Egidio Baratta
A Nocera fin
quando esisterà l'ottusità di tanti di destra e di sinistra, non c'è
niente, fin quanto ad amministrare si penserà solo per la propria
saccoccia, non ci sarà niente.
Gustavo
Raffi ricevuto dal sindaco Sirianni Soveria
Mannelli. Il gran
maestro del Goi, Gustavo Raffi, ospite a palazzo
Cimino «La
massoneria forma il cittadino» Tutti
i movimenti, nel loro stato nascente, sono caratterizzati da un grande
entusiasmo, dal sogno di un mondo di giustizia, di uguaglianza,
di libertà e di fratellanza. SOVERIA
MANNELLI – Importantissimo
l’appuntamento
che
lo “stato maggiore” Ancora una volta a Soveria, qual e è il motivo?La
cultura. Cosa
ha trovato in questo territorio? La
prima volta fu una sorpresa, un piccola realtà
come questa ha fatto si che si potessero incontrare uomini delle
istituzioni per dibattere sui grandi problemi di Proprio
ora
che il paese vive una certa crisi Istituzionale e civile? Sicuramente,
caduto il muro di Berlino, il tramonto delle ideologie, si sono persi
molti punti di riferimento. Quando si distruggono dei valori bisogna
essere pronti a sostituirli. Oggi ci vogliono uomini e laboratori che
cercano di capire e trovare dei valori che siano correlati al mutamento
attuale. E
la massoneria? Come si pone di fronte a queste emergenze?
Fonte
il quotidiano 9.8.07 SABATO 8 SETTEMBRE 17.00 Sala Ermanno Critelli della Rubbettino Editore,Uomini liberi? Sospesi tra realtà e illusione, con GUSTAVO RAFFI (a cura della Loggia “La Sila - Dionisio Ponzio” del Grande Oriente d’Italia di Decollatura)Sabato
a Decollatura. Tema: “Uomini liberi? Sospesi tra realtà ed illusione”
Gustavo Raffi ANCHE
quest’anno il Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani, la più
importante istituzione liberomuratoria operante in Italia, partecipa alle
manifestazioni di “Essere a Soveria”. “Uomini liberi? Sospesi tra
realtà ed illusione” è il tema del Convegno di studi con il quale
Il “processo “ dell’Armonia Social Club Arretratezza da
colmare, la politica condannata. La responsabilità è
sia del centro destra che del centro sinistra. Ha
presieduto la seduta come giudice Adelchi d’Ippolito Pur trattandosi di una simulazione le problematiche affrontate sono state reali. Si è concluso con una sentenza di condanna il processo alla politica, che si è tenuto in un noto hotel di Sant’ Eufemia Lamezia. Si è trattato di una simulazione organizzata dall’Associazione Armonia Club, con lo scopo di capire le responsabilità della politica nelle cause dell’arretratezza della Calabria. L’Associazione è stata costituita nella primavera del 2005 da giovani calabresi operanti nella capitale. Il Presidente Giuseppe Francesco Modafferi ha spiegato che già nel mese di marzo si è tenuto un processo alla Calabria da cui emergevano due soggetti che richiedevano attenzione: i politici e gli emigranti. Si è pensato, dunque di organizzare due incontri uno ad agosto a Lamezia sulla politica , uno in autunno a Roma sugli emigranti. Per la par condicion , sono stati individuati per il processo alla politica due esponenti del centro destra: gli onorevoli Ida D’Ippolito e Mario Tassone e due del centro sinistra : il senatore Nuccio Jovane e l’onorevole Aurelio Misiti, che hanno dato la loro disponibilità. Ad introdurre è stata l’accusa rappresentata dall’avvocato Gianfranco Saccomanno che è stato molto efficace. Ha relazionato poi l’avvocato Ernesto d’Ippolito che ha costruito la difesa addossando le cause dell’arretratezza della