si trova sul groppone un mutuo di circa ottocento mila euro. La nostra “cara” amministrazione comunale aumentò l’entrata del bilancio di previsione pensando  di avere in entrata il ricavo di un fitto annuale, attraverso la maggiore entrata che era soltanto fittizia il comune ebbe la possibilità  di accedere al relativo mutuo. Dopo l’inizio dei lavori il gestore dell’impresa venne arrestato, l’opera fu sequestrata ed affidata ad un commissario nominato dalla dda le cui attenzioni si concentrarono sulla staticità del manufatto. Ancora oggi ci troviamo nella condizione che i lavori sono fermi , però esiste la rata di ammortamento assunto dal comune di Nocera. Inoltre se ben ricordate cari amici noceresi questo progetto che definirei il simbolo del degrado amministrativo  del comune di nocera, prevedeva la distruzione di due  opere pubbliche di recente costruzione, anch’esse realizzate con mutui, ovvero i due campi da tennis completati nel 1996 e finanziati dal credito sportivo, mutuo per il quale il comune paga ancora la rata di ammortamento. Inoltre l’ipsia era stato messo a norma poco tempo prima che venisse demolito.  Il perito della dda è questa e una cosa di pochi giorni fa dichiara testualmente : la struttura presenta anomalie tali da non permettere la normale prosecuzione dei lavori, senza compromettere la buona riuscita dell’opera e con un notevole aggravio per l’ente. Insomma cari amici questa casa di riposo non vedrà mai la luce, chiedo a tutti quanti voi e vi spingo a fare una riflessione: Se un disastro del genere lo avesse commesso un’amministrazione di sinistra cosa si sarebbe scatenato nel nostro paesello?

Ing. Antonio Albi segretario del Pd

NOCERA TERINESE   – Le primarie per l'elezione degli organismi del Pd chiudono la fase transitoria del partito democratico di Nocera Terinese con l'elezione di Antonio Albi a segretario di circolo, un ingegnere elettrico, che dirige un'impresa di impianti elettrici in località marevitano, con 15 dipendenti. Si chiude quindi la fase di isolamento che aveva caratterizzato la vita del gruppo consiliare del partito democratico, che si era già costituito al comune Una fase che ha visto il Pd protagonista e che ora raccoglie «i risultati di una lunga e coraggiosa contestazione in consiglio comunale, sul quale sono accesi i riflettori dell'opposizione democratica - è scritto in una nota del Pd - per le note vicende sull'agibilità dei consiglieri comunali e sulla imminente approvazione del Prg e sui debiti contratto dal comune tirrenico. Da più parti è atteso un rinnovamento, al quale dovranno affiancarsi le forze storiche dei partiti del centrosinistra - continua il Pd - ed insieme potranno rappresentare una straordinaria risorsa di quadri ed esperienza politica non solo per il Pd nocerese ma per tutto il Pd del comprensorio e della provincia ». I primi impegni nell'agenda del neo segretario Tonino Albi, intorno al quale si sono coalizzate le forze di rinnovamento espressione della campagna di tesseramento, sono il varo del coordinamento che lo affiancherà nella direzione politica del circolo e la discussione politica che, inevitabilmente, si aprirà intorno al Prg che l'Amministrazione di centrodestra ha già presentato.. r.s. Il Quotidiano  28.01.2009

Lettera aperta della vedova Giulia Serrao al Presidente Napolitano

La legalità si predica ma non si pratica.

Lamezia Terme - Da Giulia Serrao, avvocato e vedova di Torquato Ciriaco, riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:
«Caro Presidente, mi chiamo Giulia Serrao, sono avvocato e madre di sei figlie, purtroppo orfane di padre, in quanto sono la vedova dell'avvocato Torquato Ciriaco morto tragicamente in un agguato il primo marzo del 2002.
Da quasi sette anni invoco giustizia presso l'autorità giudiziaria, ma nonostante le mie sollecitazioni e il mio personale apporto, a tutt'oggi non trovo riscontro né spiegazione alcuna alla tragedia che ha sconvolto l'intera mia famiglia a partire dalla figlia più piccola che oggi ha 10 anni e che mantiene un vago ricordo del padre, alle più grandi che vogliono trovare a tutti i costi la causa che le ha private del punto di riferimento principale per la loro educazione e il loro sviluppo.
In qualità di avvocato ho sempre creduto nella giustizia e ho fatto di questa la bussola orientativa della mia vita; ma, a giudicare da come vanno le cose in Italia, anche i miei stessi principi vengono messi in discussione e mi domando quali siano, e se vi siano, i principi veri a cui la legalità si ispiri e si conformi.
Perciò oso rivolgermi a lei, primo cittadino e garante della Costituzione nell'ultima speranza, e vorrei che non fosse vana, di trovare il filo conduttore delle indagini che qui da noi, in Calabria, fa presto a smarrirsi.
Già, perchè di questo si tratta; la famigerata omertà di cui viene investita tutta la regione non riguarda solo la delinquenza; nel mio caso, l'avverto e la sento anche in quegli organi che dovrebbero garantire la legalità.
L'immagine di mio marito è stata denigrata da affermazioni alquanto superficiali e prive di alcun riscontro obiettivo e tali da ledere anche la mia immagine di cittadina appartenente a famiglia di imprenditori agricoli e giuristi onesti che non hanno mai avuto problemi con la giustizia.
Se in quel di Polistena il nome di mio marito è scolpito tra quelli delle vittime della mafia, a Lamezia dove noi viviamo, fedele al motto "se è stato ammazzato qualcosa avrà pur fatto" l'ombra sulla sua integrità si allunga minacciosa e incombente; ed è su questa ombra che La pregherei di far luce.
Io stessa, grazie a superficialità altrui, ho dovuto ricorrere al Tar per avere riconosciuta la certificazione antimafia e da ultimo nella pubblicazione del decreto di sequestro operato dalla procura di Salerno nei confronti della Procura di Catanzaro nell'ambito del cosiddetto processo "Why Not" con mio rammarico e sconcerto ho preso atto della presa in considerazione di affermazioni relative a mio marito che non hanno alcun riscontro nell'attività giudiziaria.
E intanto penso che mentre la legalità si predica ma non si pratica, al contrario la mafia si pratica (a tutti i livelli possibili) e non si predica. La ringrazio, con ossequio dell'attenzione che riterrà prestare al caso».

Fonte Gazzetta del sud 14.01.09

Il Quotidiano 31.12.2008

Nocera Terinese. Motta e Grandinetti si rivolgono al nuovo gruppo

«L’associazione la Svolta sostenga le battaglie del Pd»

Antonio Grandinetti

di RAFFAELE SPADA

La nascita della nuova associazione politico-culturale “ La Svolta ”, che si prefigge di riavvicinare i cittadini alla politica, fa discutere molto gli ambienti politici noceresi, soprattutto a sinistra, mentre a destra si aspetta. Se finora la scena politica ha registrato il conflitto tra maggioranza ed opposizione, c'è da dire però che la fine dell'anno è caratterizzata da un fatto politico nuovo ed anche rilevante, come anticipato dal Quotidiano, la nascita di un nuovo movimento i cui promotori sono il medico di base e ufficiale sanitario Giuseppe Adamo, e il direttore delle poste di Marina di Nocera Terinese Santo Guido, rispettivamente nei ruoli di coordinatore e presidente dell'associazione politico culturale, insieme a Riccardo Macchione, assicuratore e rappresentante di commercio. Gli annunci, però, dei promotori della “Svolta” non convincono i consiglieri d'opposizione, ritenendo che alcune frasi, nella presentazione al Quotidiano, diano adito a molti equivoci. «Cosa vorrà dire l'amico Santo Guido che a proposito della politica, quella sana e propositiva deve trovare il punto di forza nella collaborazione e nel confronto, ma non nella contrapposizione sterile? si chiedono i consiglieri Pd Antonio Grandinetti ed Armando Motta, nella frase dell'amico ci è sembrato quasi di percepire un giudizio di disapprovazione sulle battaglie portate avanti dal gruppo di minoranza, pensa forse che siano state battaglie inutili? Quasi che l'opposizione debba caratterizzarsi solo attraverso un dialogo fittizio con l'attuale amministrazione comunale, quella che sta portando il comune sull'orlo del baratro finanziario? La stessa che nega sistematicamente gli atti alla minoranza? Punti fondamentali, però, che l'associazione vorrebbe sostenere nella propria azione politica, proprio come il gruppo consiliare». Grandinetti e Motta ritengono, però, che gli esponenti della “Svolta” si riferissero a qualcos'altro, affermando che «se i punti programmatici sono quelli che hanno diviso il paese tra amministrazione e opposizione troveranno la piena disponibilità del gruppo consiliare, se cioè gli obiettivi sono il ripristino della legalità, la trasparenza amministrativa, il piano regolatore generale, i debiti del comune». «Noi questo lo stiamo già facendo e saremo molto contenti che altri si uniscano a noi, mettendoci la propria faccia ed il proprio nome, incalzano Grandinetti e Motta, ma non possiamo nel modo più assoluto dialogare con l'amministrazione Ferlaino che queste cose le sta mettendo ogni giorno sotto i piedi». I temi cruciali dello scontro politico nocerese sono, infatti, sotto gli occhi di tutti. Quei temi che hanno visti contrapposti la giunta Ferlaino ed il gruppo consiliare, formato da Armando Motta, Antonio Grandinetti consiglieri ed il loro capogruppo Filippo Motta, elementi di spicco del Pd nocerese.  «Molte criticità della comunità nocerese sono venute a galla grazie all'azione dell'opposizione, osservano Grandinetti e Armando Motta, si ricordi la battaglia sul piano comunale spiaggia che ha visto soccombere l'amministrazione comunale di fronte al Tar Calabria e al Consiglio di Stato; il debito pubblico prodotto; la battaglia sull'ambiente e sulle famose vasche di decantazione costruite nell'alveo del fiume Grande, una battaglia che l'opposizione è stata capace di farne sentire l'eco nell'intera regione».  Grandinetti e Motta si chiedono come sarebbe stata Nocera «se non avesse avuto un'opposizione che con suoi limiti ha comunque fatto conoscere all'opinione pubblica molti argomenti potevano passare inosservati. Grazie al Pd si è aperto un dibattito utile al paese, a prescindere delle appartenenze politiche. Sia chiaro però che gli esponenti Pd ritengono essenziale il ruolo dei partiti, ed in modo particolare del partito democratico, che dovrà essere in grado di superare i personalismi e di aggregare le anime, tutte indistintamente della sinistra storica, solo così ci saranno le condizioni per risollevare le sorti di Nocera Terinese».

AMICI, MA SARA' VERA "SVOLTA"?

