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Raccolta C o o p e r a t i v a
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Scompare l’ultimo emblema delle lotte contadine
Con la condanna della cooperativa ‘La proletaria’ di Nocera scompare l’ultimo emblema delle lotte contadine del secondo dopoguerra.
di Vincenzo Villella
Il 21 aprile
Il decreto Gullo più importante fu il quarto, ossia quello sulle “terre incolte” (n. 279 del 19 ottobre 1944) che concedeva in coltura alle “associazioni di contadini regolarmente costituite in cooperative o in altri enti” i terreni di proprietà privata o di enti pubblici che risultavano “non coltivati” oppure “insufficientemente coltivati”.
Questo decreto legittimava istituzionalmente le
occupazioni spontanee dei contadini e promuoveva l’organizzazione del
movimento con la costituzione di cooperative accanto alle quali si formarono
le basi organizzative del movimento stesso.
Le cooperative “rosse” sorsero a centinaia in Calabria. Contemporaneamente, per iniziativa del clero e della DC, che erano legati agli interessi dei proprietari terrieri usurpatori, sorsero anche molte cooperative “bianche” il cui vero scopo era quello di ottenere terre che poi di fatto restavano agli agrari.
Tra le cooperative agricole del nicastrese,
fondate per iniziativa delle Camere del Lavoro, assunsero un ruolo trainante
Esse, contrariamente a quanto accadde alla maggior parte delle cooperative nate e morte subito dopo aver ottenuto la terra e averla divisa ai soci, si imposero per la forza di aggregazione che riuscirono a suscitare, almeno fino a quando non si esaurì la lotta per la terra.
La proletaria di Nocera Terinese, cooperativa di produzione e consumo a responsabilità limitata, fu costituita il 26 novembre 1944 con atto del notaio Felice Ventura di Nocera Terinese.
Fondatori furono 18 soci appartenenti a tutte le categorie sociali a dimostrazione del legame di intenti creatosi tra la popolazione verso la emancipazione sociale.
Gli scopi della cooperativa, fissati nello statuto in aderenza alle leggi sulle cooperative agricole aventi scopo mutualistico, erano: a) l’assistenza in tutti i campi degli associati; b) lo sfruttamento dei terreni incolti o mal coltivati; c) agevolare ai soci le condizioni di acquisto delle merci (principalmente alimentari e di tutte quelle necessarie ai bisogni individuali e dell’agricoltura) mediante l’istituzione di magazzini, depositi e spacci, dai quali esulasse ogni intenzione di lucro; d) ottenere per i soci, ed eventualmente per la generalità, la concessione per la distribuzione di generi razionati.
Il capitale della società era formato da un numero illimitato di azioni del valore nominale di 100 lire ciascuna. Quello iniziale sottoscritto dai soci era di 80 azioni versate su libretto delle Casse Postali di Risparmio. Per statuto ogni socio non poteva avere più di venti azioni. Potevano diventare soci tutti coloro che ne facessero domanda, previa delibera del Consiglio di amministrazione sulla validità dei requisiti morali e giuridici. Il primo presidente della cooperativa fu il contadino Francesco Macchione.
La vastità del movimento contadino di occupazione delle terre, che iniziò, tra l’entusiasmo generale, il 17 settembre 1946 e che coinvolse ben “92 centri abitati fra paesi e frazioni”, venne accolta con simpatia dalle popolazioni e si instaurò un rapporto di forza sul piano sociale a favore dei lavoratori e delle occupazioni.
Le terre occupate raggiunsero in quei giorni nella regione la massima estensione: dai 40 ai 50mila ettari.
A Nocera Terinese (dove al referendum del 2 giugno ’46 vinse la repubblica) oggetto di occupazione furono soprattutto le terre della marchesa De Luca di Lizzano. Intervennero presto i carabinieri, chiamati dalla proprietaria, ma riuscirono a convincere solo una parte dei contadini a lasciare le terre occupate. Tutti gli altri non si lasciarono intimorire e restarono sul posto, sostenendo di aver agito in seguito a precise disposizioni avute dai responsabili provinciali della Federterra e dai dirigenti locali della Camera del Lavoro.
Quando nel mese di ottobre 1946 la Commissione circondariale di Nicastro per la concessione delle terre incolte alle cooperative emise i suoi verdetti, alla ‘Proletaria’ di Nocera furono concesse 100 tomolate alla foce del fiume Savuto (le cosiddette “Macchie De Luca”) definite “di scarsa fertilità” e, quindi, “nella quasi totalità adibite a pascolo”.