Calabria alla società civile e, sulla base dell’art. 27 comma 1 della Costituzione, ha sottolineato l’importanza della responsabilità personale dell’operare in politica, non condividendo assolutamente la generalizzazione dell’accusa. Ha presieduto la seduta come giudice Adelchi d’Ippolito, magistrato a Roma che, dopo aver ascoltato accusa e difesa, ha chiamato i testimoni : Nuccio Jovane, Ida d’Ippolito, Aurelio Misiti, Mario Tassone, ponendo loro domande ben definite per fare chiarezza sui problemi della Calabria. Riportiamo le risposte più significative. Secondo Nuccio Jovane :esiste il problema della criminalità organizzata che interessa sia il centro destra che il centro sinistra. E’ necessario che i partiti evitino la candidatura di persone che possano fungere da canali di comunicazione con la criminalità organizzata. Esiste in Calabria inoltre, non un problema di risorse. Secondo Ida d’Ippolito: uno dei compiti della politica deve essere quello di creare le condizioni per favorire l’occupazione dei giovani. Bisogna individuare le responsabilità specifiche e qualora ci siano soggetti politici indagati o addirittura rinviati a giudizio sarebbe corretto che questi si autosospendessero temporaneamente dal mandato. Secondo Aurelio Misiti: esiste una incapacità di programmazione che è un effetto della società basata sull’individualismo. Etica e morale, principi di legalità devono essere al centro dell’intervento dei politici. Mario Tassone ha spiegato :Nel 1970 sono nate le Regioni che avrebbero dovuto rompere quella visione centralistica burocratica dello Stato centrale ed essere principali interlocutori delle istanze dei cittadini. Questo in Calabria non è avvenuto. Un’altra importante constatazione fatta dallo stesso è che : i centri istituzionali oggi contano meno rispetto a gruppi di potere e corporazioni consolidate.Adelchi d’Ippolito ha poi chiamato come testimoni , giovani presenti nel pubblico. Hanno risposto all’invito sia giovani calabresi residenti ed operanti fuori regione , sia residenti in Calabria ma che vorrebbero evadere dell’attuale contesto. Tutti hanno evidenziato la distanza politica dalle loro esigenze: La sentenza definitiva è stata di condanna. Pur trattandosi di una simulazione le problematiche affrontate sono di una realtà sconcertante. La politica del compromesso, quella che scende a patti con la criminalità organizzata per ottenere voti nel periodo elettorale. La politica che non favorisce il turismo, l’imprenditoria, l’occupazione giovanile e che decide di sottostare al potere di alcune lobby legate alla criminalità organizzata. La politica irresponsabile, priva di una vera e propria progettazione che possa risollevare le sorti della Calabria. La politica regionale assuefatta a quella nazionale. Questo tipo di politica è stata condannata e come ha specificato l’avvocato Saccomanno, la responsabilità è sia del centro destra che del centro sinistra, perché se la maggioranza non sa amministrare la minoranza non sa portare avanti le esigenze del territorio. Fonte : Dora Anna Rocca –Gazzetta del Sud. 14.08.08 A mio modesto avviso i nostri politici vogliono e ci ingrassano con questo sistema: perchè non fanno approvare la proposta di legge Lattazzi ? Perchè non provvedono come è scritto sotto ad inviare Magistrati a Lamezia ? ed in tutta la Calabria? I politici vogliono che i processi vengano prescritti !... Eppure li votiamo noi...... sia a destra che a sinistra...piangere o parlare non serve.