E’ da tempo che cerco di tenermi lontano attivamente dalla politica nocerese, questo non vuol dire, ovviamente, che non la seguo, che non faccio le mie valutazioni, o quando me lo chiedono, non do i miei consigli. Seguo i giornali, di tanto, in tanto, i blog e anche, nessuno si scandalizzi per questo,  parlo con tanti cittadini comuni che, mi fermano per chiedermi delle valutazioni, o mi informano di quanto sta succedendo nell’amministrazione pubblica di Nocera. Da ciò ho potuto constatare che, ormai avanza nella coscienza dei cittadini, la consapevolezza di che risma siano fatti gli amministratori che loro stessi, hanno rieletto a furor di popolo, poco più di un anno fa. Mi sarebbe fin troppo facile, dire loro: ve lo avevo detto! Non lo faccio, perché quanto loro, sono molto preoccupato dello sbocco e del futuro sociale, economico e istituzionale del comune di Nocera, piuttosto che prendermi delle effimere soddisfazioni. Voglio solo sottolineare che, tutti i grandi cavalli di battaglia elettorali del sig. Luigi Ferlaino e cioè, casa di Riposo, lungomare, sviluppo, zona industriale ecc., sono tutti miseramente falliti! Tra questi evidenti e palpabili oltre che, visibili fallimenti, vi è di mezzo il più grande disastro finanziario della storia del comune di Nocera. Gli amministratori futuri erediteranno tutto ciò, dal sig. Luigi Ferlaino e la sua band, e ci vorranno diversi lustri prima del ritorno alla normalità e così ricominciare a sperare in una ripresa socio economica della nostra comunità. Se oggi i noceresi stanno riconquistando una consapevolezza critica nei confronti del blocco di potere che ormai da quasi 7 anni gestisce il comune, ciò è dovuto anche al lavoro duro e solitario dell’attuale opposizione PD. Questo gruppo consiliare, infatti, si è preoccupato in questo anno e mezzo di opposizione, di informare i cittadini di quanto stava succedendo nelle stanze del potere nocerese, di aprire vere e proprie campagne di stampa e denunciando; i soprusi, le illegalità quotidiane, le arroganze, dei cacicchi che governano il comune, sotto la regia di lobby economiche-urbanistiche di cui l’attuale sindaco è a pieno titolo  parte. Se questo è vero, dunque, e lo è, la scelta di presentare una lista di testimonianza alle elezioni comunali ultime scorse, si è rivelata giusta e opportuna.  E ciò nonostante il parere contrario di alcuni personaggi che il giorno si dichiarano di sinistra, e la notte cercano di mettersi d’accordo con gli amministratori comunali per trovare accordi sul PRG, sulla sistemazione di terreni che comprano e vendono, da coloro che, stanno per ingoiarsi le ultime aree libere prospicienti la spiaggia, ultimi della serie gli eredi della Marchesa De Luca e dei loro prestanome. La premessa fin qui fatta, è dunque preliminare ad una riflessione che intendo sottoporre ai promotori dell’ associazione politica denominata “la svolta” e che oggi si è presentata alla stampa, attraverso una dichiarazione del dott. Giuseppe Adamo,  Santo Guido e di Riccardo Macchione, tutte persone che conosco da tempo, e alle quali va la mia massima stima e fiducia, anche in considerazione del fatto che, con alcuni di loro, ho condiviso una parte di militanza nel PCI e nei DS noceresi. Tuttavia, nella piattaforma politica di presentazione della suddetta associazione, individuo dei punti di debolezza, di genericità ed in alcuni casi di ambiguità che, se non chiariti, contribuiranno a mio avviso, ad alimentare il clima di frammentazione del panorama politico nocerese, nonostante i buoni propositi e le intenzioni dei fondatori dell’associazione. Se non facessi questo e se non evidenzierei i miei dubbi e le mie perplessità, rischierei di essere ipocrita con me stesso, e con gli amici che mi chiedono una valutazione, ovviamente la mia è una valutazione del tutto personale e ognuno la valuti per quello che vale e per quello che conta, niente di più niente di meno.  Detto questo cercherò di individuare dei punti che a me non sono sembrati chiari nel documento: l’associazione “la svolta” si colloca nelle forze di opposizione di questa amministrazione o no? E ancora rispetto alle questioni in campo e alle scelte già fatte di questa amministrazione, qual è il giudizio dell’associazione? Che significa, che si intende superare il clima di contrapposizione dell’attuale quadro politico? Cosa si sostiene e cosa si pensa rispetto allo scandalo della transizione con gli eredi della Marchesa De Luca? Cosa si pensa dell’intenzione dell’amministrazione di rendere edificabile l’ultimo tratto di costa al di là del Savuto? Pongo questi spunti di riflessione perché ho percepito nell’impianto programmatico di questa associazione, un analisi confusa, timorosa, a tratti omertosa della realtà politica-amministrativa del comune di Nocera. Penso che, non si possa liquidare la complessità, e la drammaticità della situazione nocerese condendola con un po’ di buonismo politico, un altro po’ di localismo identitario, come ad esempio la famosa questione della centralità perduta. Penso che ridurre la questione politica a questo, sia oltre che confuso, a tratti puerile. In un sistema politico maggioritario secco o si sta  da una parte o dall’altra, qualsiasi partito, lista, o associazione non può essere un po’ di tutto, specie quando ci si trova di fronte ad un governo cittadino che governa ormai da due lustri e con il quale più che confrontarsi, alla luce dei risultati, bisognerebbe porsi l’obiettivo di ribaltarli. Infine, si nota un atteggiamento da parte della vostra associazione che, non solo ignora l’attuale opposizione che, in questa fase rappresenta la sinistra, ma non gli  riconosce neanche la dignità delle battaglie fino a qui condotte. D'altronde, l’associazione e i loro promotori da tempo, almeno da quanto mi risulta, già si riuniscono e si confrontano, facendo emergere, o meglio dando la sensazione, di un atteggiamento teso a relazionarsi con alcuni esponenti della sinistra, invece di altri, questo non solo non è  corretto, ma, mio avviso, è assolutamente miope in termini di prospettiva. L’interlocuzione poi, con alcuni personaggi della sinistra “diurna” di cui parlavo sopra e che si pongono addirittura come interlocutori privilegiati della  vostra associazione, stanno ingenerando nella sinistra non pochi sospetti. Ora, sono convinto che, la indubbia, onestà intellettuale di Santo Guido, Riccardo Macchione e di Peppino Adamo, sapranno correggere e cambiare la percezione che fin qui è emersa dell’ associazione all’esterno. Inviterei inoltre, a riflettere ed a ponderare la natura e la qualità di alcuni apporti che provengono da soggetti che, fino a qualche tempo fa avevano ruoli e funzioni nella sinistra nocerese, e di cui non c’è rimasta traccia  di battaglie coraggiose nelle sedi opportune, mentre è assolutamente impressa nella memoria di coloro che, non hanno mollato gli ormeggi della storia della sinistra nocerese, l’ignavia di chi, al momento della difficoltà, è scappato a gambe levate, dopo che aveva partecipato con veti e contro veti al fallimento di qualsiasi progetto politico delle scorse elezioni comunali. E  seppur oggi questi personaggi hanno rivelato un improvviso ritorno di fiamma nei confronti della politica locale, precipitandosi a partecipare alle riunioni della vostra associazione, ed un improvviso coraggio nell’interessarsi alla cosa pubblica, quando in passato non ne hanno avuto neanche per firmare una semplice interrogazione consiliare; noi nutriamo seri dubbi sulla genuinità dello loro “slancio” ritrovato, e comunque sia chiaro, non credo che qualcuno gli riconoscerà il patentino di nuovo soggetto.  La genuinità del loro impegno, e della tenuta della vostra associazione oltre che la necessaria credibilità politica, dovrà essere valutata sulle battaglie e sulle proposte politiche sul quale concentrerete il vostro impegno. Le vicende che, infatti, nei prossimi giorni, saranno oggetto della vostra valutazione, almeno me lo auguro, e che come ho detto prima saranno il PRG,  la transazione con gli eredi De Luca, la cooperativa, avranno bisogno di valutazioni equilibrate e nello stesso tempo di autonomia. Autonomia intesa come impermeabilità a qualsiasi pressione esterna, mi auguro che, la vostra associazione saprà esserlo. Per quanto mi riguarda, comunque, io ritengo che la sinistra e non solo, si dovrà misurare nella costruzione del PD nocerese, uno strumento che può contenere esperienze politiche provenienti da diverse culture,  e allo stato, pur tra mille difficoltà nazionali e regionali è mio avviso, l’unico strumento che può rappresentare la prospettiva di una alternativa al quadro politico comunale e anche una chiara scelta di campo politico. 21.12.2008

Pasquale Motta.  

Magistratura calabrese, ne parla De Magistris

Scritto da Ansa  -  domenica, 19 ottobre 2008 10:36

Una parte rilevante della magistratura calabrese non è affatto estranea al sistema criminale che gestisce affari di particolare rilevanza in Calabria". Lo ha detto Luigi De Magistris, giudice del Riesame di Napoli, nel corso di un intervista a Sky Tg24.

"Sono dell'idea - ha aggiunto - che se la magistratura avesse remato tutta da una stessa parte e se la legalità, alla quale ogni magistrato si dovrebbe attenere, rappresentasse un patrimonio vero di tutta la magistratura calabrese, non staremmo qui a discutere come mai in 10 anni non è cambiato proprio nulla. Senza una parte della magistratura collusa la criminalità organizzata sarebbe stata sconfitta. E il collante in questo sistema sono i poteri occulti che gestiscono le istituzioni. Io stavo indagando su questo fronte e ritengo che uno dei motivi principali del fatto che io sia stato allontanato dalla Calabria risiede proprio in questi fatti".
Sul suo trasferimento deciso dal Csm, De Magistris ha detto che "quello che mi è accaduto è molto grave. E' un messaggio negativo nei confronti di un territorio che doveva ricevere altri messaggi. Il Consiglio superiore della magistratura avrebbe dovuto dare un segnale positivo alla Calabria e starmi vicino". (ANSA)

Il Quotidiano della Calabria 17/10/2008 Nocera Terinese. Ferlaino e Gigliotti

Le calunnie davanti al gup

NOCERA TERINESE - Una vicenda di presunti falsi materiali, riguardanti degli atti amministrativi della giunta di prima legislatura Ferlaino, e di presunte calunnie ai danni dell'avvocato Fernanda Gigliotti, all'epoca dei fatti capogruppo dell'opposizione di centrosinistra, dopo alcuni anni, è arrivata ieri davanti al gup di Lamezia, La vicenda, che a suo tempo aveva visto una contrapposizione al comune di Nocera Terinese tra la maggioranza e l'opposizione consiliare in merito a delibere che presenterebbero, secondo l'accusa, dei falsi materiali, adesso sembra sia interessata da almeno tre procedimenti ancora al vaglio degli inquirenti, di cui uno, quello della presunta calunnia, sembra sia stato archiviato. Lo scontro in merito alla presunta mancata trasparenza amministrativa era degenerato poi in una serie di querele che configurano, a quanto pare l'ipotesi di calunnia nei confronti dell'avvocato Gigliotti. A tal proposito il sindaco Luigi Ferlaino, rispetto all'oggetto del contendere ancora al vaglio della magistratura, intende fare chiarezza. «Non è e non è stata assolutamente intenzione mia e dell'amministrazione comunale calunniare Fernanda Gigliotti che a suo tempo, quando ha ricoperto la carica di capogruppo dell'opposizione di centrosinistra in consiglio comunale, ha svolto il suo ruolo sempre con estrema competenza e correttezza», afferma Ferlaino «Come posizione politica, però, vorrei cogliere l'occasione per indurre tutti, sia gli esponenti politici che i cittadini, ad una riflessione pacata ma utile, non solo alla risoluzione definitiva della vicenda con l'avvocato Gigliotti, ma anche al corretto modo di fare politica a Nocera Terinese, aggiunge poi Ferlaino, vorrei sottolineare che i rapporti tra maggioranza ed opposizione non dovrebbero assolutamente essere basati sullo scontro personale, sulla diffamazione, così come invece sta accadendo in seno al Consiglio comunale negli ultimi tempi. Lo scontro a tutti i costi non è utile in primo luogo ai noceresi. È un modo di affrontare la battaglia politica, superato ormai da tempo e nei fatti. Del resto credo che i cittadini siano alquanto stanchi di leggere quotidianamente calunnie sui giornali ed anche su alcuni blog di gente che pensa di poter fare politica in maniera unilaterale, senza il confronto. Cambiamo pagina! Noi siamo disponibili sempre e comunque al dialogo concreto e costruttivo perché crediamo che solo in questo modo i nostri cittadini possano riavvicinarsi alla politica».

