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La Cooperativa "la Proletaria" dovrà rilasciare i terreni alla proprietaria avv. Alessandra Giuliani e/o BOT.

Scompare l’ultimo emblema delle lotte contadine

Con la condanna della cooperativa ‘La proletaria’ di Nocera scompare l’ultimo emblema delle lotte contadine del secondo dopoguerra.

di Vincenzo Villella

Il 21 aprile 1944, in seguito alla svolta di Salerno promossa da Togliatti, Badoglio poteva formare un nuovo governo di coalizione in cui entravano tutti i partiti del C.L.N. compresi i comunisti che vedevano assegnata la vi­cepresidenza del Consiglio proprio a Togliatti. Ministro dell’agricoltura e foreste fu scelto Fausto Gullo, comunista e calabrese, che, per venire incontro ai problemi dell’agricoltura nazionale e dei contadini meridionali, emanò i famosi decreti-legge noti come i “de­creti Gullo.”

Il decreto Gullo più importante fu il quarto, ossia quello sulle “terre incolte” (n. 279 del 19 ottobre 1944) che concedeva in coltura alle “associa­zioni di contadini regolarmente costituite in cooperative o in altri enti” i ter­reni di proprietà privata o di enti pubblici che risultavano “non coltivati” oppure “insufficientemente coltivati”.

Questo decreto legittimava istituzionalmente le occupazioni spontanee dei contadini e promuoveva l’organizzazione del movimento con la costitu­zione di cooperative accanto alle quali si formarono le basi organizzative del movimento stesso. La Federterra , infatti, “mandò incaricati in tutti i paesi della provincia per spiegare la procedura e per sollecitare la costituzio­ne delle leghe e delle cooperative e per raccogliere le relative domande, onde è certo che non sia rimasto paese, lega o cooperativa che non abbia presen­tato domanda per l’assegnazione di terre”.

Le cooperative “rosse” sorsero a centinaia in Calabria. Contempora­neamente, per iniziativa del clero e della DC, che erano legati agli interessi dei proprietari terrieri usurpatori, sorsero anche molte cooperative “bian­che” il cui vero scopo era quello di ottenere terre che poi di fatto restavano agli agrari.

Tra le cooperative agricole del nicastrese, fondate per iniziativa delle Camere del Lavoro, assunsero un ruolo trainante la Produzione e lavoro di Nicastro, La scintilla di Maida e La proletaria di Nocera Terinese.

Esse, contrariamente a quanto accadde alla maggior parte delle cooperative nate e morte subito dopo aver ottenuto la terra e averla divisa ai soci, si imposero per la forza di aggregazione che riuscirono a suscitare, almeno fino a quando non si esaurì la lotta per la terra.

La proletaria di Nocera Terinese, cooperativa di produzione e consumo a responsabilità limitata, fu costituita il 26 novembre 1944 con atto del no­taio Felice Ventura di Nocera Terinese.

Fondatori furono 18 soci appartenenti a tutte le categorie sociali a di­mostrazione del legame di intenti creatosi tra la popolazione verso la eman­cipazione sociale.

Gli scopi della cooperativa, fissati nello statuto in aderenza alle leggi sulle cooperative agricole aventi scopo mutualistico, erano: a) l’assistenza in tutti i campi degli associati; b) lo sfruttamento dei terreni incolti o mal coltivati; c) agevolare ai soci le condizioni di acquisto delle merci (principal­mente alimentari e di tutte quelle necessarie ai bisogni individuali e dell’a­gricoltura) mediante l’istituzione di magazzini, depositi e spacci, dai quali esulasse ogni intenzione di lucro; d) ottenere per i soci, ed eventualmente per la generalità, la concessione per la distribuzione di generi razionati.

Il capitale della società era formato da un numero illimitato di azioni del valore nominale di 100 lire ciascuna. Quello iniziale sottoscritto dai soci era di 80 azioni versate su libretto delle Casse Postali di Risparmio. Per statuto ogni socio non poteva avere più di venti azioni. Potevano diventare soci tutti coloro che ne facessero domanda, previa deli­bera del Consiglio di amministrazione sulla validità dei requisiti morali e giuridici. Il primo presidente della cooperativa fu il contadino Francesco Macchione.