Senza ricordare quanto accadde negli anni immediatamente successivi sul piano legale e la lunga serie di vertenze tra la proprietaria dei terreni e la cooperativa, quel che colpisce dal punto di vista storico è la recente sentenza n. 6891/2008 della Cassazione che, dopo circa 20 anni, pone fine al contenzioso giudiziario imponendo di fatto alla cooperativa di rilasciare i terreni entro il 10 novembre 2008 (in concomitanza con la fine dell’annata agraria).
Con il rilascio dei terreni della marchesa De Luca e alla società BOT si chiude per sempre quella fase storica che aveva simboleggiato le lotte per la terra e il lavoro in Calabria nel secondo dopoguerra con il noto eccidio di Melissa nel crotonese e lo scontro armato di Coronella nel nicastrese.
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Sotto c'è copia del versamento del fitto per 64 ettari uguale a quanto ha offerto il Comune per avere un solo ettaro ! Non per polemica ma per fare capire a chi era al timone della Cooperativa ..................

All'interno di
questa pagina troverete diversi documenti storici. Come l’atto del notaio
Tiriolo del 30.04.1898.
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La vicenda Cooperativa viene utilizzata ancora per fare politica dal centro destra mentre in passato è sempre stata utilizzata dal centro sinistra .
Il Consiglio direttivo della cooperativa e il suo stesso Presidente (Egidio Cario), fanno parte del Consiglio direttivo dei DS come mai questo disimpegno verso i problemi della Cooperativa dal centro-sinistra?
“La speranza è l’ultima a morire.” in quanto la
speranza è l'ultima risorsa disponibile all'Uomo perché la verità
sull’intera vicenda , al di là di ogni valutazione
politica è che si attende la sentenza della Cassazione mentre pende
ancora al Tribunale di Lamezia Terme la causa n. 766/02 tra
Le bufale e le bugie messe in giro col
tempo saranno riconosciute anche da chi oggi fa finta di credere
nell’ottenimento di una possibile
sentenza di prelazione, quando l’intimato al rilascio, nei modi e termini di
legge, non ha diritto ad alcuna
prelazione. E’ tanto chiaro che
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Se ancora non avete dovuto rilasciare il terreno della Cooperativa nelle Macchie è grazie all’intervento che fece il Sindaco Ferlaino perché per il vostro Presidente avete rischiato di essere condannati al rilascio per morosità. Sopra c’è la prova di quanto il Presidente ha pagato, quando e per quali anni . Il Tribunale di Lamezia Terme oggi 18.01.07 ha emesso la sentenza n. 18 / 07 con rigetto della domanda avanzata dalla proprietaria De Luca compensando tra le parti le spese del giudizio. Ora , il rilascio, è rimandato alla sentenza della Cassazione numero registro generale 014087/2005. (Mediamente entro i tre anni la Suprema Corte di Cassazione tratta i procedimenti ....... quindi si dovrà attendere il 2008).
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Tratto dal Forum "Obiettivonocera"
Caro lettore.
La grande fabbrica
della menzogna : Le Macchie.
Considerato che ha inserito delle sue discussioni:” Quale agricoltura? “ Mi
permetto di rispondere, adesso è il periodo che va di moda il “ biologico
”.
Il vero problema è che a Nocera, per esperienza personale, non si trovano
”
contadini “.
Esistono due aziende agricole storiche che hanno alle loro dipendenze tutti i
contadini della zona. Le suddette aziende menzionate hanno attrezzi meccanici
d’ avanguardia facendo fatica a svolgere il loro lavoro perché in agricoltura
l’ uomo non può essere sostituito in tutto dalle macchine.
L’attuale Sindaco, animato da buona volontà, si è intromesso, sine titulo, a
voler trattare un problema che esula dalle sue funzioni. Mi spiego meglio, Lui,
non essendo il Presidente della Cooperativa
Invece, se volesse attivarsi in proprio, potrebbe costituire una azienda
agricola funzionale come quelle già esistenti. Il cooperativismo non è quello
dell’ arraffa arraffa ! Sin d’ ora do la mia collaborazione fattiva per la
riuscita di detta nuova azienda agricola se è questo ciò che desidera il
Sindaco.
Trovate prima i contadini e poi tutto è possibile. !
I soldi si possono reperire ma i contadini no, a Nocera sono in molti bidelli,
professionisti, luminari figli di contadini ma non ci sono contadini.!