  Aragona respinge le accuse al mittente

TERINESE - Sotto accusa da qualche tempo la maggioranza consiliare al Comune di Nocera Terinese rea, secondo alcuni, «di essere disinteressata ai problemi della collettività».
Accuse ovviamente smentite dagli addetti ai lavori che, rispedendole al mittente, ne risaltano il lavoro svolto in questi anni con i vari progetti in corso ed i programmi da realizzare. Portavoce, l'assessore ai lavori pubblici e grandi opere, nonché consigliere provinciale e presidente della Commissione personale della Provincia, Rosario Aragona. In una nota ha confermato che «al contrario di quanto illecitamente si continua a sostenere i lavori nella zona artigianale di località Fangiano hanno avuto già avuto inizio. Si tratta di una zona adibita alla lavorazione dei rubinetti, con spazi anche per la falegnameria e la possibilità di dar vita ad officine strutturate secondo le nuove norme. In questa zona possono essere inserite anche altre attività che, una volta adeguate alle attuali normative, potrebbero partecipare ad una ulteriore ed eventuale assegnazione di lotti». A questo, seguita fra l'altro Aragona, occorre aggiungere il «perfezionamento di alcune strade ». Fonte Gazzetta del sud. 12.10.08

Nocera Terinese. Avviati i lavori dell’area artigianale

Scritto da Graziella Baglio – Il Quotidiano della Calabria 10/10/2008

NOCERA TERINESE - Sono sempre più frequenti le voci che vedono la maggioranza consiliare continuamente al centro della scena politica e, per lo più, in modo negativo. Accusata da più parti di essere disinteressata ai problemi effettivi della collettività, alcuni membri della Giunta hanno subito smentito tali critiche, mettendo in risalto i vari progetti in corso e i tanti programmi da realizzare e «non solo parole astratte, ma concretezze ». A parlare, definendosi ottimista, è stato l'assessore ai lavori pubblici e grandi opere, nonché consigliere provinciale e presidente della Commissione personale della Provincia, Rosario Aragona (nella foto) il quale, per iniziare, ha ribadito che «al contrario di quanto in tanti continuano a sostenere, sono già partiti i lavori nella zona artigianale, sita in località Fangiano ». Si tratterebbe, sempre stando alle parole dell'assessore Aragona, di una zona adibita per «lavorazione dei rubinetti, con spazi anche per la falegnameria, con la possibilità di creare officine strutturate secondo le nuove norme e, ancora, possono essere inserite anche altre attività che, se interessate al bando, possono partecipare adeguandosi alle normative». Ci sarebbero, in effetti, dei lotti ancora liberi da assegnare. Oltre a questi lavori nella cosiddetta, appunto, zona artigianale, è stato posto l'accento anche sul «miglioramento di alcune strade, nonché completamento dell'asfalto nelle strade già appaltate di alcune contrade, completamento lungomare e marciapiedi in Marina». Ancora, non di meno rilievo, la tangenziale, della quale, come lo stesso Aragona ha evidenziato, «si sta ultimando la progettazione in stretta collaborazione con l'assessore provinciale ai lavori pubblici Salvatore Vescio ». Questi sembrerebbero solo essere i più importanti, e di immediata attuazione, dei lavori in programma e, a differenza di chi accusa la maggioranza di disinteressamento alla collettività e ai lavori da attuare, quest'ultima sembra intenzionata a percorrere la propria strada, «certi del nostro operato e ignari delle chiacchiere e dei continui attacchi mediatici, perché, in fondo, sono le azioni concrete a contare qualcosa e a dare dei risultati finali». E di risultati finali sembrerebbe saperne qualcosa lo stesso Aragona, il quale ha raggiunto dei traguardi «con fatica, ma con entusiasmo e volontà e tanta voglia di migliorare il mio paese e la nostra Provincia». E tutta la Giunta nocerese sembrerebbe voler inseguire dei traguardi, che vedano il realizzarsi di opere pubbliche concrete e utili per la cittadina. Arriveranno i risultati? Non resta che attendere l'evolversi dei fatti.

Nocera Terinese. Ferlaino querela i tre consiglieri

Il Quotidiano della Calabria 21/08/2008

NOCERA TERINESE - Il sindaco Ferlaino annuncia querela nei confronti dei consiglieri del Pd: «Sono a dir poco sconcertato - afferma Ferlaino dal comportamento che i tre consiglieri comunali di minoranza, Filippo e Armando

Motta e Antonio Grandinetti, hanno tenuto nel corso dello stesso consiglio comunale». Per il sindaco «l'opposizione ha ormai mostrato la sua vera natura di giano bifronte che con una faccia si affatica a parlare di legalità mentre con l'altra si permettono di diffondere notizie palesemente false al fine di oscurare un comportamento a dir poco scorretto, se non addirittura ai limiti dell'illegalità tenuto da alcuni di loro durante lo svolgimento del consiglio del 14 agosto». Ferlaino esprim solidarietà ai due carabinieri che sono intervenuti «e poi devo sottolineare che, mio malgrado, dopo aver attentamente letto quanto da loro asserito sulla stampa relativamente all'episodio che interessa l'intervento degli stessi Carabinieri, e dopo avere concluso che la diffusione di notizie non veritiere riguardo all'accaduto rischia di ledere l'onorabilità e la professionalità dell'Arma dei carabinieri, oltre che degli agenti intervenuti durante il consiglio comunale, mi vedo costretto a querelare i tre consiglieri del PD». E aggiunge: «Come testimone dei fatti in parte e dopo aver ascoltatoun vigile urbano che più da vicino ha seguito i fatti accaduti posso affermare con assoluta certezza che non corrisponde al vero che i due militari abbiano impedito a Grandinetti di entrare in sala; non corrisponde inoltre al vero che i due militari abbiano rinchiuso il consigliere Grandinetti in una stanza ciò è assolutamente falso. Inoltre è stato lo stesso consigliere Armando Motta a riferire, seduta stante, ed a tutto il consiglio comunale semplicemente che i due carabinieri avevano chiesto i documenti al consigliere Antonio Grandinetti semplicemente per identificarlo in quanto non lo conoscevano personalmente. Quanto sta succedendo a Nocera - conclude - sa dell'incredibile, mi auguro che la mia denuncia serva oltre che a smascherare questi personaggi, anche ad aiutare le autorità a far luce sull'intera vicenda».

Proposte e non critiche

«In politica serve più democrazia e rispetto reciproco»

 Il Comune di Nocera sta festeggiando il suo santo patrono: San Giovanni Battista che col suo martirio ha dimostrato ai noceresi di non essere canna al vento; San Giovanni infatti rese testimonianza alla verità senza compromessi. Denunciò le trasgressioni dei comandamenti di Dio, anche quando protagonisti ne erano i potenti. Il sig. Filippo Motta nella sua intervista quale problema urgente ha fatto riferimento al ponte chiuso al traffico. Io non sono ciò che pensate che io sia e per questo e solo per ciò,  che rispondo, al sig. Filippo per lo spirito di collaborazione con chi vuole agire per il bene della comunità.  

Strada statale bivio Santo Janni – Bivio Rastrella è passata alla Provincia. Quando era dell’ANAS fu stipulata una convenzione nel 04.07.1941 col marchese Giuseppe de Luca  circa la manutenzione dei relativi argini del percorso naturale del Savuto e del Grande. Col tempo sono sempre avvenuti prelievi abusivi di inerti , per effettuarli hanno sempre spostato l’alveo del fiume e nessuno mai è intervenuto a fermarli  fino al punto di aver provocato i danni  al ponte.

Ora è la Provincia che dovrà provvedere perché questa mattina 26.06.07 mi sono recato al Consorzio di Bonifica per sapere se detta manutenzione fosse di loro competenza , risposta avuta: è la Provincia che deve provvedere.

Il Problema rimane ma il sig. Filippo Motta , ora  è a conoscenza dove  rivolgersi per avere lumi se sarà provveduto o si provvederà come già fatto con la strada della circonvallazione di Nocera  iniziata da oltre venti anni ed ancora non ultimata. Non rientra nelle competenza del Comune di Nocera  effettuare l’opera ma era di sua competenza vigilare affinché non fosse accaduto tale  danno. Tutti prelevano e nessuno vede ! Io ho fatto delle querele non supportate da chi aveva il dovere farle meglio e prima di me. Noceresi il vostro santo patrono non era una canna al vento. !

Egidio Baratta

Senza fine lo scontro Ferlaino - Democratici

A Nocera riaffiorano veleni del recente passato

Secondo Motta è solo il tentativo di distogliere l’attenzione sull’attualità

  A Nocera Terinese continua su toni particolarmente accesi la polemica, mai sopita per dire il vero, tra l’amministrazione retta dal sindaco Luigi Ferlaino e l’opposizione consiliare guidata dai consiglieri del Pd Armando Motta (foto) e Antonio Grandinetti. Ultimo oggetto del contendere la riunione di consiglio del 14 agosto, di cui abbiamo già riferito, e che si è caratterizzata per un episodio ancora tutto da chiarire che ha riguardato il consigliere Grandinetti, al quale sarebbe stato impedito l’ingresso in aula da parte di sue carabinieri. Interviene ancora il sindaco: «La goccia che ha fatto traboccare il vaso nell’ambito dello scorso consiglio comunale del 14 agosto a Nocera Terinese non è stata, in verità, la trattazione degli argomenti all’ordine del giorno ma è stato invece un intervento del vice sindaco Rolando Barletta. Durante il suo intervento Barletta ha ripreso la ben nota questione della realizzazione del megadepuratore nel comune di Nocera varata dalla precedente amministrazione Ds nell’anno 1999, scelta che fu una delle cause principali della caduta della ex amministrazione comunale. Non appena il vice sindaco ha ricordato che su quelle vicende sono ancora pendenti gravissime situazioni giudiziarie il clima si incendiato all’improvviso». Il Consiglio ha poi trattato, ricorda Ferlaino, «l’argomento della famosa gara di 24 miliardi di vecchie lire di lavori di disinquinamento che secondo il vice sindaco era stata gestita malissimo dalla precedente giunta ». Al sindaco replica puntualmente il consigliere pd Armando Motta, ricordando come «tutte le recenti situazioni della sua amministrazione così come gli interventi in consiglio comunale sono rivolti agli atti di amministrazioni del passato mente sugli atti odierni dell’amministrazione Ferlaino quindi in carica sfugge oppure nasconde gli atti ai consiglieri che glielo chiedono, per esempio non sono state fatte visionare le lettere dell’Arpacal sull’inquinamento marino, ed in merito al comportamento tenuto da due carabinieri della locale stazione dei carabinieri, durante il consiglio comunale del 14 agosto». Su questa vicenda, Armando Motta ribadisce che«tutto sarà chiarito al più presto nelle sedi opportune, a cominciare dalla procura della repubblica, alla quale già il consigliere Grandinetti ha presentato un esposto querela». Sulla conduzione amministrativa della giunta attuale, Armando Motta si dice convinto « che intorno agli appalti, intorno all’imminente scelta di presentare una variante all’attuale P.r.g., nonostante nel nostro territorio vige un piano regolatore che per l’80% è inattuato, intorno alla strenua difesa di un piano illegittimo, ci sia pesantemente su questa amministrazione comunale, il condizionamento di un lobby politica. Per questo motivo chiediamo alla procura antimafia di voler verificare ed attenzionare  gli atti finora compiuti.

Fonte calabriaora 23.8.08

Nocera Terinese  –  Controreplica del sindaco al gruppo del PD.

“ La polemica si è innescata dopo il dibattito sul depuratore”

Tiene ancora banco la questione che infuoca maggioranza e opposizione.

TERINESE - Il consiglio comunale dello scorso 14 agosto continua a tenere banco e a infuocare la polemica tra maggioranza e opposizione. I consiglieri del Pd, del gruppo consiliare, si sono rivolti agli organismi de partito provinciale per essere tutelati nelle sedi opportune e il pd provinciale ha già risposto con le dichiarazioni del coordinatore provinciale Pierino Amato che ha solidarizzato con i consiglieri del Pd criticando aspramente il comportamento del sindaco e della maggioranza e preannunciando la richiesta di interrogazione ai ministri dell'Interno e della Difesa.
Alle dichiarazioni di Amato risponde ora per precisare ulteriormente la propria posizione il sindaco Luigi Ferlaino, il quale sottolinea che «la goccia che ha fatto traboccare il vaso nell'ambito dello scorso consiglio comunale del 14 agosto non è stata, in verità, la trattazione degli argomenti all'ordine del giorno ma è stato invece un intervento del vice sindaco Rolando Barletta».  Lo ha dichiarato il sindaco Luigi Ferlaino, compiendo, a distanza di qualche giorno, ed alla luce delle polemiche tuttora in corso un analisi dettagliata dei fatti con l'obiettivo di fare ulteriore chiarezza su quanto in queste ore è all'attenzione non solo dell'opinione pubblica ma anche delle istituzioni e delle autorità preposte. «Durante il suo intervento Barletta- ricorda quindi il sindaco - ha ripreso la ben nota questione della realizzazione del mega depuratore nel comune varata dalla precedente amministrazione composta dai Ds, oggi confluiti nel Pd, nell'anno 1999, scelta che fu - prosegue Ferlaino - una delle cause principali della caduta della ex amministrazione comunale».  «Non appena il vice sindaco ha ricordato che su quelle vicende sono ancora pendenti gravissime situazioni giudiziarie - spiega Ferlaino - il clima si incendiato all'improvviso e contro di lui si sono scagliati sia il consigliere Armando Motta il quale ha replicato di non avere alcun procedimento ma che i procedimenti penali citati dal vice sindaco riguardano invece solo suo fratello (l'ex sindaco Pasquale Motta); mentre il consigliere Antonio Grandinetti pur ammettendo di avere in corso dei processi penali legati a quella esperienza amministrativa si giustificava dicendo che tutto ciò non era all'ordine del giorno e che pertanto non se ne poteva discutere».  «Dopo qualche minuto di interruzione dovuto all'allontanamento dall'aula del presidente del consiglio comunale Franco Pontieri - riferisce ancora il sindaco Ferlaino - il consiglio è poi ripreso ed è stato affrontato invece l'argomento della famosa gara di 24 miliardi di vecchie lire di lavori di disinquinamento che secondo il vice sindaco era stata gestita malissimo dalla precedente giunta in particolare per il fatto che il progetto esecutivo era stato approvato con una delibera di giunta senza i necessari pareri e senza convocare alcuna conferenza dei servizi e l'incarico ai progettisti era stato dato solo pochi giorni prima, quindi è molto strano che dei progetti definitivo ed esecutivo di 24 miliardi sia stati redatti in soli 6 giorni».  «Questi sono i fatti i- afferma Ferlaino - che hanno caratterizzato l'amministrazione comunale di Pasquale Motta». «Tra l'altro – aggiunge il sindaco – così come ho ricordato in quel consiglio comunale - successivamente alla gara vi fu una scelta politica di difendere con un legale nominato dal comune la ditta aggiudicataria della gara cui il lavoro era stato affidato con un ribasso del solo 3 %, mentre la seconda ditta esclusa aveva proposto un ribasso del 25 % lasciando quindi ben 4 miliardi e mezzo nelle casse del Comune». «Il comune - sostiene il sindaco -non dovrebbe aver avuto alcun interesse a difendere una ditta anziché un'altra». «Anzi - prosegue - con quel cospicuo ribasso si potevano risolvere tanti problemi di questo impianto di depurazione che invece ancora oggi sono causa di grande disagio per la popolazione di Nocera Marina». «Ritengo quindi - conclude Ferlaino - che se parliamo di modi folli ed incoscienti di gestire la cosa pubblica ed i soldi dei cittadini sicuramente le vicende relative alla gestione delle gara della depurazione del 2000 rappresentano un record negativo di gestione della res pubblica». Si spera che vogliate risolvere la questio, al più presto e intermini di correttezza istituzionale augurandoci che non ne vogliate fare una saga. Sarah Incamicia.
Fonte: gazzettadelsud.it  Venerdì, 22 agosto 2008