La vastità del movimento contadino di occupazione delle terre, che iniziò, tra l’entusiasmo generale, il 17 set­tembre 1946 e che coinvolse ben “92 centri abitati fra paesi e frazioni”, venne accolta con simpatia dalle popolazioni e si instaurò un rapporto di forza sul piano sociale a favore dei lavoratori e delle occupazioni.

Le terre occupate raggiunsero in quei giorni nella regione la massima estensione: dai 40 ai 50mila ettari.

A Nocera Terinese (dove al referendum del 2 giugno ’46 vinse la repubblica) oggetto di occupazione furono soprattutto le terre  della marchesa De Luca di Lizzano. Intervennero presto i carabinieri, chiamati dalla proprietaria, ma riuscirono a convincere solo una parte dei contadini a lasciare le terre occupate. Tutti gli altri non si la­sciarono intimorire e restarono sul posto, sostenendo di aver agito in seguito a precise disposizioni avute dai responsabili provinciali della Federterra e dai dirigenti locali della Camera del Lavoro.

Quando nel mese di ottobre 1946 la Commissione circondariale di Nicastro per la concessione delle terre incolte alle cooperative emise i suoi verdetti, alla ‘Proletaria’ di Nocera furono concesse 100 tomolate alla foce del fiume Savuto (le cosiddette “Macchie De Luca”) definite “di scarsa fertilità” e, quindi, “nella quasi totalità adibite a pascolo”.

Senza ricordare quanto accadde negli anni immediatamente successivi sul piano legale e la lunga serie di vertenze tra la proprietaria dei terreni e la cooperativa, quel che colpisce dal punto di vista storico è la recente sentenza n. 6891/2008 della Cassazione che, dopo circa 20 anni, pone fine al contenzioso giudiziario imponendo di fatto alla cooperativa di rilasciare i terreni entro il 10 novembre 2008 (in concomitanza con la fine dell’annata agraria).

Con il rilascio dei terreni della marchesa De Luca e alla società BOT si chiude per sempre quella fase storica che aveva simboleggiato le lotte per la terra e il lavoro in Calabria nel secondo dopoguerra con il noto eccidio di Melissa nel crotonese e lo scontro armato di Coronella nel nicastrese. 

Sotto c'è copia del versamento del fitto per 64 ettari uguale a quanto ha offerto il Comune per avere un solo ettaro ! Non per polemica ma per fare capire a chi era al timone della Cooperativa ..................

 

 

 All'interno di questa pagina troverete diversi documenti storici. Come l’atto del notaio Tiriolo del  30.04.1898.   

 

La vicenda Cooperativa viene utilizzata ancora per fare politica dal centro destra mentre in passato è sempre stata utilizzata dal centro sinistra .

Il  Consiglio direttivo della cooperativa e il suo stesso Presidente (Egidio Cario), fanno parte  del Consiglio direttivo dei DS come mai questo disimpegno verso i problemi della Cooperativa dal centro-sinistra?

“La speranza è l’ultima a morire.” in quanto la speranza è l'ultima risorsa disponibile all'Uomo perché la verità sull’intera vicenda , al di là di ogni valutazione  politica è che si attende la sentenza della Cassazione mentre pende ancora al Tribunale di Lamezia Terme la causa n. 766/02 tra la Proletaria c/Bank of Tourist welcome Calabria srl avente per oggetto la prelazione. Tutti sanno che non è una compravendita ma è una costituzione di una società di cui è socio maggioritario la stessa  de Luca Simonetta.

Le bufale e le bugie messe in giro col  tempo saranno riconosciute anche da chi oggi fa finta di credere nell’ottenimento di  una possibile sentenza di prelazione, quando l’intimato al rilascio, nei modi e termini di legge, non ha diritto ad  alcuna prelazione. E’ tanto chiaro che la  Cooperativa detiene il fondo  non già per rapporti di fitto ma per una illecita occupazione per come dichiarato dalla sentenza del Tribunale e dalla Corte di appello di Catanzaro.  