(ANSA)
- DON GELMINI:RAFFI(GRANDE ORIENTE),SE VUOLE LO DIFENDO GRATIS DON GELMINI SI SCUSI ANCHE CON I MASSONI La Massoneria si batte da sempre e senza alcun dogma o verità rivelata per la Fratellanza, l'Uguaglianza e la Libertà universali di tutti e di ciascuno. Oltre ogni Chiesa. di Luca Bagatin (*) Non voglio entrare nella vicenda
giudiziaria relativa ai presunti abusi sessuali commessi da Don Gelmini,
fondatore della Comunità Incontro, sulla quale peraltro sta indagando la
magistratura che è l'unico organo preposto a dare giudizi conclusivi in
merito. Purtuttavia ritengo gravissime le recenti dichiarazioni del
presule e nella fattispecie non solo il "lapsus freudiano" nel
quale egli ha parlato in un primo tempo di "lobby ebraico-radical
chic" che combatte la Chiesa e che magari sta alla base di una
presunta persecuzione giudiziaria nei suoi confronti, ma anche il suo
scagliarsi contro la Massoneria affermando infatti testualmente:
"Chiedo scusa agli ebrei, ho per loro rispetto e molta
considerazione. Non volevo fare dichiarazioni contro la comunità ebraica,
mi riferivo invece alla lobby massonico-radical chic che combatte la
Chiesa su tutti i fronti e punta a neutralizzare coloro che cercano di
rendere una testimonianza cristiana".Ora, da liberi pensatori che
nulla si lasciano sfuggire, non possiamo non notare che la Chiesa
cattolica storicamente ha combattuto e perseguitato nei secoli, compiendo
scampi, barbarie e assassinii (si pensi alla Santa Inquisizione, che
anticipò di secoli gli stermini compiuti dai nazisti e dai comunisti)
tanto gli Ebrei quanto i Massoni, rei, a suo dire, di essere degli
infedeli, corrotti e financo seguaci del Demonio (ricordando tanto, ma
proprio tanto, un'altra religione istituzionalizzata non propriamente
"mansueta"). E ciò lo ha fatto al pari del regime nazifascista
e di quello comunista (non a caso il Duce parlava di "complotto
demo-pluto-giudaico-massonico" ai danni del fascismo ed il Duce,
guarda caso, si alleò proprio con la Chiesa cattolica).
il mitico Ernesto ERNESTO D' Ippolito è nato a Cosenza il 10
febbraio 1933 dove attualmente vive e lavora. Laureatosi in Giurisprudenza
a Roma, è avvocato penalista dal 1957 e, dal 1972, è iscritto all'albo
speciale dei patrocinanti in Cassazione. In virtù della sua
professione e della sua competenza giuridica, ha ricoperto vari ruoli:
consigliere-segretario del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di
Cosenza , relatore al Congresso Nazionale Giuridico -Forense di Catanzaro
e, più volte, relatore aggiunto alle sedute di laurea
all'Università della Calabria. E' presidente emerito dell'Unione degli
Ordini Forensi della Calabria. Significativo anche il suo impegno
in politica (è stato segretario regionale del Partito Liberale Italiano
in Calabria) insieme alla sua attività di amministratore locale
che ha svolto per 18 anni come consigliere comunale di Cosenza. E'
membro di varie associazioni e socio sostenitore di numerosi organismi di
carattere culturale e filantropico -umanitario. Dal 2003 è gran
maestro onorario del Grande Oriente d'Italia
Conferme
nel nuovo partito ? di Ernesto d’Ippolito Nella
fase costituente del nuovo Partito, alla seria ed apprezzabile ricerca dei
padri fondatori, già gestori dei due partiti all’uopo scioltisi, Dc e
DS, di adesioni, da parte della società civile, e di nuovi soggetti,
dalle esperienze ed opinioni laiche liberali, socialdemocratiche, non sono
mancate risposte in termini di perplessità, di numerosi “invitati”,
incerti, appunto, sulla effettiva disponibilità del nuovo soggetto ad
accettare, gradire, apprezzare referenti di liberalismo, laicismo,