 

Nocera Terinese . Un esposto al Prefetto di Catanzaro ed al Comando generale dell'Arma dei carabinieri di Roma , regionale e provinciale di  Catanzaro ed agli onorevoli Marco Minniti, Nicodemo Oliverio, Dorina Bianchi, Maria Grazia Laganà, Rosa Calipari e Doris Lo Moro, è stato inviato dai consiglieri comunali del PD, Armando Motta , Antonio Grandinetti e Filippo Motta sui gravissimi fatti accaduti all'interno del consiglio comunale nocerese , convocato sulla problematica ambientale degli invasi di decantazione per inibire i liquami dal depuratore al mare antistante e pervaso da una forte tensione. Il consigliere Antonio Grandinetti ritenendo che all'interno dell'aula consiliare si fossero ricreate le condizioni le condizioni di una normale dialettica politica, mentre si apprestava a rientrare al suo posto, all'ingresso dell'aula è stato fermato e trattenuto da due carabinieri in una stanza del municipio. Il fatto a giudizio della componente PD è di una gravità inaudita, perchè gli è stato impedito di svolgere la propria funzione democratica ed istituzionale di consigliere. Solo dopo l’intervento del consigliere Armando Motta, supportato dal presidente del consiglio comunale, franco Pontieri, il consigliere Antonio Grandinetti è potuto rientrare in aula. A giudizio dei consiglieri l’episodio si configura come un abuso gravissimo perpetrato dai due carabinieri , poiché nell’ambito della discussione in Consiglio non si era verificato alcun episodio che giustificasse l’intervento delle forze dell’ordine per ripristinare l’ordine pubblico; il presidente del Consiglio , a cui è delegata, istituzionalmente, la tenuta dell’ordine in seno all’assemblea consiliare, non ha richiesto né dentro né fuori dell’aula; tanto che il consiglio comunale non è stato mai sospeso; i due carabinieri hanno identificato il consigliere comunale Antonio Grandinetti nonostante fosse noto alle forze dell’ordine in virtù proprio della sua funzione istituzionale, ed infine perché non si è proceduto all’identificazione anche del vicesindaco con cui era verificato un battibecco e che ha continuato a presenziare in seno al Consiglio , mentre al consigliere Grandinetti è stato impedito di farlo. I Consiglieri del PD ritengono che quanto verificatosi all’interno del consiglio comunale, mai sospeso dal presidente, sia da configurarsi , oltre che un abuso da parte dei due carabinieri una limitazione della libertà e dell’esercizio della normale dialettica politica sancita costituzionalmente. Del resto tale episodio , a detta sempre dei consiglieri PD sarebbe l’ultima di una serie di cui sono resi protagonisti alcuni militari dell’arma della locale stazione come le perquisizioni ed i controlli effettuati ai danni di alcuni militanti del PD e di cui avevamo avuto modo di lamentarci presso il Prefetto, fatto che sta creando tensioni tra i militari e i consiglieri. I simpatizzanti ed i militanti PD oltre che incrinando il rapporto di reciproca stima e fiducia con la storia prestigiosa dell’Arma in questa località.. R.S. dal quotidiano del 15.8.08.

Leggi tutto Indebitamento che ha raggiunto nel 2007 l'importo di euro 15.177.000,00,

Variante in Consiglio Comunale  a settembre.  E' luce piena ? Il diavolo è nascosto nei dettagli ambito turistico agricolo.

di  RAFFAELE  SPADA - NOCERA TERINESE – Il consigliere comunale del partito democratico Armando Motta giudica «insufficiente l'azione amministrativa, in preda all'immobilismo, mentre Nocera non può permettersi di perdere tempo sul piano della competitività e dello sviluppo». Motta incalza l'amministrazione comunale sul piano spiaggia, che forse dovrà essere rifatto non solo perchè oggetto di un ricorso al TAR Calabria avanzato da due imprenditori noceresi, ma anche perché la Provincia di Catanzaro sembra sia entrata nel merito e abbia espresso dubbi all'amministrazione, mentre si attende anche la regione Calabria. Ed allora si saprà l'effettivo piano spiaggia. «Resta, però, un mistero che il sindaco continui ad accettare domande dei soliti amici e progettisti di aree di vaste proporzioni, per un piano spiaggia, che potrebbe essere illegittimo, generando aspettative e commettendo forse degli abusi, afferma Motta, mentre siamo curiosi di sapere come procedono i lavori per l'ex istituto professionale da ristrutturare a casa di riposo, visto che il costruttore allo stato è impossibilitato per motivi giudiziari, ed in tal caso ci piacerebbe sapere se l'amministrazione comunale ha provveduto secondo la legge vigente alla sospensione cautelativa dell'appalto ». Motta, a nome della minoranza e della popolazione, chiede anche delucidazioni sulla variante al Piano regolatore generale anche poiché sembra che «dal punto di vista urbanistico si siano consumati degli illeciti prontamente denunciati all'autorità competente ». «Grazie alle politiche adottate dal sindaco, osserva ancora Armando Motta, l'ente si trova sull'orlo del dissesto finanziario, fronteggiato con determina per vendere proprietà comunali come il palazzo Angotti, e con l'elargizione di contributi, 10.000 euro ad un società, elargiti soprattutto in concomitanza di competizioni elettorali». A tal proposito, inoltre, lo scorso 16 maggio il TAR della Calabria, dove erano pendenti due ricorsi sul dissesto finanziario del comune tirrenico, non ha adottato alcun provvedimento ed ha rinviato la discussione al 5 dicembre 2008 per impedimento del difensore del Comune. Come è noto, infatti, presso la sezione di Catanzaro del TAR Calabria esistono due ricorsi il primo avverso lo stato di dissesto del comune di Nocera Terinese e l'altro avverso una delibera  del consiglio comunale di riconoscimento dei debiti fuori bilancio, presentati entrambi dal ricorrente De Luca di Lizzano Simonetta, a fronte di una sentenza n. 3958/06 della Suprema Corte di Cassazione che condannava il Comune di Nocera Terinese al pagamento dell'indennità di esproprio per circa 1.500.000 euro, somma che l'ente comunale non è riuscito ancora a liquidare. A fronte di tale situazione il consigliere comunale PD Armando Motta si chiede «come mai l'amministrazione continui ad adottare una politica di spesa, senza procedere immediatamente alla riscossione dei residui attivi dovuti al comune da terzi che usufruiscono di beni comunali, mentre sistematicamente i cittadini vedono aumentate le tasse». Infine il PD denuncia «seri problemi di agibilità democratica per la richiesta di documenti, quasi mai evasi, e le numerose interrogazioni senza risposta; e per gli illeciti che sistematicamente si consumano » il partito democratico chiede «un intervento energico del Prefetto di Catanzaro, della procura della Repubblica di Lamezia Terme e della Corte dei conti affinchè venga fatta chiarezza su episodi che sono a dir poco inquietanti ».  

Alla luce di quanto scritto dal Prof.re Spada si può trarre una prima conclusione : ” non si conoscono gli importi complessivi del debito comunale “ ne vengono forniti ai consiglieri dell’opposizione che ne hanno fatto regolare richiesta. Particolare situazione alla quale vale la pena di prestare attenzione e riflessione riguarda il fatto che non vengano forniti neanche sotto la denunzia fatta alla Procura della Repubblica di Lamezia Terme da parte del consigliere Armando Motta.

Da  www.Obiettivonocera.it

Fernanda
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Inserito il - 17 Aprile 2008 :  16:09:29  Visualizza profilo  Modifica messaggio  Rispondi citando  Visualizza l'indirizzo IP dell'utente
PERCHE’ ABBIAMO PERSO?
PERCHE’ ABBIAMO INFRANTO IL SOGNO DI QUANTI CHE SPERAVANO NELLA NOSTRA DIVERSITA’ RISPETTO ALLA DESTRA DI BERLUSCONI.
E TRA L’ORIGINALE E LA BRUTTA COPIA …. HANNO VOTATO L’ORIGINALE

 