Se ancora non avete dovuto rilasciare il terreno della Cooperativa nelle Macchie è grazie all’intervento che fece il Sindaco Ferlaino perché per il vostro Presidente avete rischiato di essere condannati al rilascio per morosità. Sopra c’è la prova di quanto  il Presidente  ha  pagato, quando  e per quali anni . Il Tribunale di Lamezia Terme oggi 18.01.07 ha emesso la sentenza n. 18 / 07 con rigetto della domanda avanzata dalla proprietaria De Luca  compensando tra le parti le spese del giudizio. Ora ,  il rilascio, è rimandato alla sentenza della Cassazione numero registro generale 014087/2005. (Mediamente entro i tre anni la Suprema Corte di Cassazione tratta i procedimenti ....... quindi si dovrà attendere il 2008).

Tratto dal Forum "Obiettivonocera"

Caro lettore.

La grande fabbrica della menzogna : Le Macchie.
Considerato che ha inserito delle sue discussioni:” Quale agricoltura? “ Mi permetto di rispondere, adesso è il periodo che va di moda il  “  biologico ”.
Il vero problema è che a Nocera, per esperienza personale, non si trovano  ” contadini “.
Esistono due aziende agricole storiche che hanno alle loro dipendenze tutti i contadini della zona. Le suddette aziende menzionate hanno attrezzi meccanici d’ avanguardia facendo fatica a svolgere il loro lavoro perché in agricoltura l’ uomo non può essere sostituito in tutto dalle macchine.
L’attuale Sindaco, animato da buona volontà, si è intromesso, sine titulo, a voler trattare un problema che esula dalle sue funzioni. Mi spiego meglio, Lui, non essendo il Presidente della Cooperativa La Proletaria , non avendo alcuna delega e/o procura a transigere cosa può fare? Nulla per La Proletaria ?
Invece, se volesse attivarsi in proprio, potrebbe costituire una azienda agricola funzionale come quelle già esistenti. Il cooperativismo non è quello dell’ arraffa arraffa ! Sin d’ ora do la mia collaborazione fattiva per la riuscita di detta nuova azienda agricola se è questo ciò che desidera il Sindaco.
Trovate prima i contadini e poi tutto è possibile. !
I soldi si possono reperire ma i contadini no, a  Nocera sono in molti bidelli, professionisti, luminari figli di contadini ma non ci sono contadini.!
Se non volete udire non date poi la colpa a nessuno ma recitate il “ mea culpa ”. The Kids  

Carissimi soci della  Cooperativa,
Dopo tanto debbo ammettere che il Presidente , quale buon padre di famiglia, di invita a stare tranquilli. Ha detto la verità. Ero presente in udienza ed ho sentito il vostro Legale chiedere la sospensiva del processo. I Giudici giustamente hanno rigettato tale richiesta perchè ininfluente. Vi rendete conto che non state acquistando un terreno.? A che serve preoccuparsi se c'è o non c'è una ipoteca.? Ciò serve solo a sviare la vostra attenzione. State tranquilli non essendo interessati a togliere soldi perchè a Voi il terreno nessuno vuole venderlo con o senza ipoteca. Invece Se c'è qualche socio che vuole lavorare sappiate che c'è lavoro per Lui e i suoi figli in una moderna azienda agricola che sarà il fiore all'occhiello della Calabria che cambia.
Hanno sempre fatto illazioni mentre nessuno ha mai pensato alle cipolle di  Nocera che saranno più dolce di quelle di Tropea. Non avendo potuto fare concorrenza a Tropea con l'Acquapark la faremo con le cipolle.
Con la massima umiltà voglio ricordare al Presidente che chi ha più lavorato la terra più ha ricevuto. La Marchesa ha solo pagato le tasse che gravitano sulla proprietà. Spiegate loro i motivi di tale vostra richiesta ; avete ottimi Legali che sanno ciò. Per quali opere autorizzate.? Per quali uliveti od altro sempre autorizzati.?
Siamo sinceri con i soci rispettiamoli dicendo loro la verità a Voi ben nota.
Perchè tu quoque omnia vincit amor.
fto The Kids  