socialismo democratico autenticamente riformista. Due episodi, proprio
in questo scorcio d’estate torrida, pare confermino quei dubbi e quelle
perplessità. Candidatosi alla
leadership del nuovo Partito il Sindaco di Roma, seguito dalle candidature
degli onorevoli Bindi e Letta e dell’ex Direttore dell’Unità, Furio
Colombo, la autocandidatura di Marco Pannella è stata respinta
dall’Ufficio di Presidenza del “P.D.” con una motivazione “
politica”, che di fatto ritiene, la candidatura improponibile,
contraddicendo all’asserito programma di apertura alla società civile
ed a tutte le tendenze, ai valori fondanti della democrazia moderna, nega
diritto di candidatura al radicale. liberal, liberista, libertario
Pannella. ancora ; in tema di previdenza , Prodi ed il suo Governo,
espressione dell’Ulivo e della nuova formazione ( nella quale l’Ulivo
s’è sciolto), hanno trattato il fondamentale tema delle pensioni con
penosa subordinazione ai partiti della sinistra più radicale ed alla
arroganza dei sindacati, concludendo con un “accordo” rovinoso per
l’equilibrio del bilancio, il rispetto dell’equità, la scelta dei
soggetti gratificanti, di quelli penalizzati ( avendo di vista soltanto la
cancellazione dello “scalone” maroniano). Come critici autorevoli ( e
certo non sospetti di debolezze verso il centro-destra) hanno
concordemente osservato, da Giovazzi a Rossi, da Salvati ad Ischino. Di qui una conferma
pare ne venga alle preoccupazioni di quanti hanno paventato la patente
unilateralità dei contenuti del nuovo “Partito”. O no ?
Si informano i sigg.ri Lettori che il 12 Agosto l'avv. Ernesto d'Ippolito terrà una conferenza pubblica :
Club Sociale p.zza Capranica 95 00195 RomaConvegno 12 Agosto Lamezia Terme Titolo convegno: Processo alla Politica, quali le sue responsabilità per il ritardo della Calabria? Presso Grande Hotel Lamezia (di fronte stazione) - Lamezia Terme - ore 19.00 Interventi 19.00: saluto, apertura lavori e presentazione relatori (Annita Vitale) 19.10: inizio processo (dott. Adelchi d’Ippolito) 19.15: introduzione atto d’accusa (avv. Gianfranco Saccomanno) 19.25: relazione della difesa (avv. Ernesto d’Ippolito) 19.35: audizione testimone On. Ida d’Ippolito 19.45: audizione testimone Sen. Nuccio Iovene 19.55: audizione voci dal pubblico 20.15: saluto On. Misiti 20.25: saluto On. Tassone 20.35: conclusioni accusa 20.40: conclusioni difesa 20.45: sentenza e chiusura lavori
Lettera di un Laico alla Chiesa
Il Gran Maestro Onorario della Massoneria Italiana a confronto con una prospettiva di dialogo con la Chiesa. Quest’articolo
nasce dalla richiesta della rivista "Le Due Città",
dell’Arcidiocesi metropolitana di Cosenza-Bisignano fatta a chi
non si riconosce nella comunità ecclesiale, proprio come nel caso
dell’autore del medesimo articolo, l’Avv. Ernesto d’Ippolito,
illustre penalista, oltre che Accademico di Cosenza, Presidente
Emerito dell’Unione degli Ordini Forensi della Calabria, per 18
anni consigliere comunale del Partito Liberale Italiano ( oltre che
membro della Direzione Nazionale "sotto" il grande
Giovanni Malagodi ), a Cosenza, da poco più di due mesi insignito,
con voto plebiscitario, a Rimini, durante il congresso nazionale del
Grande Oriente d’Italia Palazzo Giustiniani, del titolo di Gran
Maestro Onorario della Massoneria Italiana G.O.I (Grande Oriente
d’Italia) Palazzo Giustiniani. Ringraziamo, ancora, l’Avv.
Ernesto d’Ippolito per averci concesso tale pubblicazione,
unitamente alla rivista sopra citata.
Una "lettera alla chiesa", che mi si propone, "in
una prospettiva di dialogo" mi incuriosisce ed intriga.