E’ vero, il partito democratico è nato in fretta, con una operazione di vertice e con regole non condivisibili e poco coerenti. Come previsto, l’adozione del Porcellum per la selezione della classe dirigente, ha consentito il salvataggio della sola oligarchia di DS e Margherita e, in Calabria, degli uomini e delle donne del Presidente – Imperatore.
Con ciò si è consumata l’occasione di dare al partito, almeno in Calabria, una classe dirigente presentabile e capace di normalizzare una Regione che è invece ostaggio di una “burocrazia partitica” parassitaria, che si esprime a tutti i livelli e che si nutre di incultura politica, di mancanza di senso civico, di cultura mafiosa, che non è mafia ma né è il presupposto. Un esercito di maneggioni, spesso anche diplomati e laureati, che addomestica l’elettorato, lo corrompe, lo rende dipendente dal Cetto La Qualunque di turno, diseducandolo al bene comune.
Bisogna dare comunque atto che questa oligarchia, grazie anche a qualche avviso di garanzia e a qualche sentenza di condanna, ha avuto la meglio rispetto ad alcuni elementi impresentabili dei DS. Personaggi questi che hanno governato la nostra Regione, che hanno goduto a lungo del nostro consenso politico e che negli ultimi venti anni hanno trasformato i partiti di cui erano classe dirigente, in imprese attrezzate ed abili ad accaparrare risorse pubbliche, ma assolutamente incapaci di produrre ricchezza, il cui fine era è rimane quello di finanziare, in un consolidato e ormai riconosciuto sistema di potere trasversale, un certo gruppo di dirigenti e funzionari di destra e di sinistra, abituati agli stipendi di partito e a mantenere quella clientela utile all’acquisto del consenso elettorale. La rilevanza penale di queste vicende, pur non appassionandomi affatto, deve ancora essere seriamente provata.
E’ pur vero che Veltroni ha avuto l’intuito e la forza di semplificare il quadro politico nazionale scegliendo coraggiosamente di correre da solo. Ed è altrettanto vero che, per fortuna, in Calabria, si è detto BASTA al tatticismo ricattatorio dell’Imperatore Calabrese e dei fidi sudditi.
Ma poi?
Si è vero, gli eventi sono precipitati e non si è potuto fare molto!
Ma perché nel disastro annunciato non si è voluto scommettere e investire di responsabilità le risorse sane del territorio, quelle che da anni rappresentano l’interfaccia con l’elettorato, che da anni portano acqua ad mulino che non produce farina per nessuno? Perché affidare le liste di Camera e Senato, ad esempio, a persone assolutamente slegate dal territorio perché lombardi o perchè incapaci, per incultura politica o spocchia personale, di relazionarsi con un Paese che è più avanti di loro in fatto di rappresentazione e comprensione del territorio e dei suoi problemi!
Quanta poca conoscenza ha di se il Partito Democratico, quanta poca capacità o volontà ha di dare voce al “meglio” e non al “meno peggio”? Possibile che riesca solo a vedere e ritenere utile candidare i Prefetti ai quali a Reggio e Napoli si è impedito, nei fatti, di fare il proprio dovere? O solo le vedove di morti ammazzati che sono state catapultate, una prima volta, a rappresentare una Regione sperando nell’effetto emozionale che il “sangue” avrebbe esercitato sull’elettore, e richiamate a rappresentarla di nuovo nonostante non abbiano prodotto nulla né per la Nazione, né per la Regione, né per il Partito! Salvo il probabile giuramento di fedeltà a Veltroni!!!
Perché riconfermare i parlamentari uscenti che nessuno, nemmeno il militante ed elettore più attivo, riconoscerebbe e saluterebbe incontrandolo per strada, tanta è la loro distanza dalla gente comune, dai problemi sociali, occupati come sono di coltivare il loro orticello fatto di mezze carriere professionali e politiche? E’ deprimente accorgersi che il salvataggio “dei meno peggio” si è perpetuato ancora una volta, e che gli stessi sono stati eletti grazie ad una legge elettorale truffa. Ma è ancora più deprimente la consapevolezza che costoro, con un sistema elettorale normale, non sarebbero mai stati eletti e non perché “onesti” e “incapaci” di stringere patti con i poteri forti o criminali (pecunia e voti non olet), ma perché nessuno elettore si sarebbe accorto, nel bene, della loro esistenza.
Ed è assolutamente indigeribile che il PD Calabrese scambia con il Presidente-Imperatore la rinuncia ai seggi di Camera e Senato, con la candidatura di suoi fedeli a Presidenti per la Provincia di Catanzaro e di Vibo. Abbiamo presentato delle vere e proprie “larve”!!! Delle “cariatidi della politica”, e non per un dato anagrafico, giacchè il candidato Presidente di Vibo è poco più di un ragazzo, ma perché allevati a quella scuola che è stata protagonista di tutte le stagioni della “brutta politica” Calabrese, fatta di tattica e trasversalismo, di scambio elettorale e di considerazione del voto non come un diritto/dovere del cittadino per concorrere alla costruzione democratica del paese, ma come utile moneta di scambio in un mercato in cui il prezzo lo fissa il bisogno!
E il bisogno in Calabria non è la voglia di modernità, non è un’ipotesi di sviluppo economico, non è la creazione vera di posti di lavoro, non è la creazione di ricchezza facendo impresa, non è la prestazione di buoni servizi sanitari. Nulla di tutto ciò! In Calabria il bisogno che si paga con il voto è la promessa dell’ottenimento o del mantenimento di un privilegio, di un vantaggio non spettante, di una prestazione non dovuta, del finanziamento di un’impresa che non produrrà nulla, della creazione non di posti di lavoro, ma della sola elargizione di stipendi ecc. La buona Calabria quella che mette al servizio della collettività la propria competenza, la propria esperienza, il proprio talento, la capacità di fare impresa e produrre beni e servizi “veri” e di pagare stipendi “sudati”, quella Calabria pronta a fare qualità, a promuovere il territorio che altri saccheggiano, a difendere quello che gli altri oltraggiano, quella Calabria che guarda all’Europa e al mondo, continua a provarci ancora, spesso in silenzio, molto spesso taglieggiata da questa “brutta politica”, più che dalla criminalità. Può darsi che questa Calabria alla fine farà come hanno già fatto tanti calabresi: prenderà armi e bagagli, stavolta di buona fattura e non di cartone, e traslocherà altrove dove ancora paga essere bravi, onesti e lavoratori. Altrove, forse anche al di la dei confini italiani, dove all’età in cui in Calabria e in Italia non sei idoneo nemmeno per sottoscrivere il primo contratto di lavoro come co.co.co., diventi Presidente del Consiglio, dove alle donne si offre la guida di un Ministero anche se incinte, mentre da noi non le assumerebbero neanche come inservienti!!!
La Calabresità si è espansa, ormai è un fatto italiano e probabilmente nasce da una amnesia storica, dall’incapacità di essere un Popolo vero. Chissà se non siamo capaci o non abbiamo mai voluto esserlo! Di sicuro siamo un popolo politicamente immaturo che non ha collettivamente dovuto/voluto/saputo conquistare né libertà né democrazia! Gli obiettivi si sono raggiunti grazie alla lotta di poche persone, una lotta solitaria e molto spesso segreta, una lotta di pochi combattenti illuminati e coraggiosi, quelli che ci hanno consegnato una “Giovane Italia”, quella che noi abbiamo spolpato!
Assomigliamo amaramente a degli ereditieri vitelloni che da decenni campano di rendita e non se ne vergognano e che ben presto si scanneranno per accaparrarsi le briciole rimaste e raschiare il fondo del pozzo.
Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta ?
Nocera Terinese, 18 aprile 2008 Fernanda Gigliotti

 

LA POLEMICA  «E’ un controsenso negare la parola a un  convegno sulla legalità»

Claudia  Gualtieri

NOCERA TERINESE - Rivendica il diritto di parola la giovane universitaria candidata alle scorse elezioni del PD nocerese “negata” a suo dire, gelandola con « non si tratta di un convegno con dibattito» organizzato nei giorni scorsi dalla neo associazione R-Evolution Legalità di Lamezia Terme, patrocinato dal Comune di Nocera Terinese. E Claudia  Gualtieri, allora, chiede ospitalità al Quotidiano per rendere pubblico «il disagio del paradosso di Nocera e dei giovani che si allontanano dalla politica perché mancano legalità, trasparenza e giustizia». Molti cittadini si sono domandati con quale spirito l'amministrazione comunale di Nocera Terinese si sarebbe presentata al convegno sulla legalità dopo le numerose accuse sulla gestione della cosa pubblica, mosse dall'opposizione ed anche da alcuni cittadini sui siti internet dedicati a Nocera ( si veda Egidio Baratta sul sito www. lavocedinocera.it ), afferma Claudia  Gualtieri, alla fine il convegno si   è incentrato sulla triste realtà del racket lametino evitando gli interventi del pubblico». R-Evolution legalità ha parlato di azione concreta a favore dei cittadini portando come esempi notizie di gang di ragazzini che al Nord distruggono le scuole. Claudia  Gualtieri si chiede «se fosse stato così difficile citare esempi magari più vicini alla realtà? Proprio in quei giorni sul Quotidiano c'erano degli articoli riguardanti, per esempio, la situazione nocerese e lametina, uno sulle vasche di decantazione e l'altro sulla lettera dei consiglieri comunali del Partito Democratico al convegno, mettendone in evidenza le contraddizioni ». La richiesta di intervento di Claudia  Gualtieri è stata subito notata dalla signora Fuciti che si è prodigata di segnalarlo al moderatore Maurizio Di Schino. «Subito uno stato di agitazione coglie particolarmente il sindaco e il giornalista che si alzano credendo così di scongiurare ogni tentativo di intervento della sottoscritta, afferma Claudia  Gualtieri, evidentemente scioccata dal modo brusco di quei comportamenti la signora Fucito mi domanda spiegazioni e poi si rivolge al giornalista e al nocerese Massimo Vaccaro chiedendo chiarimenti». « Quest'ultimo, nostro concittadino attivo in tale associazione conosce benissimo i misteri e le polemiche che contornano la gestione della cosa pubblica da parte dell'amministrazione comunale in carica, osserva meravigliata Claudia  Gualtieri, sarebbe così difficile addentrarci più nel concreto, specie in convegni sulla legalità e sul racket? Non sarebbe forse più utile la franchezza per avvicinare i giovani di Nocera alla politica, visto che frequentano convegni a bizzeffe nell'ambiente universitario e ovunque in tutti i casi la parola o meglio il diritto di parola non viene in nessun caso negata». «Ecco il controsenso di chi impedisce la libera espressione delle idee in un convegno sulla legalità! Il rimedio è peggio del male stesso. Sarebbe questa la lotta alla mafia? si chiede infine Claudia  Gualtieri, quali paure hanno potuto angosciare così tanto il sindaco e gli organizzatori? ». r.s.  

Avv. Fernanda Gigliotti al Nazionale per il PD

Invita e comunica che :

Mercoledì 3 ottobre, alle ore 19,00, presso la mia sede di Via Santa Caterina in Nocera Terinese, ci incontreremo per discutere delle regole della campagna elettorale e del voto del 14 Ottobre 2007. E' un voto che consente la partecipazione di quanti vogliono scegliere i componenti l'assemblea nazionale e regionale del nuovo Partito Democratico. Il voto, infatti, non comporta iscrizione al partito, ma solo contributo alla selezione del gruppo di testa che, mi auguro, sarà la scelta di uomini e donne che possono dare alla politica e non depredare. Io sono candidata per l'Assemblea Nazionale nella lista voluta dall'On.le Rutelli e, in Calabria, dagli On.li Naccari, Principe e Chiarella.
Nocera Terinese, 22 settembre 2007

Fernanda Gigliotti al Nazionale per il PD

Inserito il - 05 Ottobre 2007 :  15:58:16

La nascita del partito democratico e’ l’evento politico democratico più interessante di tutti i tempi . PERO’!!!!!!
LA MIA VUOLE ESSERE UNA RIFLESSIONE AD ALTA VOCE SUI MOLTI PERCHE’ SI AGITANO INTORNO ALLA NASCITA DEL PARTITO DEMOCRATICO,
SUI TEMPI E SULLE REGOLE CHE IL COMITATO DEI SAGGI HA TRACCIATO PER LA NASCITA DI QUESTO PARTITO, SUGLI UMORI DEGLI ELETTORI DEL CENTRO SINISTRA RISPETTO A QUESTO NUOVO SOGGETTO POLITICO FORTEMENTE VOLUTO DA ALCUNI, SUBITO DA MOLTI ALTRI, CHE DESTA NON POCHE PREOCCUPAZIONE NELLA COMPAGINE DEL GOVERNO NAZIONALE E DEI GOVERNI REGIONALI E PROVINCIALI. PENSO A CHE NE SARA’ DEL GOVERNO PRODI DOPO IL 14 OTTOBRE, nonostante è stato proprio lui a spingere forte sull’acceleratore del PD, MA penso anche cosa ne sarà del governo della nostra regione, delle province.
E’ di oggi la notizia della crisi scoppiata nella provincia di Crotone sulla leaderships del PD,
E PENSO ANCHE ALLE ASPETTATITIVE CHE LA NASCITA DI QUESTO PARTITO HA SUSCITATO IN TUTTO IL PANORAMA POLITICO NAZIONALE ED INTERNAZIONALE, ALLO STESSO TEMPO SONO TANTI I DISAGI, GLI INDUGI, LE PREOCCUPAZIONI DI QUANTI RITENGONO CHE LA NASCITA DEL PARTITO DEMOCRATICO SIA UN OPERAZIONE DI VERTICE, UN SALVACONDOTTO PER UNA CLASSE POLITICA IN DECOZIONE SPINTA, UN TENTATIVO MEDIATICO PER RIFARE UN LIFTING AD UNA CLASSE DIRIGENTE DI CENTRO SINISTRA LOGORA E LOGORANTE, CLASSE DIRIGENTE CHE, TRA L’ALTRO, HA SCRITTO LE REGOLE CHE DISEGNANO IL NUOVO PARTITO. La stessa classe dirigente che ha deluso le aspettative di chi ha sognato, votandola, di cambiare le sorti della regione Calabria e dell’italia, e che oggi, proponendosi nuovamente come guida politica del PD, irrita tutta quella gente non si sente più rappresentata da costoro. O che addirittura non si è mai sentita rappresentata da costoro in quanto mai scelti democraticamente all’interno dei partiti, e mai votati come parlamentari. IMPOSTI!!!!
Mi riferisco ovviamente al mio partito e cioè alla Margherita, augurandomi che in casa DS le cose siano andate diversamente.
FOLTA, INFINE, è LA SCHIERA DI QUANTI STANNO A GUARDARE NEL TENTATIVO DI VEDERE SE LA BARCA GALLEGGERA ’ O AFFONDERA’, PRIMA DI ADERIRVI FORMALMENTE. Sta di fatto che la costituente del PD è partita e che il successo di questa nuova forza politica,
la sua capacità di essere un partito che superi le consorterie DS e DL, è legata alla più ampia partecipazione della gente alla competizione sia per l’assemblea nazionale che per quella regionale.
Sarebbe stata una sciagura se la candidatura Veltroni fosse stata solitaria, così come sarà una sciagura se ci sarà un solo candidato segretario regionale.
L’auspicio era e rimane che il PD diventi un partito plurale nel quale le regole del gioco democratico e politico siano diametralmente opposte a quelle che negli ultimi dieci quindici anni abbiamo subito, per lo meno ritengo di avere subito. IL partito democratico intanto sarà la forza politica di riferimento del centro sinistra nel nostro sistema maggioritario e bipolare SOLO se saprà essere rivoluzionario a cominciare dalla selezione della propria classe dirigente che deve essere improntata al trionfo della meritocrazia per capacità personali politiche e professionali, per idee e programmi ragionati, per specchiata moralità e per affezione alla politica e ai partiti come strumenti di governo del proprio paese e non come strumento di gestione del potere fine a se stesso, come tristemente siamo abituati a vedere e sentire quotidianamente. Perché il vero problema della nostra politica e della nostra democrazia è la crisi di rappresentanza e di rappresentatività della classe politica, che si traduce in scarsa autorevolezza delle istituzione democratica, smarrimento delle regole. CITARE VELTRONI E L’ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA COSTO DELLA POLITICA
COME SPIEGARE AI CITTADINI CALABRESI CHE NON SI HANNO I SOLDI PER LA DEPURAZIONE , PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA , PER LA SANITA
Ed è ovvio che se parliamo delle intenzioni di Veltroni, della Bindi, e di Letta, non possiamo che dirci democratici e non possiamo che condividere la chiamata alle urne che ci viene fatta, perché sono persone in grado di guidarci e di compiere la costituzione del PD, come nuovo partito, con autorevolezza e determinazione.