Appello rivolto ai Soci della Cooperativa La Proletaria,
Vi prego non accusate nessuno per non avervi avvisato di nulla perchè mentre l'altra Cooperativa La Popolare cioè la Pantanusa ha fornito un elenco dei Soci , il vostro Presidente non ha mai fornito ad alcuno detto elenco. Non si dica che spettano miglioramenti quando nessuno ha mai presentato una domanda con una perizia di parte  CTP con una quantificazione di tale indennizzo. L'altra Cooperativa ha presentato una perizia con la quale si chiedeva una somma per i miglioramenti specificandoli. Voi sig. Presidente quali miglioramenti volevate e per quale somma.? Giusta è stata la sentenza perchè è vostro diritto appellarvi un solo adesso ma anche dopo alla Cassazione col solo fine di aggravare la somma che ogni Socio dovrà poi pagare: le cause hanno un costo.
Fto The Kids

Appello ai Soci della Cooperativa La Proletaria,
Ancora si parla di vendita giudiziaria dei terreni della Signora De Luca Simonetta. Andate a vedere al TRIBUNALE DI LAMEZIA TERME al terzo piano Ufficio Vendite Immobiliari Vi diranno che non esiste nessuna vendita pertanto state attenti a versare soldi per tale motivo. Penso che il Presidente Egidio dr Cario dovrebbe dire la verità senza accusare nessuno ed essere onesto con i propri Soci.
E' onesto un appello alla sentenza. Sarà il Giudice della Corte d'Appello a decidere ma offendere degli onesti contadini è grave.
fto The Kids  

Caro The Kids

Sono trascorsi quasi sessantanni da quando furono occupati con violenza i latifondi della marchesa de Luca con  i moti delle terre incolte perché allora erano i proprietari terrieri a tenerle margie mentre la popolazione moriva di fame.

Oggi la verità storica è all’opposto. I figli di quei contadini sono laureati, molti di quei contadini sono deceduti lasciando parte delle Macchie incolte. Dopo l’ inizio della procedura di rilascio, i vari compagni Sindaci e consiglieri diessini cosa fecero per fare acquistare i terreni ai Soci.?  Nulla !. Alcuni consiglieri quando debbono acquistare  per loro conto conoscono l’indirizzo della  Marchesa de Luca di Roma e quello di Cosenza sapendo come fare per concludere l’affare. Mentre per proteggere i soci, onesti contadini, della cooperativa  la Proletaria non conoscono come fare e come dire per fare recapitare i soldi del fitto alla proprietaria facendo vedere ai Soci  copie di raccomandate ritornate indietro. Questa è solo sporca e falsa politica.

Hanno loro precluso ogni possibilità di acquisto perché a loro richiesta, l’ attuale Amministrazione e prima col P.R.G ,  hanno messo il vincolo di non poter frazionare detti terreni perché ognuno possa acquistare la loro quota. Vogliono imporre il loro prezzo, non pagando il fitto, addossando ogni responsabilità all’ attuale Presidente Egidio Cario che poi non è stato il solo a decidere. La cooperativa La Proletaria aveva ed ha un Consiglio di Amministrazione formato da parte di attuali consiglieri comunali. Una volta la cooperativa la Proletaria    era il trampolino di lancio per essere eletti Sindaco. Oggi tutti gli attuali consiglieri comunali vogliono fare credere ai Soci che li vogliono difendere,  questi stessi consiglieri  sobillano la povera gente, che povera non è , Infatti , grazie al lavoro di dette terre, tutti i soci sono proprietari di altri loro terreni. L’ occasione opportuna per ristabilire un dialogo non è il giorno 02.02.05 per presentarsi ad un Consiglio comunale con una lettera nella quale si chiede un rinnovo di fitto chiesto volendo  una risposta immediata.