Se non volete udire non date poi la colpa a nessuno ma recitate il “ mea culpa
”. The Kids
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Carissimi soci della Cooperativa,
Dopo tanto debbo ammettere che il Presidente , quale buon padre di famiglia, di
invita a stare tranquilli. Ha detto la verità. Ero presente in udienza ed ho
sentito il vostro Legale chiedere la sospensiva del processo. I Giudici
giustamente hanno rigettato tale richiesta perchè ininfluente. Vi rendete conto
che non state acquistando un terreno.? A che serve preoccuparsi se c'è o non c'è
una ipoteca.? Ciò serve solo a sviare la vostra attenzione. State tranquilli
non essendo interessati a togliere soldi perchè a Voi il terreno nessuno vuole
venderlo con o senza ipoteca. Invece Se c'è qualche socio che vuole lavorare
sappiate che c'è lavoro per Lui e i suoi figli in una moderna azienda agricola
che sarà il fiore all'occhiello della Calabria che cambia.
Hanno sempre fatto illazioni mentre nessuno ha mai pensato alle cipolle di
Nocera che saranno più dolce di quelle di Tropea. Non avendo potuto fare
concorrenza a Tropea con l'Acquapark la faremo con le cipolle.
Con la massima umiltà voglio ricordare al Presidente che chi ha più lavorato
la terra più ha ricevuto.
Siamo sinceri con i soci rispettiamoli dicendo loro la verità a Voi ben nota.
Perchè tu quoque omnia vincit amor.
fto The Kids
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Appello rivolto ai Soci della
Cooperativa La Proletaria,
Vi prego non accusate nessuno per non avervi avvisato di nulla perchè mentre
l'altra Cooperativa
Fto The Kids
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Appello ai Soci della
Cooperativa La Proletaria,
Ancora si parla di vendita giudiziaria dei terreni della Signora De Luca
Simonetta. Andate a vedere al TRIBUNALE DI LAMEZIA TERME al terzo piano Ufficio
Vendite Immobiliari Vi diranno che non esiste nessuna vendita pertanto state
attenti a versare soldi per tale motivo. Penso che il Presidente Egidio dr Cario
dovrebbe dire la verità senza accusare nessuno ed essere onesto con i propri
Soci.
E' onesto un appello alla sentenza. Sarà il Giudice della Corte d'Appello a
decidere ma offendere degli onesti contadini è grave.
fto The Kids
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Caro The Kids
Sono trascorsi quasi sessantanni da quando furono occupati con violenza i latifondi della marchesa de Luca con i moti delle terre incolte perché allora erano i proprietari terrieri a tenerle margie mentre la popolazione moriva di fame.
Oggi la verità
storica è all’opposto. I figli di quei contadini sono laureati, molti di quei
contadini sono deceduti lasciando parte delle Macchie incolte. Dopo l’ inizio
della procedura di rilascio, i vari compagni Sindaci e consiglieri diessini cosa
fecero per fare acquistare i terreni ai Soci.?
Nulla !. Alcuni consiglieri quando debbono acquistare
per loro conto conoscono l’indirizzo della
Marchesa de Luca di Roma e quello di Cosenza sapendo come fare per
concludere l’affare. Mentre per proteggere i soci, onesti contadini, della
cooperativa
Hanno loro precluso
ogni possibilità di acquisto perché a loro richiesta, l’ attuale
Amministrazione e prima col P.R.G , hanno
messo il vincolo di non poter frazionare detti terreni perché ognuno possa
acquistare la loro quota. Vogliono imporre il loro prezzo, non pagando il fitto,
addossando ogni responsabilità all’ attuale Presidente Egidio Cario che poi
non è stato il solo a decidere. La cooperativa
A coloro i quali
cui spettava il compito di salvaguardare le terre ai contadini, non
vollero assumersi questo dovere perché per loro l’io viene prima
dell’altro. Tutti hanno una penna del Pavone…..! Si verifica così, che,
apparentemente tutti vogliono difendere ma hanno avuto dieci anni senza far
nulla pensando solo a comprare ed arraffare per loro conto. Oggi vogliono
accusare questa Amministrazione di non aver fatto nulla mentre i veri colpevoli
sono alcuni Consiglieri che hanno acquistato in proprio e volevano acquistare
anche le Macchie non per i Soci ma
per la cooperativa
Oltre allo scrivente, un Consigliere vi ha detto la verità non l’avete creduta.! Ora non posso illudermi di essere creduto ma il tempo sarà certamente quello che mi darà ragione anche se forestiero ho sempre interessi in Nocera sposato felicemente con la formichina di Nocera.
Nel 1953 la Cooperativa La Proletaria, presidente sig. Giovanni Vaccaro ebbe una ingiunzione emessa dal Tribunale di Nicastro che fu appellata con la presente:

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Fonte : www.Obiettivonocera.it inserito
il 07.10.2005
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L'unico socio che vive con i proventi del terreno della Cooperativa è Motta Enrico Giovanni.
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