Ma poi il partito DEMOCRATICO INIZIA MA non finisce con loro.

Il partito democratico è anche il partito delle regole non scritte, o di quelle scritte male. I saggi, per esempio, hanno perso la grande occasione di individuare regole precise di candidabilità e di adesione al voto. Non possiamo mantenere nel nostro paese una norma che punisce il voto di scambio e consentire a mafiosi o presunti tali di votare e si essere votati. I saggi hanno perso un’occasione per individuare regole disincentivanti a pratiche mercenarie di controllo del partito. Non dimenticate che a Lamezia Terme la Margherita all’ultimo tesseramento ha superato le 2.000 iscrizioni, di cui oggi non v’è più traccia, che servivano e che sarebbero servite, se non fossimo stati oggetto della diaspora del PDM da una parte e bravo Pasquale Mancuso a gestire i congressi, per il controllo “pagato” del partito. Alcuni cioè hanno praticato un’OPA non dichiarata per il controllo del partito.
E nessuno ha immaginato uno strumento per mettere a riparo il PD da una simile pratica che, ovviamente, tutti sappiamo essere già in fase organizzativa e non solo in Calabria.
I saggi, infine, hanno perso ogni rossore allorché hanno previsto per l’elezione dei membri all’assemblea nazionale e regionale, le liste chiuse e rigide, senza possibilità di esprimere il consenso in favore di un candidato piuttosto che di un altro, e con riparto proporzionale per cui viene eletto chi è primo nell’ordine di candidatura. MA i saggi non hanno speso una parola su “chi” candida “Chi”, a che titolo e, sopratutto, secondo quale ordine. La cosa più grave, ovviamente, è che questo sistema di elezione è esattamente identico a quello previsto dalla Legge elettorale del governo Berlusconi, quella legge che oggi Fassino, Rutelli and C. ci chiedono di abrogare con il referendum. In Calabria c’è qualche problema in più a cominciare dalla nascita del PDM e dalla sua decisione, giusta comprensibile, di aderire al PD, che però a messo di malumore inizialmente i DL e i DS. Tanto che l’esordio del Partito democratico in Calabria è stato all’insegna della battaglia personale, violenta.
Ricordo con disagio e perplessità quella iniziativa del 16 giugno all’agroalimentare di Lamezia terme. Una brutta assemblea. Io avevo sognato un partito democratico veramente nuovo, un partito democratico aperto a tutti. Un partito nuovo con regole di normale buon senso.
Un partito garantista, ma che non consente a nessuno, nemmeno al capo, di essere usato come strumento di accusa o di difesa per “innocenti perseguitati dalla magistratura” o “delinquenti coperti dalla politica”.
Un partito da cui si è automaticamente sospesi in caso di rinvio a giudizio o di sentenza di condanna, per tutta la durata del processo e della condanna.
Un partito che pretende ed ottiene le dimissioni dalle cariche politiche e amministrative dei propri iscritti sospesi, per essere stati raggiunti da una richiesta di rinvio a giudizio o da una sentenza di condanna.
Un partito dove uomini e donne si misurano sulle idee, sulle passioni politiche e sui programmi;
Un partito che si apre alle donne non in quanto vedove eccellenti, mogli tradite, amanti sedotte e abbandonate, grossolanamente definite veline in sovrappeso, ma perché la metà del mondo è donna.
Poi però poi mi sono svegliata il 16 giugno 2007 in quel di Lamezia, all’Agroalimentare, e il sogno è diventato un incubo: il furore di una gabbia di belve… questa mi è sembrata la prima uscita degli aspiranti democratici. Ma non c’è dubbio che se non vogliamo che resti una gabbia di belve dobbiamo lavorare sodo e solo attraverso la più ampia partecipazione democratica ciò è possibile.

Inserito il - 05 Ottobre 2007 :  15:17:35

Qual è il vostro programma?
“I democratici Riformisti” si impegnano a garantire al Paese, alla Regione e al comprensorio Lamentino una rappresentanza autorevole, capace e determinata ad adottare le riforme strutturali necessarie a renderci competitivi, efficienti ed efficaci nel mondo del lavoro e dei servizi, della tecnologia, delle fonti di energia, della sanità, della famiglia, del sociale. Ogni azione deve essere coordinata con una seria programmazione e difesa del territorio e con l’idea di una nuova solidarietà sociale, sganciate da logiche di mortificante assistenzialismo. Modernizzare il Paese attraverso il sostegno delle imprese privare, che non sono mucche da mungere ma risorse per il Paese, e la qualificazione della P.A., ridando al contempo pieno valore alle parole “legalità e moralità” nella gestione dei partiti, della politica e della cosa pubblica, sono le mostre parole d’ordine.
Cosa vi differenzia dalle altre liste?
La nostra è una lista plurale che ha realmente attinto nel mondo dei partiti, delle professioni e della società. Le nostre liste, quella nazionale e regionale, si propongono di lavorare per il Pd, in discontinuità rispetto alla gestione politica e amministrativa fino ad oggi espressa dai vertici dei DS e della Margherita Calabrese.
Lei in un primo momento ha raccolto le firme per Rosy Bindi, ora invece è schierata a sostegno di Veltroni. Come mai?
All’interno della Margherita sono e resto una rutelliana. Ciò non dimeno ho considerato la candidatura unitaria di Veltroni, un handicap di democrazia e di confronto per il nascente PD. Quando Rosy Bindi, alla quale mi lega una amicizia personale, mi ha chiesto di darle una mano per la raccolta delle firme a sostegno della sua candidatura, sono stata ben lieta di darle il mio contributo consapevole che la sua candidatura, unitamente a quella dell’On.le Letta, davano serietà alle Primarie del 14 ottobre. Non ho condiviso, tuttavia, la scelta successiva dell’On.le Bindi di stringere in Calabria un patto esclusivo con Loiero e il PDM, trascurando la società civile, le professioni e il contributo dei riformisti cui io faccio riferimento.
Alcuni dicono che la vostra è una lista che annovera esponenti con storie diverse. E’ una lista di delusi degli altri raggruppamenti?
E’ una lista di “liberi”. Non è una lista nata all’interno dei “vertici”. E’ una lista di apertura e rappresenta la sintesi delle idee e del contributo di personalità che, sia nel mondo della professioni che in quello della politica, hanno dimostrato di possedere competenza, carattere e, soprattutto, onestà! Qualità che vogliamo continuare a offrire all’interno del PD. E’ evidente comunque, che abbiamo scelto di metterci in gioco perché non ci sentivamo rappresentati dalle liste nate all’interno dell’attuale dirigenza dei DS e della Margherita, tutte riconducibili ai gruppi e alle correnti che sono proliferate durante i primi due anni di Governo Regionale.
Un modo per affermarsi.
Sicuramente, un modo per esserci e per contare. Credo che la politica calabrese si connota spesso per un eccesso di delega incondizionata ai gruppi di potere. Noi vogliamo partecipare donando l’esperienza di uomini e donne che hanno peso politico e capacità professionale, e che si pongono come alternativa agli attuali assetti di partito! Il 15 ottobre, all’esito del voto, ognuno di noi fare le sue valutazioni e prenderà le decisioni conseguenti.
Cosa cambierà nella regione Calabria all’indomani della nascita del Pd? Servirà il previsto rimpasto?
Il risultato del 14 ottobre ’07 avrà un peso determinante sia per il Governo Nazionale che per quello Regionale. Non so se ci sarà un rimpasto di Giunta, credo, comunque, che sarà necessario una riflessione seria sulle cose “non fatte” in questi anni, e sui veri motivi del ritardo. E se è vero che l’apnea politico-amministrativa è dipesa dai continui veti incrociati posti all’interno degli stessi vertici dei DS, e dalla frattura provocata dalla nascita del PDM da una costola della Margherita, va da se che la nascita del Partito Democratico dovrebbe risolvere i conflitti alla radice. Serietà vorrebbe, quindi, che il nascente PD imponga una forte accelerazione dell’azione di governo regionale, piuttosto che aprire una nuova crisi. I Consiglieri regionali, gli Assessori, il Vicepresidente e il Presidente, eletti nel posto in cui siedono anche grazie al lavoro di gente come la sottoscritta, che ha chiesto ed ottenuto il consenso dei cittadini dietro la promessa di un governo diverso da quello Chiaravalloti, devono prendere atto che la gente di Calabria che contribuisce al mantenimento del Governo Regionale e anche al pagamento del “costo delle campagne elettorali e del loro staff personale”, quella gente di Calabria, per intenderci, che timbra il cartellino ogni mattina, che produce e investe in Calabria anche le proprie risorse e non solo quelle dei fondi POR, PIP e PIT, è stanca di assistere al vuoto della politica!!! Ed è soprattutto stanca di assistere alle bagarre che si sono fin qui consumate all’interno dei gruppi di potere dei partiti, che non contribuiscono a dare una idea migliore di Calabria, che non aiutano gli operatori turistici, che non creano posti di lavoro, che non contribuiscono ad una seria riforma sanitaria regionale, che non ci fanno uscire dall’emergenza ambientale. Che non ci fanno essere una “regione normale”.
Un centrosinistra che dovrà rigenerarsi, così come dovrà farlo a Nocera Torinese laddove lei è stata candidata a Sindaco. In quel territorio cosa dovrà fare la vostra coalizione?
Sono stata candidata sindaco nel 2002 ed è stato un incubo perché c’era un’eredità politica pesante da sdoganare e perché all’interno dei DS, allora come del resto anche alle ultime elezioni comunali del 2007, non c’è stata la capacità di ricucire lo strappo tra una componente ed un cospicuo gruppo dirigente che l’aveva sfiduciata. Se il clima fosse stato diverso, del resto, la mia candidatura non sarebbe stata necessaria! E’ notorio che alcuni gruppi dirigenti dei partiti fanno il passo indietro in favore di una candidatura della società civile e del mondo delle professioni, come la mia del 2002, solo quando bisogna sdoganare una sconfitta! C’era un diffuso sentimento di rabbia, tradimento e delusione di più generazioni di noceresi, per il fallimento di un sogno politico che era stato affidato incondizionatamente al gruppo dirigente dei Ds. Quel sacrificio, purtroppo, nonostante il buon risultato complessivamente raggiunto nel 2002 dalle due liste del centro sinistra, è stato vanificato e l’esperienza amministrativa che ne conseguita, annullata. Le antiche divisioni di casa DS, infatti, hanno patologicamente continuato a pesare nei rapporti tra le forze politiche, condizionando e avvilendo ogni sforzo unitario. A Nocera come altrove il centrosinistra ha spesso consentito che al suo interno si consolidasse, infatti, una classe dirigente autoreferenziale e che si autoassolve anche quando l’elettorato la boccia sonoramente. Andare a votare per il Partito democratico e scegliere bene la lista da sostenere significa anche spezzare questa logica perversa. La coalizione, che ad oggi a Nocera non esiste, dovrà partire dal risultato del 14 ottobre ’07 e con umiltà, attendere le regole che l’assemblea regionale e quella nazionale detteranno per la formazione delle assemblee provinciali e cittadine del Partito democratico. E poi occorre che il partito ritorni ad essere la casa di chi può dare alla politica in termini di idee, lustro, capacità, serietà e onestà personale.
Cosa ne pensa del caso De Magistris?
In Italia abbiamo già vissuto un’ondata forcaiola e penso che un’altra non faccia bene alla democrazia e alla stabilità del Paese. Proprio per questo, a mio sommesso parere, gli uomini delle istituzioni avrebbero dovuto evitare di dar vita al “caso”. De Magistris sta conducendo indagini che coinvolgono illustri uomini e donne del centro destra e del centro sinistra. Le indagini sono agli inizi e sarebbe il caso che se ne favorisse la conclusione nel tempo previsto dalla legge. Sarà il processo a chiarire i fatti, sarà nel processo che gli indagati si difenderanno, e sarà una sentenza a stabilire le responsabilità. Oggi, invece, è la stampa che se ne occupa e i partiti, da strumenti di democrazia, vengono tristemente usati come strumento di accusa o di difesa per “innocenti perseguitati dalla magistratura” o “delinquenti coperti dalla politica”. E tutto ciò non è più tollerabile. Se fossi stata al posto di Mastella non avrei assunto un’iniziativa che si ha dimostrato di essere fuori tempo, e mi sarei rimessa alla decisione del Csm. Personalmente sono una garantista e non voglio esprimere giudizi, ritengo però che le indagini in corso, al di là se porteranno alla luce fatti penalmente rilevanti, hanno in sé una certa “calabresità gestionale della cosa pubblica e dei fondi pubblici”, molto più spesso diretta ad acquisire e difendere “consenso elettorale”, piuttosto che a rendere servizi e ad emancipare la gente di Calabria da antichi e insoddisfatti bisogni la cui permanenza alimenta in modo esponenziale e feudale la clientela politica.