Perché il "dialogo" è l’impegno costante, la pratica
scontata, il desiderio fervido del laico, da sempre. Laddove la
Chiesa, le chiese, i fondamentalismi religiosi hanno, quale
connotato costante, sigla precipua il dogma che, del dialogo, è
l’esatto opposto. D’altra parte le "due città"
dell’arcivescovo, da cui prende il titolo la rivista
dell’Arcidiocesi, tosto colgono il dualismo tra grano e zizzania,
nel cui orticello legge non pochi poteri occulti, mafie sempre più
frenanti. "Uno e uno fa uno,
va bene per le scuole ma per la scelta interiore vita/ soltanto/ o morte o l’eterno. Due è troppo vasto Perché l’anima lo contenga". Così Emily Dickinson. Il laico guarda alla società tutta intera, impasto di bene e di male, intreccio, insieme virtuoso e malizioso, di umori ansie tendenze istanze bisogni. Il laico non ha mai scomunicato nessuno. Non discrimina l’uomo, a seconda del sesso della razza della lingua della religione delle opinioni politiche, delle condizioni personali e sociali, come dal pensiero, dai principi e dai rappresentanti laici è travasato nella Costituzione repubblicana. Alla fraternità, alla tolleranza, all’amore, il laico unisce la consapevolezza del diritto dell’altro ad opinioni diverse dalle proprie, con identica vocazione al giusto ed al vero.Il laico, ricorda i guasti, nella Storia, dell’intolleranza, e non soltanto religiosa, i lutti delle Crociate, i processi dell’Inquisizione. Il rogo di Giordano Bruno, dei Templari. "Brucerò ma non è che un fatto. Continueremo a discutere nell’eternità" così Michele Serveto, riformatore religioso, ai giudici, dopo la sua condanna al rogo. Il laico ha preso buona nota del perdono, che , a distanza di secoli, la Chiesa ha chiesto ai "diversi" perseguitati, agli Ebrei, agli "infedeli". Il laico sa che restano zone d’ombra, dove la Storiografia non ha compiutamente rivisitato errori ed orrori. E teme che possano ripetersi. Non ne esce, per rifiutare il "dialogo". Con chiunque. Si può, si deve, fare un pezzo di strada, con chiunque sia disponibile. Incontrare quanti la pensino in modo difforme, verificare la percorribilità di strade che menino a plaghe migliori per l’uomo. La solidarietà umana impone all’uomo del terzo Millennio di esercitare la virtù del sacrificio, la concreta vicinanza all’altro uomo, la convivenza pacifica ( altro è, naturalmente, il "pacifismo" a senso unico, d’antica matrice comunista e catto-comunista, ancora presente in tante manifestazioni attuali). Per un comunista come l’On.le Giuseppe Pierino, è facile assolvere la faziosità, le scomuniche dell’Ottocento e Novecento, citando Bloch. Non è un caso che il filosofo tedesco, pure marxista, sia stato ammonito e accusato nella Germania orientale, mentre gli chiudevano la rivista e gli arrestavano i collaboratori; che si sia dovuto trasferire nella Germania occidentale, lì esprimendo in libertà e autonomia le sue opinioni e tesi. Il laico sa che la Storia non ha chiuso i battenti. Che opinioni diverse, su materie essenziali per la vita dell’uomo moderno, permangono a volte drammaticamente. Su problemi, quali il divorzio, l’aborto, la pianificazione familiare, la bioetica, la scuola, la libertà d’insegnamento, la ricerca scientifica. La chiesa cattolica conserva, e con l’autorevole e decisa personalità del Papa polacco ribadisce, opinioni nettamente contrarie, rispetto al pensiero scientifico occidentale, a alle acquisizioni della società moderna. La società comunista, ma anche gli ex comunisti come Pierino, non sentono la gravità perdurante di tale dissenso, non si interrogano sul se , sul quanto, il "crescete e moltiplicatevi" cattolico abbia drammaticamente contribuito all’esplosione demografica del, nel, terzo e quarto mondo. Ricordiamo