A coloro i quali  cui spettava il compito di salvaguardare le terre ai contadini, non vollero assumersi questo dovere perché per loro l’io viene prima dell’altro. Tutti hanno una penna del Pavone…..! Si verifica così, che, apparentemente tutti vogliono difendere ma hanno avuto dieci anni senza far nulla pensando solo a comprare ed arraffare per loro conto. Oggi vogliono accusare questa Amministrazione di non aver fatto nulla mentre i veri colpevoli sono alcuni Consiglieri che hanno acquistato in proprio e volevano acquistare anche le Macchie  non per i Soci ma per la cooperativa La Proletaria s.r.l. Forse volevano fare come hanno fatto con la modifica dello statuto.! Ora non è più la cooperativa Agricola La Proletaria leggete gli atti è semplicemente  la cooperativa La Proletaria s.r.l. Nello stesso modo avrebbero proseguito. Invece l’altra cooperativa ha acquistato singolarmente nessuno gli ha mai vietato di continuare ad essere cooperativa ma loro vogliono il dono dalla befana ma la marchesa de Luca  non è la Befana che porta i ‘’ doni ’’. Quello che dico è suffragato da documenti non da parole a Voi tutti noti. Svegliatevi capite che sono con Voi non contro di Voi perché non ho mai fatto politica dicendovi l’ unica verità anche se non piace. Gli altri Soci della cooperativa La Popolare o Pantanusa  hanno felicemente acquistato perché hanno creduto in San Giovanni.  Oggi sono tutti contenti meno quei pochi che non hanno creduto.! Non hanno acquistato però ancora hanno il possesso dei terreni perché più intelligenti di quei Soci che hanno pagato il prezzo concordato senza occupazioni con in testa il Sindaco.!

Oltre allo scrivente, un Consigliere vi ha detto la verità non l’avete creduta.! Ora non posso illudermi di essere creduto ma il tempo sarà certamente quello che mi darà ragione anche se forestiero ho sempre interessi in Nocera  sposato felicemente con la formichina di Nocera.

   

Nel 1953 la Cooperativa La Proletaria, presidente sig. Giovanni Vaccaro ebbe una ingiunzione emessa dal Tribunale di Nicastro che fu appellata con la presente:                                 

     

 

 

 

 Con questo atto notarile la de Luca acquistò i terreni delle Macchie dalla ferrovia al  demanio marittimo. Detti terreni venivano chiamati Pietra della nave. Esiste allegata una planimetria con tutte le misure dalle rotaie fino al demanio.

 

 L'iscrizione del primo statuto della Cooperativa agricola di Produzione e consumo che poi fu trasformato con altro del 1997......per notaio Longo.

 

 Questa è la richiesta che poi non fu accolta ma fu concesso in fitto fino al 1965 secondo la delimitazione attuale cioè il terreno dove adesso c'è il lungomare .

 

Fonte : www.Obiettivonocera.it  inserito il 07.10.2005

A Voi salute,
Fernanda, in diverse occasioni ha voluto, con l’esempio , insegnare la cosa più importante per un uomo: Cosa è la libertà ?
Cosa si intende con questo nome ?
A ciascuno il suo tipo di libertà: di essere o non essere, di volere o non volere, di amare o di odiare, di essere rosso o bianco, pensando sempre che nel bianco c’è sempre un po di nero e nel nero c’è sempre un po di bianco.
Ricordo che disse con franchezza, con professionalità, con quella libertà di agire che ha nel suo dna, ma nessuno l’ha ascoltata, anzi, in molti, pensavano essere contro la Proletaria quando anch’essa proviene da ex soci della Cooperativa “ i terreni per fine locazione bisogna lasciarli alla proprietà “!
Ed ancora, ha cercato di insegnare la libertà di vivere la propria vita politica secondo la propria coscienza, come raggiungerla, come difenderla, e non sarò certo io ad aggiungere cose nuove ! Il nocerese va dietro a chi promette " pilu ppe tutti " e lavoro ppe nisciunu.sostenendo che i terreni degli altri sono nostri.
Egidio Baratta

L'unico socio che vive con i proventi del terreno della Cooperativa è Motta Enrico Giovanni. 

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