Governo regionale ed opposizione (?)

di Gianluca Passarelli
(Università di Bologna)

Who governs? Ovvero chi governa? Il titolo di un celebre testo di un altrettanto famoso politologo americano, Robert Dahl, mi permette di concentrare l’attenzione sulle dinamiche politiche in seno al consiglio regionale, drammaticamente ri-emerse nelle scorse settimane.
Le recenti vicende giudiziarie che hanno interessato alcuni (troppi!) consiglieri ed assessori regionali, ri-aprono un interrogativo cruciale nella comprensione delle relazioni tra politica ed affari, come del resto tristemente già noto per il livello nazionale di governo.
Ringraziando la testata che mi ospita, vorrei, sommessamente, ma recisamente, e senza timore di suscitare l’ira di qualche peones-consigliere-assessore, mettere in luce quello che ritengo l’elemento essenziale per spiegare la stasi, ovvero la vera e propria crisi di governabilità che investe la giunta di centro-sinistra.
Per quanto (ad alcuni) possa apparire paradossale molta della cattiva amministrazione regionale trova i suoi prodromi nella commistione tra le file del centro-sinistra e quelle dell’opposizione. La debolezza politica e lo scarso coraggio istituzionale dell’opposizione di centro-destra hanno provocato, ovvero hanno facilitato un’elevata de-responsabilizzazione dei componenti la giunta Loiero (tris o quater?). L’ambizione per la conquista del governo, la distinzione della propria politica dall’azione della maggioranza in carica sono le principali caratteristiche di un’opposizione sana e responsabile che si ri-candidi alla guida di qualsiasi governo.
Viceversa il centro-destra (a parte gli strali di qualche consigliere, meritori quanto eccezionali) ha, sino ad ora, ma le prospettive non sono rosee, improntato la sua azione a quella che viene normalmente definita come consociazione. La maggioranza e l’opposizione non tendono a distinguere le rispettive proposte “programmatiche” (quando esistono) ma tendono a stabilire pericolosi contatti assolutamente perniciosi per gli amministrati. I quali non sono perciò in grado, o lo sono in forma minore, di attribuire responsabilità di governo. Insomma se nel resto d’Europa l’opposizione, con in testa il suo capo, si propone come governo ombra (tecnicamente shadow government) in Calabria l’opposizione, si potrebbe dire, senza temere troppe smentite, ha vivacchiato all’ombra del governo. Si badi che questa non è assolutamente, neanche per un istante (!) un salva condotta per la giunta, la quale ha enormi responsabilità nel non avere tenuto separati i due ambiti politici. (A proposito quanti sono in grado tra i cittadini-elettori (anche solo di centro-destra) di individuare il capo dell’opposizione alla giunta Loiero?, quante mozioni, realistiche, di sfiducia?)
Facendo un’utile distinzione tra l’azione della magistratura, ancora utilmente in fieri, e le vicende politiche, anch’esse tristemente in corso, appare chiaro, cristallino, che dal punto di vista politico, la maggioranza (parte di essa?), non è in grado di mettere in campo efficaci azioni seriamente riformiste.
Alcuni indicatori corroborano questa tesi. L’elevata sfiducia dei cittadini nelle istituzioni; l’arroganza del ceto politico che procede a nomine smaccatamente contra meritocrazia e competenza (vedi Sorical e parco del Pollino); la recrudescenza della ‘ndrangheta (che brutta parola!) non adeguatamente contrastata; la débâcle economica (e non si parli, please, di “crescita timida”); il disastro-sacco ambientale.
Purtroppo, e miseramente, i dirigenti regionali rispondono (a volte) a queste critiche con quello che Gramsci chiamò il “sovversivismo delle classi dirigenti”, ovvero reagendo scompostamente (salvo qualche meritoria eccezione), mobilitando i fedelissimi-ascari, attaccando altre istituzioni e prendendosela con chi osa pensare e dubitare dell’uomo (solo?) al comando.
I principali rischi, ossia le problematiche che si stagliano all’orizzonte dell’intero sistema politico (nonché socio economico) della Calabria sono molteplici, ma potrebbero trovare una pericolosa sintesi.
Potrebbe emergere quello che tecnicamente è <<un imprenditore politico>> (che poi sia anche un imprenditore economico è secondario), pronto a cavalcare, amministrare e trarre vantaggio, anche in maniera demagogica, ma del tutto legittima, dal generale clima di insoddisfazione nei confronti della politica. Ovviamente tale imprenditore politico (molto meno probabilmente un’imprenditrice) potrà/potrebbe connotare la propria azione di accenti populistici, di destra o di sinistra, anti-sistemici ovvero essere la punta avanzata di oscure trame politiche-massoniche.
Come se ne esce (dignitosamente)? Le forze sane della politica calabrese, come chiesto (in ritardo) da Epifani, in gita in Calabria, debbono mettere in campo vere azioni riformatrici, con cui eliminare privilegi, promuovere la meritocrazia e l’interesse collettivo. Tutte cose assenti nelle discussioni “politiche” intavolate dai nostri (troppi) eletti in consiglio regionale.

Scritto Da - Fernanda il 04 Settembre 2007alle ore 12:25:53 Obiettivonocera.it

Gigliotti: L'Unione è fallia

 NOCERA TERINESE - «E' assolutamente ipocrita continuare a parlare di Unione, un progetto che a Nocera è fallito, così come è fallito il tentativo di impedire che il futuro continui ad essere pesantmente condizionato dalle antiche divisioni di casa Ds»: un'amara e mordace constatazione di Fernanda Gigliotti, portavoce del Circolo della Margherita DL, che arroventa maggiormente il clima già incandescente e confuso sulle prossime amministrative.
«Come in un incubo, da che dovevamo mangiarci il mondo in un sol boccone, siamo stati tutti risucchiati nel clima asfissiante del 2001 animato da sospetti e congiure- afferma Fernanda Gigliotti- investiti da invettive e insulti, di cui certa sinistra sembra non riuscire più a fare a meno».
E dichiara che la Margherita vuole rimanere «fuori da questo tribalismo politico, e ci rammarichiamo soltanto di avere inutilmente faticato, per cinque lunghi anni, ad un progetto unitario che si è rivelato impraticabile per l'irresponsabilità e l'immaturità politica di certa classe dirigente, incapace di dialogo paritario e di mediazione politica, ma solo di aggressione e calunnia continuata ai danni dei non allineati alle decisioni del Pds prima e dei Ds dopo. Non sarà per questo motivo che in casa Ds, dal 1994 ad oggi, non si registrano nuove adesioni ma solo eccellenti e abbondanti abbandoni?».
La portavoce della Margherita, con delusione e rammarico, ricorda che inizialmente si era riusciti a ridare agli elettori «la sensazione che qualcosa di nuovo sarebbe accaduto, che fossero rientrati i motivi del dissenso e che le ragioni dell'unità fossero più forti di quelle della divisione. Le battaglie politiche condivise dai consiglieri del centrosinistra, che ci hanno impegnato per ben cinque anni, avevano rinfrancato e ridato a tutti noi la speranza di una nuova unità, liberata dai pregiudizi e dalle divisioni personali. Ci riferiamo alle battaglie per la difesa della cooperativa la Proletaria, sulle irregolarità di bilancio, sull'inagibilità democratica del Consiglio comunale, sull'arroganza della politica del dispetto e del bieco clientelismo della giunta Ferlaino, sulla dolosa mancanza di una programmazione seria volta alla difesa del territorio da spinte speculative e da saccheggi urbanistici».
Una presa di posizione in cui è altresì sottolineato che la Margherita aveva anche offerto alla coalizione la ricandidatura a sindaco dell'uscente Fernanda Gigliotti, ma a questa gli altri partiti dell'Unione hanno preferito l'apertura alla società civile perché, a loro giudizio, più unificante.
«Con spirito costruttivo, abbiamo preso atto della volontà della maggioranza - sostiene la Gigliotti- ed accettato e sostenuto le candidature proposte dalle forze politiche, auspicando solamente che il candidato della società civile fosse appoggiato da tutta la classe dirigente dei partiti del centrosinistra e che le eventuali candidature politiche fossero, prioritariamente, espressione dei partiti che avevano costituito l'Unione.
In questi mesi di lunghe ed estenuanti trattative ci siamo trovati spesso di fronte a insidie, ci siamo posti delle domande e ci siamo sforzati di dare delle risposte, a volte anche scomode e mai autoassolutorie, cercando di dare il giusto rilievo allo sforzo che ognuno di noi ha compiuto nell'interesse comune del centrosinistra».
Secondo la portavoce della Margherita, i Ds, «dopo avere sbarrato la strada alla candidatura avanzata dalla Margherita e denigrato ingiustamente e strumentalmente il lavoro svolto dai consiglieri comunali del centrosinistra, prima si è assunto la responsabilità di indicare, e poi di bruciare, i nomi di ben quattro candidati consenzienti e anche di alcuni assolutamente ignari, poi si è divertito a bocciare la candidatura a sindaco avanzata dal Prc e, ieri per concludere quella avanzata dalla Lista Vinci.
E', quindi, sotto gli occhi di tutti che a distanza di quattordici mesi da quel gennaio 2006 in cui fu costituito il tavolo unitario, quel credito politico faticosamente riconquistato è stato invece dissipato».
  
                                                    

Giunta Comunale

FERLAINO Luigi

Sindaco

LISTA CIVICA

Cognome e nome

Carica

Partito/Lista

BARLETTA Rolando

Vicesindaco

Unione Democratici Cristiani

ARAGONA Rosario

Assessore  

Forza Italia

MACCHIONE Vincenzo

Assessore  Assessore anziano

Forza Italia

Rocca Gaspere

Assessore  

Alleanza Nazionale

RUSSO Saverio

Assessore  

Forza Italia

VOCATURO Michele

Assessore  

Unione Democratici Cristiani


 Consiglio comunale

Cognome e nome

Gruppo/Lista

BELVEDERE Giovanni

Unione Democratici Cristiani

Grandinetti Antonio

Democratici di Sinistra

MANFREDI Giuseppe

Unione Democratici Cristiani

Motta Filippo

Democratici di Sinistra

Motta Eugenio

Nuovo PSI

Motta Armando

Democratici di Sinistra

Motta Pasquale

Democratici di Sinistra

Pandolfo Franco

Indipendente

Pontieri Franco

Indipendente

Sauro Rosario

Democratici di Sinistra

«Pagare giuste tasse è un dovere di tutti, anche della Chiesa, che ha accumulato privilegi»

Da sempre parlano bene e razzolano male.