che, proprio quando Fortuna e Baslini presentarono i due progetti di legge sul divorzio, il PCI ( primo firmatario l’On. Nilde Iotti) presentò un corposo progetto di legge sul diritto di famiglia, nel quale non era previsto il divorzio. Esiste un vasto ventaglio di tematiche, di problemi, situazioni in ordine ai quali la società, i cittadini, le istituzioni hanno opinioni diverse, programmi differenziati, orizzonti, a volte opposti, quindi progetti operativi difformi. C’è chi, al primo accenno di codeste piattaforme operative variegate, scacchiere diverse, ricorre all’antico facile gioco dell’allusione gratuita, della dietrologia, suggestiva. " Poteri occulti", " mafie frenanti". Usciamo da questi scenari generici e sfuggenti. Chiamiamo le cose, e le persone, con il proprio nome. E se e quando, individueremo grumi di resistenza alla libertà, alla democrazia, al progresso della gente, soprattutto la più umile, bisognosa, sofferente, sarà facile perseguirla e combatterla. Si vedrà, allora, chi ci sta, e chi no, dove si colloca un’opinione pubblica, che si riconosca nell’insegnamento e nella tradizione del cattolicesimo, e dove quanti rappresentano la tradizione ed il pensiero laico. Ernesto d’Ippolito
Le spoglie di Francesco Saverio Salfi al cimitero di Cosenza “Hai
completato il tuo cammino, fratello, ora sei a casa”. Con queste parole
Marco Cimmino, in rappresentanza della loggia massonica “Francesco
Saverio Salfi” ha salutato il ritorno in città delle spoglie
dell’illustre illuminista cosentino.
Cosa è questa Massoneria Le religioni si occupano delle relazioni che debbono avere gli uomini con Dio per raggiungere la felicità eterna dopo la morte. La Massoneria, invece, ricerca i mezzi che possono permettere ad ogni essere umano di conseguire il maggior benessere morale e materiale durante la vita terrena. Essa crede in un principio unico ed immanente, al quale tutto si deve e nel quale tutto si trova, non secondo un ordine teologico, dogmatico, cioè con fini prestabiliti, ma per evoluzione dello stesso principio, si chiami esso materia, forza, spirito, idea, Dio secondo le diverse tendenze ed opinioni. Per la Massoneria questo principio universale significa evoluzione, progresso continuo e inarrestabile, legge di luce e di verità, di amore; e in omaggio alla libertà di pensiero e di coscienza si compendia e si completa nella formula convenzionale di Agdgadu: alla gloria del Grande architetto dell’Universo. È il principio che illumina tutti gli intelletti virtuosi che lottano per la emancipazione e per la giustizia, fra le tenebre della schiavitù e della superstizione ed unisce tutti gli uomini che vogliono governare il mondo per iniziarlo all’esatta comprensione della vita. La Massoneria non ha mai detto agli uomini: la libertà che insegno è vuota di divinità. Ha detto: abbiate un Dio, ma che sia Dio di libertà, che sia l’alito animatore dei grandi impulsi e delle sublimi ascensioni. Abbiate una fede divina che respinga ed abbatta la grande menzogna della deità dogmatica e sacerdotale, un senso del divino che allarghi l’orizzonte agli uomini, che accenda gli occhi dei popoli col raggio che accese gli occhi dei nostri Grandi fratelli, di Voltaire, Kipling, Goethe, Victor Hugo e quel grande magnifico fratello che fu Giuseppe Garibaldi. La Massoneria ha compreso, prima di ogni altro nucleo di coscienze moderne, che le società tendono verso ideali sempre più alti di perfezione, di fratellanza e di libertà. Per questo, la Massoneria ha levato alto il vessillo dell’universale diritto al libero pensiero; per questo ha chiamato e chiama a raccolta tutti gli uomini liberamente credenti in un avvenire di elevazione; per questo essa accoglie uomini di ogni