Parlano proprio loro che di tasse non pagano nulla. Almeno stiano zitti !  

La Chiesa deve dare l’esempio della pratica dell’amore” perché è anche quello che lei ha deciso nel Concilio Vaticano II e deve chiedere perdono non solo per i crimini commessi nel passato ma anche di quelli presenti.

«Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio»

Bertone: «Tutti devono pagare le tasse»

Il segretario di Stato vaticano: «È un nostro dovere che va osservato secondo leggi giuste

  ROMA - «Tutti devono pagare le tasse» perché «è un nostro dovere» e questo deve essere fatto «secondo leggi giuste». Il politico cristiano deve essere attento «nel destinare i proventi delle tasse a opere giuste e all’aiuto dei più poveri». Ne è convinto il segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone, che interviene sul tema dello sciopero fiscale annunciato dalla Lega Nord al termine della celebrazione eucaristica che dà il via alla 28.ma edizione del Meeting di Comunione e liberazione.

«A CESARE QUEL CHE È DI CESARE» - Ai cronisti che gli chiedevano un commento sulla proposta del leader della Lega Nord, Umberto Bossi, Bertone risponde: «Noi siamo con il Vangelo che dice: 'Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio' e con San Paolo che invita a pagare le tasse». Naturalmente, continua il presule, «come è stato già detto da esponenti di Chiesa e da me stesso, tutti dobbiamo fare il nostro dovere anche nel pagare le tasse secondo leggi giuste e nel destinare i proventi delle tasse a opere giuste e all’aiuto dei più poveri e più deboli». Il segretario di Stato si rivolge poi ai cristiani impegnati in politica e cita il salmo 71 che «dovrebbe essere il programma del politico cristiano: rendere giustizia ai poveri e salvare la vita ai miseri. Il politico - continua Bertone - deve avere attenzione ai più deboli e ai poveri e far sì che non ci siano ingiustizie nella distribuzione delle risorse dello Stato».
20 agosto 2007

N.B.  Da tale obbligo non ha escluso la Chiesa calabrese quindi Nocera Terinese.

“NESSUNO HA IL DIRITTO DI DOMINARE MA SOLO DI SERVIRE”… DIO A FATIMA HA DETTO CHE SE NON CAMBIANO LINGUAGGIO E SE NON DIVENTANO SERVITORI LI SPAZZERA’ VIA DALLA FACCIA DELLA TERRA…”

Lamezia  Terme 23.06.07

Al PM De Magistris

Procura della Repubblica

88100   Catanzaro

Oggetto: invito a correggere sulla Massoneria

Egregio Procuratore,

sono un simpatizzante massone, amico da oltre venti anni di veri Massoni, uomini d’onore e di cultura, portatori di gioia ed amore. Seguo dal Quotidiano di Calabria la sua inchiesta, buon lavoro. Con la presente voglio brevemente spiegare cos’è la Massoneria , così lei potrà correggersi. La Massoneria è un ordine iniziatico.  Il profano che chiede di entrare si impegna a frequentare regolarmente i lavori di Loggia.  La loggia lavora due-tre volte al mese nel tempio. Il massone, se impossibilitato a partecipare ai lavori, ha l’obbligo di giustificarsi. L’assenza ingiustificata determina automaticamente l’espulsione. E’ facoltà del Massone mettersi in “sonno” (cioè non frequentare più), è sufficiente una comunicazione alla Loggia. Nessun patto di sangue tipo mafia!! Ora, tutti gli indagati della sua indagine risiedono in Calabria. Vanno forse a San Marino a lavorare due-tre volte al mese? Lei sta indagando su un comitato d’affari, che c’entra la Massoneria ? La  disinformazione produce poi norme liberticide, e la Corte di Giustizia europea condanna l’Italia. Lei ricorda come andò a finire l’inchiesta Cordova? Ricorda che il GIP Iannini scrisse che l’indagine aveva raccolto notizie sulla Massoneria, non notizie di reato? Dodici anni di indagini, miliardi di vecchie lire spese ai danni del contribuente. Ecco un recente esempio delle persecuzione contro i massoni, tratto da http://www.cortedicassazione.it/Notizie/GiurisprudenzaComunitaria/CorteEuropea/

GRANDE ORIENTE D'ITALIA DI PALAZZO GIUSTINIANI C. ITALIA) Come già in passato era avvenuto per una legge della Regione Marche, l’associazione italiana di obbedienza massonica, Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani, ha presentato ricorso per violazione degli artt. 11 e 14 della Cedu in relazione alla prescrizione contenuta nella legge regionale del Friuli Venezia Giulia (n. 1. del 15 febbraio 2000), che impone ai candidati alle nomine di competenza regionale di dichiarare “la loro eventuale appartenenza a società massoniche o comunque a carattere segreto”. La Corte ha accolto il ricorso ritenendo ingiustificata tale limitazione. Se c’è qualche massone coinvolto nell’indagine, il Gran Maestro Raffi, sa espellere l’iniziato che non si comporti da galantuomo; altrimenti, la invito a rettificare, non usi il termine Massoneria e Loggia, che sono cose serie, e che nulla hanno a che vedere con i comitati d’affari.

Distinti saluti

un simpatizzante massone Egidio Baratta

Cosa è questa  Massoneria

Le religioni si occupano delle relazioni che debbono avere gli uomini con Dio per raggiungere la felicità eterna dopo la morte. La Massoneria, invece, ricerca i mezzi che possono permettere ad ogni essere umano di conseguire il maggior benessere morale e materiale durante la vita terrena. Essa crede in un principio unico ed immanente, al quale tutto si deve e nel quale tutto si trova, non secondo un ordine teologico, dogmatico, cioè con fini prestabiliti, ma per evoluzione dello stesso principio, si chiami esso materia, forza, spirito, idea, Dio secondo le diverse tendenze ed opinioni. Per la Massoneria questo principio universale significa evoluzione, progresso continuo e inarrestabile, legge di luce e di verità, di amore; e in omaggio alla libertà di pensiero e di coscienza si compendia e si completa nella formula convenzionale di Agdgadu: alla gloria del Grande architetto dell’Universo. È il principio che illumina tutti gli intelletti virtuosi che lottano per la emancipazione e per la giustizia, fra le tenebre della schiavitù e della superstizione ed unisce tutti gli uomini che vogliono governare il mondo per iniziarlo all’esatta comprensione della vita. La Massoneria non ha mai detto agli uomini: la libertà che insegno è vuota di divinità. Ha detto: abbiate un Dio, ma che sia Dio di libertà, che sia l’alito animatore dei grandi impulsi e delle sublimi ascensioni. Abbiate una fede divina che respinga ed abbatta la grande menzogna della deità dogmatica e sacerdotale, un senso del divino che allarghi l’orizzonte agli uomini, che accenda gli occhi dei popoli col raggio che accese gli occhi dei nostri Grandi fratelli, di Voltaire, Kipling, Goethe, Victor Hugo e quel grande magnifico fratello che fu Giuseppe Garibaldi. La Massoneria ha compreso, prima di ogni altro nucleo di coscienze moderne, che le società tendono verso ideali sempre più alti di perfezione, di fratellanza e di libertà. Per questo, la Massoneria ha levato alto il vessillo dell’universale diritto al libero pensiero; per questo ha chiamato e chiama a raccolta tutti gli uomini liberamente credenti in un avvenire di elevazione; per questo essa accoglie uomini di ogni fede, basta che in essi non alberghi lo spirito autoritario e d’invadenza delle loro opinioni sulle moltitudini, solo che essi sappiano e mostrino di saper trarre, dalla loro concezione del mondo, l’anelito al divenire progressivo della società umana. Il simbolo che sigilla ogni opera, ogni attività e ogni manifestazione massonica è quello del Grande architetto dell’Universo, e alla gloria del Grande architetto dell’Universo la Massoneria si muove ed opera. Il Grande architetto dell’Universo è il nostro primo simbolo; non è il Dio dei cattolici, non è la divinità pagana orientale, quello del cui nome e della cui gloria s’incorona la Massoneria. È il riconoscimento largo, libero, universale della grandiosa architettura del mondo, la cui divina bellezza e la cui inesplicabile misteriosità restano egualmente, tanto che la pensi creata il deista, come la vede formatasi e sviluppatasi il monista evoluzionista. A me pare quindi che non vi sia altra dottrina che meglio della Massoneria convinca, persuada, insegni e aiuti a evadere dalla triste prigione dei dogmatismi religiosi, a liberare lo spirito oppresso dai suoi pretenziosi custodi e a farlo balzare alto nella luce della ragione e della libertà. L’intento della Massoneria è l’affratellamento di tutti i popoli della terra. È quindi evidente che la dottrina massonica sovrasta tutte le altre dottrine. Le supera nella sua concezione filosofica di considerare come una tappa provvisoria il raggiungimento di qualsiasi verità contingente ed interiore e perciò di non accettarla mai come verità assoluta; le supera nel suo modo di intendere la libertà, l’eguaglianza e la giustizia; le supera per l’universalità assoluta del concetto di fratellanza, accogliendo nel suo seno, senza discriminazione alcuna, tutta l’umanità che si propone di vivere in libertà, di ricercare la verità, di praticare la giustizia e di aspirare all’uguaglianza e di realizzare la fratellanza universale. È un fatto che attorno alla Massoneria sono sempre circolate, e circolano tuttora, una infinità di false notizie. È ancora possibile trovare persone che credono che per essere iniziato, nelle prove da superare, il candidato sia costretto a pugnalare un’ostia per attestare il disprezzo contro la religione cattolica. E bisogna anche sfatare la leggenda di una Massoneria dipinta come un centro di atei, di bestemmiatori e di senza Dio, a null’altro intenti che a distruggere il sentimento religioso e la legge morale. Ernesto Nathan, Gran maestro della Massoneria, nell’aprile del 1891, parlando di ciò diceva testualmente: “Non solo la Massoneria, accogliendo uomini di tutte le fedi, professa il massimo rispetto per il sentimento religioso individuale, ma va oltre. Entrando in una Loggia si vede sovraneggiare una scritta: Agdgadu, non lotta quindi alle religioni, ma indipendenza del nostro perfezionamento interiore dall’osservanza dell’una o di un’altra forma religiosa”. La libertà massonica non ignora che la libertà di ciascuno trova un limite nella libertà degli altri e se queste due libertà sono in contrasto, l’interesse del singolo deve cedere all’interesse della collettività. Essa considera suo dovere lottare contro ogni atto che attenti alla libertà. Il massone Arrigo Rizzini, nel lontano 1906, riaffermò alcuni concetti fondamentali dell’azione della Massoneria:

1) che il fine dell’azione massonica e l’elevamento dell’umanità, col progredire della società nel cammino radioso verso il progresso;

2) che il mezzo dell’azione massonica è il concorde sforzo di tutti gli uomini di libera fede nella lotta contro ogni forza, anche larvata, di reazione e di costrizione;

3) che i limiti dell’azione massonica non sono aprioristicamente definibili, ma contingenti ai particolari momenti storici, così che non possono mai costituire una qualsiasi pregiudiziale. Nonostante questi nostri principi, universalmente conosciuti, non è raro leggere attacchi denigratori alla nostra Istituzione; a questi articolisti desidero dedicare una frase di un grande Massone, nato nella nostra Savona, Pietro Sbarbaro: “I Lessing, i Krause, i Proudhon, quando vollero criticare la Massoneria, incominciarono dallo studiarne profondamente le istoriche vicende e gli ordini attuali, onde le loro critiche riuscirono quanto gravi, quanto rispettose. I quadrupedi invece, o scimmie loquaci, tirano calci e sputano sul viso ad una grande Istituzione, della quale fecero e fanno parte i più virtuosi e gloriosi uomini della terra, senza averne mai letto altro attorno ad essa che le solite invereconde volgarità della stampa clericale”.

Come iniziato e come studioso della Massoneria, della quale mi occupo da oltre 62 anni, desidero concludere che la Massoneria non ha un solo padrone, come ripetutamente scrivono i nostri avversari, ma ne ha tre: libertà, fraternità e eguaglianza. E forse ne ha anche un quarto, la tolleranza, che in questo mondo sempre più intollerante può essere anche anacronistico, ma è la base non solo della Massoneria, ma di tutto il libero pensiero.

  Aldo Chiarle Gran maestro onorario del Grande Oriente d’Italia

  

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