fede, basta che in essi non alberghi lo spirito autoritario e d’invadenza delle loro opinioni sulle moltitudini, solo che essi sappiano e mostrino di saper trarre, dalla loro concezione del mondo, l’anelito al divenire progressivo della società umana. Il simbolo che sigilla ogni opera, ogni attività e ogni manifestazione massonica è quello del Grande architetto dell’Universo, e alla gloria del Grande architetto dell’Universo la Massoneria si muove ed opera. Il Grande architetto dell’Universo è il nostro primo simbolo; non è il Dio dei cattolici, non è la divinità pagana orientale, quello del cui nome e della cui gloria s’incorona la Massoneria. È il riconoscimento largo, libero, universale della grandiosa architettura del mondo, la cui divina bellezza e la cui inesplicabile misteriosità restano egualmente, tanto che la pensi creata il deista, come la vede formatasi e sviluppatasi il monista evoluzionista. A me pare quindi che non vi sia altra dottrina che meglio della Massoneria convinca, persuada, insegni e aiuti a evadere dalla triste prigione dei dogmatismi religiosi, a liberare lo spirito oppresso dai suoi pretenziosi custodi e a farlo balzare alto nella luce della ragione e della libertà. L’intento della Massoneria è l’affratellamento di tutti i popoli della terra. È quindi evidente che la dottrina massonica sovrasta tutte le altre dottrine. Le supera nella sua concezione filosofica di considerare come una tappa provvisoria il raggiungimento di qualsiasi verità contingente ed interiore e perciò di non accettarla mai come verità assoluta; le supera nel suo modo di intendere la libertà, l’eguaglianza e la giustizia; le supera per l’universalità assoluta del concetto di fratellanza, accogliendo nel suo seno, senza discriminazione alcuna, tutta l’umanità che si propone di vivere in libertà, di ricercare la verità, di praticare la giustizia e di aspirare all’uguaglianza e di realizzare la fratellanza universale. È un fatto che attorno alla Massoneria sono sempre circolate, e circolano tuttora, una infinità di false notizie. È ancora possibile trovare persone che credono che per essere iniziato, nelle prove da superare, il candidato sia costretto a pugnalare un’ostia per attestare il disprezzo contro la religione cattolica. E bisogna anche sfatare la leggenda di una Massoneria dipinta come un centro di atei, di bestemmiatori e di senza Dio, a null’altro intenti che a distruggere il sentimento religioso e la legge morale. Ernesto Nathan, Gran maestro della Massoneria, nell’aprile del 1891, parlando di ciò diceva testualmente: “Non solo la Massoneria, accogliendo uomini di tutte le fedi, professa il massimo rispetto per il sentimento religioso individuale, ma va oltre. Entrando in una Loggia si vede sovraneggiare una scritta: Agdgadu, non lotta quindi alle religioni, ma indipendenza del nostro perfezionamento interiore dall’osservanza dell’una o di un’altra forma religiosa”. La libertà massonica non ignora che la libertà di ciascuno trova un limite nella libertà degli altri e se queste due libertà sono in contrasto, l’interesse del singolo deve cedere all’interesse della collettività. Essa considera suo dovere lottare contro ogni atto che attenti alla libertà. Il massone Arrigo Rizzini, nel lontano 1906, riaffermò alcuni concetti fondamentali dell’azione della Massoneria: 1) che il fine dell’azione massonica e l’elevamento dell’umanità, col progredire della società nel cammino radioso verso il progresso; 2) che il mezzo dell’azione massonica è il concorde sforzo di tutti gli uomini di libera fede nella lotta contro ogni forza, anche larvata, di reazione e di costrizione; 3) che i limiti dell’azione massonica non sono aprioristicamente definibili, ma contingenti ai particolari momenti storici, così che non possono mai costituire una qualsiasi pregiudiziale. Nonostante questi nostri principi, universalmente conosciuti, non è raro leggere attacchi denigratori alla nostra Istituzione; a questi articolisti desidero dedicare una frase di un grande Massone, nato nella nostra Savona, Pietro Sbarbaro: “I Lessing, i Krause, i Proudhon, quando vollero criticare la Massoneria, incominciarono dallo studiarne profondamente le istoriche vicende e gli ordini attuali, onde le loro critiche riuscirono quanto gravi, quanto rispettose. I quadrupedi invece, o scimmie loquaci, tirano calci e sputano sul viso ad una grande Istituzione, della quale fecero e fanno parte i più virtuosi e gloriosi uomini della terra, senza averne mai letto altro attorno ad essa che le solite invereconde volgarità della stampa clericale”. Come iniziato e come studioso della Massoneria, della quale mi occupo da oltre 62 anni, desidero concludere che la Massoneria non ha un solo padrone, come ripetutamente scrivono i nostri avversari, ma ne ha tre: libertà, fraternità e eguaglianza. E forse ne ha anche un quarto, la tolleranza, che in questo mondo sempre più intollerante può essere anche anacronistico, ma è la base non solo della Massoneria, ma di tutto il libero pensiero. Aldo Chiarle Gran maestro onorario del Grande Oriente d’Italia la
ns verità è la ricerca Se riesci a conservare il
controllo quando tutti Intorno a te lo perdono e te
ne fanno una colpa; Se riesci ad aver fiducia in
te quando tutti Ne dubitano, ma anche a
tener conto del dubbio; Se riesci ad aspettare e non
stancarti di aspettare, O se mentono a tuo riguardo,
a non ricambiare in menzogne, O se ti odiano, a non
lasciarti prendere dall'odio, E tuttavia a non sembrare
troppo buono e a non parlare troppo saggio; Se riesci a sognare e a non
fare del sogno il tuo padrone; Se riesci a pensare e a non
fare del pensiero il tuo scopo; Se riesci a far fronte al
Trionfo e alla Rovina E trattare allo stesso modo
quei due impostori; Se riesci a sopportare di
udire la verità che hai detto Distorta da furfanti per
ingannare gli sciocchi O a contemplare le cose cui
hai dedicato la vita, infrante, E piegarti a ricostruirle
con strumenti logori; Se riesci a fare un mucchio
di tutte le tue vincite E rischiarle in un colpo
solo a testa e croce, E perdere e ricominciare di
nuovo dal principio E non dire una parola sulla
perdita; Se riesci a costringere
cuore, tendini e nervi A servire al tuo scopo
quando sono da tempo sfiniti, E a tener duro quando in te
non resta altro Tranne Se riesci a parlare con la
folla e a conservare la tua virtù, E a camminare con i Re senza
perdere il contatto con la gente, Se non riesce a ferirti il
nemico né l'amico più caro, Se tutti contano per te, ma
nessuno troppo; Se riesci a occupare il
minuto inesorabile Dando valore a ogni minuto
che passa, Tua è E - quel che è di più -
sei un Uomo, figlio mio ! Rudyard Kipling
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La parabola del ranocchio... C’era una volta una gara ...
L’obiettivo era arrivare in cima a una gran torre.
Si radunò molta gente per vedere e fare il
tifo per loro.
Cominciò la gara. In realtà, la gente probabilmente non credeva possibile che i ranocchi
raggiungessero la cima, e tutto quello che si ascoltava erano
frasi tipo: "Che pena !!!
La gente continuava : "... Che pena !!! Non ce la faranno mai!..."
Gli altri volevano sapere come avesse fatto.
era sordo!
I siti
istituzionali dei massoni sono:
Per chi è veramente "interessato" al tema indicato in oggetto,
risulterà decisamente "interessante" andarsi a consultare questo
sito >
http://arcangeliedemoni.blogspot.com/
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